giovedì 22 novembre 2012

Inception


Il cinema non è solo mero intrattenimento, è anche arte. Frase che ultimamente ha fatto nascere su internet più di una diatriba, specie se il regista in questione era Nolan. Ma il punto resta lo stesso, perché il cinema, per quanto se ne dica, è anche arte. Non per nulla si suole indicarlo, come ogni cosa catalogabile e che in quanto tale crea una certa sicurezza, con una numerazione: la settima. La settima arte che tanto amo, insieme alla letteratura, la musica e i fumetti, alla quale ho dedicato tempo e spazio virtuale con questo blog. Che il mio intento sia riuscito o meno è un discorso che porteremo avanti altrove, e non qui, ma va detto e ribadito che ogni arte in tutte le sue sfaccettatura suole dividersi in due ramificazioni: quella autoriale e quella popolare. E Christopher Nolan è riuscito a destreggiarsi in ambedue con molto talento e astuzia, iniziando con dei progetti particolarissimi nel loro genere e destinati a un mercato molto indie fino ai dei signori blockbuster come quelli dedicati all'uomo pipistrello di Casa DC. Si arrivò quindi a questo Inception, scritto e ideato da Nolan stesso, che doveva essere la summa del suo pensiero filosofico e artistico, e che tanta curiosità destò all'epoca della sua uscita e che ancora oggi sa dividere.

Dom Cobb ha una professione decisamente particolare: sotto un lauto compenso, usa i sogni delle persone per estrarre dalle loro menti i segreti che meglio servono ai suoi clienti. Tutto questo lo ha fatto diventare molto celebre nel mondo dello spionaggio industriale, ma lo ha reso anche un ricercato internazionale. Quando un magnate che aveva precedente derubato gli offrirà la possibilità di redimersi legalmente impiantando nella mente di un proprio concorrente un'idea che andrà a suo futuro vantaggio, Cobb può solo accettare per riprendersi la sua vecchia vita. Ma si tratta di una missione pericolosa dentro la quale avrà modo di affrontare i propri demoni interiori e passati...

Film intensamente voluto dal cineasta anglosassone e riscritto più volte nel corso degli anni, questo Inception si offre fin da subito come un prodotto anomalo su tutti i piani, sia su quelli artistici che su quelli del mero intrattenimento. Di certo si tratta di un'idea davvero originale e ben sviluppata che il film tratta con la dovuta dignità, dandogli molta azione che potrà accontentare il pubblico più 'ignorante' ma anche delle riflessioni che lo innalzano su un piano decisamente più autoriale. Ed è proprio questo suo non essere né l'uno né l'altro che inizialmente destabilizza, dandogli però una gran parte del proprio fascino. A una scrittura decisamente ispirata e ricolma di spunti davvero interessanti è bilanciata una regia calcolata al millesimo, che mostra come questo regista sia oltre che un bravo scrittore anche un tecnico ineccepibile e capace. E difatti è molto difficile trovare dei punti nella regia che lascino insoddisfatti, sia per quanto concerne gli aspetti più emotivi che quelli più d'azione, che alla fine prendono la padronanza senza eccessiva prepotenza. Da questo giusto connubio quindi sono nati folle di idolatranti fanboy che sono arrivati addirittura a innalzare il buon zio Chris come il Kubrick della nostra generazione, considerazione dalla quale mi dissocio completamente non per mera venerazione verso l'immenso Stanley, ma anche perché ritengo che queste due personalità abbiano rifluito il proprio genio in due settori completamente diversi, oltre che per il fatto che di Nolan possiamo godere di una carriera arrivata solo ora al proprio culmine. Culmine che doveva solennemente essere consacrato da questa pellicola, e che come tale si offre, facendo quindi notare in maniera più evidente i numerosi difetti che si barcamenano in mezzo a mille altre note positive. Se la storia prende e non mostra punti deboli, la stessa cosa non può dirsi per i personaggi, davvero troppi (sette in tutto!) e che a causa di un'economia narrativa tiranna vengono ridotti perlopiù a delle psicologie molto classiche, come nei casi delle figure dei collaboratori del protagonista - ho fatto davvero fatica ad affezionarmi a tutti loro, a causa delle poche cose che si sanno sui loro riguardi. E se la trama particolarmente ingarbugliata mi ha davvero saputo affascinare oltre ogni umana immaginazione, ho trovato davvero noiosi i purtroppo necessari spiegoni che dominano la parte centrale, davvero lenta e per quanto ben diretta difficile da digerire a una seconda visione. Le cose negative purtroppo non finiscono qui, e mi tocca annoverare come Nolan soffra negli ultimi tempi di una strana ingerenza di tematiche che lo portano a sviluppare quanti più temi possibili, dicendo così metà delle cose che vorrebbe e impedendogli di formulare un discorso più coerente che si sarebbe potuto ottenere munendosi di forbici e cesoie. Purtroppo questo era il film che egli tanto agognava a fare, peccando di prendersi eccessivamente sul serio più di quanto la storia avrebbe effettivamente meritato, cosa che a molti sarebbe potuto risultare fatale ma che grazie alla classe e allo stile raffinato delle riprese riesce a essere evitata in pieno. Può restare un po' d'amarezza per certe parti che si sarebbero potute sviluppare un po' meglio, ma quello che abbiamo modo di vedere alla fine è davvero un prodotto che si eleva ben sopra la medie del piattume oggi in circolo e che si presta nonostante tutto a un buon numero di riflessioni. Quindi forse questo film non è il capolavoro che Nolan sperava di ottenere (si sa come l’amore verso un progetto ottenebri il giudizio, alle volte), ma un punto fondamentale della sua carriera, in cui mostra la sua capacità di trattare molti generi diversi fra loro sia per tematiche che per tecniche stilistiche.

A mio parere il suo miglior film lo dobbiamo ancora vedere, ma sono certo che le occasioni non mancheranno se queste sono le basi per una nuova partenza che sappia far azionare i neuroni ma anche l'adrenalina.


Voto: ★★★ ½

2 commenti:

  1. Non il capolavoro che tutti elogiano. Buon film punto e basta. Nolan sopravvalutato. Per il ciclo "potrebbe fare di più ma non si impegna" XD
    E con "Il Cavaliere Oscuro - Il Ritorno" l'ha più che dimostrato.

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    1. Concordo assolutamente. Poteva essere molto di più. Peccato perché la trama è affascinante, e nonostante i vaghi rifacimenti ad altri film, originale.

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