lunedì 19 novembre 2012

Iron man 2


Dopo l’incredibile successo al botteghino di Iron man, un sequel era d’obbligo. Quindi questo Iron man 2 non fiucerto una novità particolarmente inaspettata quando fu annunciata da tutti i siti e giornali di settore. Certamente più inaspettata fu la partecipazione dei leggendariamente ignoranti AC-DC per la colonna sonora, dove Brian Johnson cantò e incise le canzoni che ai tempi godettero della performance del compianto Bon Scott. Non starò qui a sostenere se Highway to Hell sia stata meglio allora o nella nuova versione qui presentata, questa è una discussione che va portata altrove come il fatto che io abbia o no dei gusti di merda, io mi atterrò unicamente al discorso cinematografico o metafumettistico. E di cose da dire su questo sequel ce ne sono molte, di negative, mentre quelle positive sono davvero poche. E spero che stavolta più persone concordino con me nel giudizio su quest’opera.

Tony Stark si gode il successo della sua doppia vita da ricco imprenditore playboy e difensore della giustizia, al contrario di come fa un certo arrampicamuri. Ma vari pericoli sono all’orizzonte, e quello principale è dato dal palladio del contenitore Arc che fa azionare il suo cuore, piccolo souvenir del periodo in cui fu un ostaggio e che ora rischia di farlo morire per avvelenamento. Inoltre un misterioso inventore russo è intenzionato  ucciderlo, e per farlo aiuterà pure il suo maldestro rivale in affari Justin Hammer. E poi, chi è quel misterioso Nick Fury che cerca di edulcorarlo sul fantomatico progetto Avengers?

Ricordo ancora che ero andato a vederlo al cinema con un mio amico, e rammento anche quale fu la prima cosa che dissi non appena ci fu la pausa del primo tempo. «Si dai, non è brutto come film, ma... tu hai per caso capito qual è la storia?» Difatti comprendere nella prima ora dove voglia andare a parare questa pellicola è davvero difficile, e quando inizieranno a scorrere i titoli di coda si resterà parecchio frastornati. Il tutto si pone ovviamente in maniera decisamente scanzonata, porgendo il prodotto come un enorme giocattolone il cui intento principale è unicamente quello di divertire, ma la sceneggiatura di Justin Theorux (attore improvvisatosi sceneggiatore con scarsi risultati, fino a oggi) presenta degli insormontabili problemi ai quali non basta un regista mediocre come l’ancora confermato Jon Favreau – qui anche attore nella parte di Harold “Happy” Hogan – per compensare il tutto. Ciò di cui soffre maggiormente questo film è il sovraccumulo di cose da narrare, finendo quindi per non dire nulla. La prima parte si mostra come un collage di situazioni buffe che se divertono in maniera separata dal contento, in una linearità filmica hanno decisamente ben poco da dire. Senza contare che qui viene mostrato quello che è il nemico più grande del supereroe marvelliano, ovvero la bottiglia, ma le questioni sull’alcolismo del personaggio e dei suoi annessi deliri di potenza vengono totalmente lasciate da parte a favore di un usufruimento veloce e immediato, volgendo tutto dalle parti della comicità più grassa e inutile. Robert Downey Jr inoltre è sempre molto bravo, ma si nota una certa stanchezza nel portare avanti un personaggio che manca della grinta iniziale e di dilemmi meritevoli di essere portati avanti in un discorso logico e coerente. Discorso un po’ diverso va fatto per il cattivo di turno, Whiplash (perché mi vengono in mente i Metallica?), che se gode delle capacità attoriali di un Mickey Rourke lurido come pochi, in fase di scrittura si dimostra decisamente piatto e inutile ai fini dell’economia narrativa della pellicola – si vocifera inoltre che l’attore abbia avuto divergenze coi produttori, poiché voleva interpretare un personaggio più profondo e meglio descritto – mentre il Nick Fury del bravissimo Samuel L. Jackson si dimostra misterioso quanto basta. Molto buona anche la performance di Sam Rockwell, che nei panni del povero/patetico Hammer offre dei momenti davvero comici, come il balletto dove cerca di scimmiottare il venerato Tony Stark. Vero motivo d’esistere del film, a parte gli effetti speciali ben fatti come nel precedente capitolo, è la presenza della mia futura ex moglie Scarlett Johansson, che ci aggrada con la sua bella presenza e l’indossamento di una tuta che sfida le leggi della gravità e del contenimento. Più brava per quanto concerne l’aspetto attoriale è la consolidata Gwynet Paltrow, ma Scarlett è Scarlett, c’è poco da fare.

Clamoroso passo indietro per un franchise che a mio parere ha davvero ben poco da dire. se non altro da qui in poi venne confermato l’avvio dei film attuo a spiegare il passato di ogni personaggio che sarebbe poi converso nel kolossal The Avengers. Forse un male, ma per il genere decisamente un male necessario.


Voto: ★★

2 commenti:

  1. Troppa carne al fuoco e troppo poco studio alle spalle dei personaggi. Della serie "Dai, che è ora di farlo uscire!"

    Al di là dell'ormai consolidata interpretazione di Downey, questo film vive di poco. Ottimo intrattenimento, comunque. Tanta bella azione e il momento nel circuito è da antologia. Ma solo quel momento.

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    1. più che altro è che la prima ora si perde in gigionismi infiniti, che faranno ridere ma sono davvero ininfluenti alla storia. Ovvio quindi che il tempo per il resto poi scarseggia

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Ragazzi, mi raccomando, ricordiamoci le buone maniere. E se offendete, fatelo con educazione U.U