lunedì 19 novembre 2012

Iron man


Mi capita spesso di non condividere il comune entusiasmo. Mi piace pensare che sia perché ho dei gusti particolarmente raffinati, ma la verità è, semplicemente, che ho dei gusti di merda. Senza se e senza ma. Cosa che mi sono sentito dire spesso quando la famigerata fase-uno dei Marvel studios ha avuto inizio con l’uscita di questo film, supereroe di cui ricordavo di aver visto qualche vecchio cartone animato da piccolo, ma che prima di allora non mi aveva mai interessato molto. Ma c’era questo film, che dal trailer sembrava davvero figo e del quale tutti stavano parlando, ed era da un bel po’ che al cinema non sembravano arrivare supereroi interessanti. Poi c’era tutto il discorso inerente alla fase uno che però ignoravo bellamente, ma chissene, i fuochi d’artificio piacciono a tutti e non ci vuole un cervellone per capirli. Per dire, se lo capiscono i nerd... quegli stessi nerd a cui avevi rischiato seriamente di appartenere da giovane ma dai quali mi distaccai subito, proprio grazie a questo film. Perché va bene il cinema leggero e i supereroi con le esplosioni, ma la piega d’entusiasmo che tutti stavano avendo intorno  questo film cominciava a sembrarmi un ciccinino esagerata.

Tony Stark è un ricco magnate dell’industria bellica e la sua Stark Industries ha finanziato le più grandi operazioni militari della storia moderna. Un giorno però durante una dimostrazione sul campo in Afghanistan viene rapito da alcuni ribelli, che lo tengono come ostaggio, ordinandogli di costruire un’arma dalla potenzialità distruttiva altissima. Tony però costruirà un prototipo d’armatura che gli permetterà di scappare e di fare ritorno in patria, dove svilupperà al meglio quel suo progetto, facendo nascere così il supereroe Iron man.

Film della rinascita per Robert Downey JR che, dopo un periodo d’esilio durante il quale cercò di disintossicarsi ritornando poi sulle scene per dei ruoli minori, ottiene finalmente una parte che gli permette di dare sfoggio di tutte le sue qualità d’attore. Non è facile interpretare un personaggio simile senza strafare con gigionate decisamente fuori luogo, ma l’attore riesce a conferire al proprio alter ego un innato charme in grado di renderlo iconico nel momento stesso in cui fa la sua prima comparsa. Questo è il punto di forza principale del film, ovvero quello di dare luce a un personaggio che esordisce col botto, sfoggiando un innato stile e charme fin dalla sua primissima apparizione. Ma è anche il suo più grande difetto, quello di ponderare tutta la base del proprio successo su un personaggio che diventa l'emblema stesso della pellicola, anche a discapito del personaggio stesso che dovrà andare a interpretare nella sua second veste di giustiziere. La cosa impedisce al film di decollare nella maniera in cui vorrebbe - o in quella che tutti quanti cercano di farmi credere - perché per quanto le battute siano taglienti e provocatorie, non possono prendere il sopravvento sulla trama e su quello che è il cattivo da combattere, specie se siamo nel filone supereroistico. Infatti se il personaggio cattura e affascina lo stesso non si può dire della storia, che a mio personale giudizio è sembrato quanto di più scontato l’industria dei cinecomic Marvel e non abbia fornito in quegli anni. A questo affianchiamo la regia di Jon Favreau, un simpatico caratterista improvvisatosi regista, che porta avanti la storia con una regia decisamente piatta e insapore, che non sa differenziarsi da molti prodotti analoghi in circolazione. Rimane buono il comparto degli effetti speciali, davvero ben fatti e che fanno apparire le evoluzioni dell’armatura molto realistiche anche quando è coinvolta nelle imprese più assurde. Ma quando una regia non riesce a valutare col dovuto entusiasmo i vari momenti anche il settore action della pellicola decade. Quello che resta quindi è un film con delle buone intenzioni e che offre alcuni dei migliori dialoghi della storia dei cinefumetti, che però non riescono a risollevare da soli un personaggio che già su carta non mi ha mai detto molto, e che al cinema non fa cose decisamente diverse. Resta certo un ottimo attore che porta avanti un personaggio irresistibile, ma tolto lui cosa resta? Poco o nulla, quindi ecco che il film a mio parere non è da annoverarsi come il capolavoro di genere che tutti dicono. Mi manca ancora l'introspezione dei primi due Spider-man di Raimi, o anche lo sgangherato sperimentalismo di Hulk [esatto, anche quello!], che pur non toccando la perfezione dovuta dal genere riuso ad avere almeno una loro personale personalità. Un film che più che tale è una fortunata botta di culo, che vede un attore rinato dopo degli scandali legati alla sua vita privata destreggiarsi con un personaggio decisamente migliorato rispetto alla versione cartacea. Tutto sommato però rimane una pellicola godibile e divertente, e di sicuro la migliore di quelle coinvolte nell’immenso progetto Avengers, cosa che ci ha donato un gran bel film principale ma una quantità di sotto-film davvero scadenti e di cattivo gusto. 

Da vedere, ma con le dovute distanze. Se non altro, ci sarà da headbangingare e fare le corna verso lo schermo quando nei titoli di coda si sentirà l’omonimo successo dei Black Sabbath.


Voto: ★★

2 commenti:

  1. Non sei il solo a non condividere l'entusiasmo per questo film, che in fin dei conti non è male. Almeno ha un capo e un a coda, a differenza dei film Marvel successivi che... bho... non hanno inizio ne fine.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Che ti dirò, a me la fase due non sta dispiacendo. Conta che sono riuscito ad apprezzare anche "Thor: the dark world".

      Elimina

Ragazzi, mi raccomando, ricordiamoci le buone maniere. E se offendete, fatelo con educazione U.U