venerdì 23 novembre 2012

La sposa cadavere


Ci sono delle cose che tutti ammettiamo con una certa vergogna. Io nonostante abbia venti e passa anni adoro ancora i cartoni animati, leggo un sacco di fumetti e spero un giorno di poterne scrivere uno. Ho anche in cantiere una saga fantasy di estremo dubbio gusto che finora ha visto la luce solo nella mia pigrissima mente, ho imparato a fare yoga solo per mangiarmi meglio le unghie dei piedi e... no, questa non posso dirla perché dei minorenni potrebbero leggere. Una cosa che però non mi sono mai vergognato di dire però è che La sposa cadavere è uno dei film più belli che io abbia mai visto, cosa che in più di un'occasione ha causato qualche ilarità con le persone che si sono ritrovate a parlare di cinema con me. Non posso farci nulla, perché questa pellicola ha tutte le carte in regola per farsi amare da uno come me, e infatti ve le elencherò tutte fra un paio di paragrafi.

Victor è il timido e sbadatissimo figlio di una famiglia di pescivendoli. Deve convolare a nozze con la bella Victoria, figlia di una casata nobile in decadenza, che spera di riuscire a risistemare le proprie finanze con questo matrimonio riparatore. Fra i due giovani però sembra nascere l'amore, ma Victor crea un pasticcio durante le prove delle nozze, e spaventato fugge nel bosco. Per una serie di motivi che faccio fatica a riassumere, alla fine lo sventurato giovane si ritroverà sposati con la dolce e simpatica Emily. Peccato solo che lui sia innamorato di Victoria e che Emily sia... morta!

La stop-motion incontra le atmosfere tetre del regista simbolo del cinema gotico americano: Tim Burton. Forte delle ambientazioni che oramai si copia da solo - scusate tanto, ma a lungo andare i suoi darkettonismi mi stufano - riesce a imbastire con l'aiuto di un agguerrito trio di sceneggiatori (Caroline Thompson, già scrittrice di Edward mani di forbice, John August e Pamela Pettler) una storia fiabesca e toccante, di quelle che riusciranno a farmi sognare anche quando sarò in andropausa, permeata da un onnipresente alone di umorismo che permetterà di sdrammatizzare in molti punti a proposito di alcuni particolari che altrimenti risulterebbero davvero fastidiosi per i più piccoli. Si parla di morti, ma senza nessuna morbosità per l'argomento, e al macabro molto spesso è sostituito un romanticismo forse già rodato da molti prodotti similari, ma che non fa appesantire la visione con un'eccessiva dose di melensaggini. Le animazioni sono perfette, e ben integrate con degli innesti computerizzati appena percettibili anche dall'occhio più esperto, cosa che agevola certe trovate di regia altrimenti irrealizzabili mantenendo ugualmente il senso dell'artigianalità che solo questo tipo di animazione riesce a trasmettere fino in fondo. Perfette anche le musiche e le canzoni del leggendario Danny Elfman, tutte orecchiabilissime e anche [cosa strana, mi vien da dire] adattate molto bene in lingua italiana, senza che il senso originario venga stravolto o perbenizzato da una traduzione idiota e infantilizzata. Perché questo non è un cartone che i bambini potranno apprezzare al cento per cento, poiché è rivolto a loro solo in minima parte. Dubito che le menti più fanciullesche possano cogliere la forte ironia scorretta della quale quest'opera è rivestita, che arriva a illustrare un mondo reale grigio, quasi in bianco e nero, dominato da apparenze e scontentezza, contrapposto da un regno dei morti colorato e perennemente in festa. Tutte cose che fanno aumentare il valore artistico di questo prodotto senza però surclassare il piacere della narrazione, che si fa accessibile a tutti. Trovo davvero poche cose che si possono dire contro questa pellicola, se non forse che la tematica portante, quella dell'amore, è trattata con una eccessiva semplicità, complice forse una durata forse fin troppo breve, dettata però dalle esigenze produttive che non potevano permettersi di supportare  costi delle animazioni oltre una certa durata. Fortunatamente questa è una storia romantica solo per metà, poiché tutto il resto è dato in pasto a un miriade di personaggi irresistibili ai quali non ho saputo resistere. Musica, amore, romanticismo, horror e molta ironia. Il cocktail perfetto per un film a mio parere indimenticabile e delicato come solo poche storie sanno essere. Riconoscimento speciale per Mike Johnson, capo animatore, che per l'enorme contributo nelle riprese è stato accreditato nei credits come co-regista.

Come avrete capito questa è una pellicola che amo, giacché basta solo la scena finale per farmi venire i lacrimoni. E la consiglio a tutti, specie se genitori, magari per ridere ed emozionarvi insieme ai vostri figli. O semplicemente a chi ama il buon cinema e le storie ben narrate, che ha voglia di una visione appagante e narrata con estrema passione.


Voto: ★★★★

4 commenti:

  1. Eccomi di nuovo qui!
    Verissimo quando scrivi: "Dubito che le menti più fanciullesche possano cogliere la forte ironia scorretta della quale quest'opera è rivestita..." , solo che penso che non la colgano non per la rappresentazione dei due mondi e delle due contrapposizioni, bensì perchè si narra in modo veramente adulto, e soprattutto nelle canzoni. Come potrebbe un bambino capire il reale senso che nasconde la storia degli scheletri? Un omicidio per soldi... Complimenti, complimenti! A presto.

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    1. I complimenti fanno sempre piacere, se poi sono delle vecchie volpi che fanno anche una critica tale sono ancora più goduriosi :)

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  2. A costo di bestemmiare, lo trovo un pò meglio di Nightmare Before Christmas. Non per trama, ma per dinamicità.
    Se mi legge una mia amica mi sventra XD

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    1. Ma io direi che sono benissimo a pari livello :-P

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Ragazzi, mi raccomando, ricordiamoci le buone maniere. E se offendete, fatelo con educazione U.U