martedì 20 novembre 2012

Looper - in fuga dal passato


Un potere immenso della fantascienza, forse più che con altri generi, è quello di prestarsi in maniera parti-colarmente malleabile con le varie questioni filosofiche. Mi correggo... a onor del vero andrebbe detto che nel settore della cinematografia solo le pellicole fantascientifiche, per quanto concerne i film di genere, hanno avuto un tale onore, perché nelle altre forme narrative abbiamo avuto disquisizioni esistenziale sia in ambito del thriller, che del noir, che del fantasy e via dicendo. Un autore di talento dovrebbe saper far gravare un’opera su una serie di questioni che sente affini a sé a prescindere dal genere, poiché alla fine la cosa che più conta nelle opere che hanno intenti seri è quella di parlare di personaggi ed emozioni. Questo, come già specificato, qualora ci fossero delle intenzioni serie alla base. In questo Looper - in fuga dal passato le idee non sono particolarmente chiare, cosa che fa risentire particolarmente sul risultato finale.

Nel 2072 l’ingegno umano è riuscito a creare una macchina in grado di effettuare i viaggi del tempo, esperienza che è stata immediatamente abolita dalla legge. Questo però ha fatto la fortuna della criminalità organizzata, che usa questo sistema in via segreta per mandare nel passato le persone scomode, che verranno prontamente uccide da dei killer appositi. Si tratta di lavori politi, perché gli assassini assoldati dovranno solo disfarsi di un corpo che, a conti fatti, non dovrebbe esistere nella loro epoca. Ci troviamo così nel 2042 a seguire le vicende del killer Joe, la cui vita cambia quando nel suo bersaglio quotidiano ha modo di riconoscere sé stesso, solo invecchiato di trent’anni...

Due attori simbolo di due generazioni. Da una parte, il giovane Joseph Gordon-Levitt ad interpretare il giovane Joe, dall’altra il veterano Bruce Willis in un ruolo (quello dello stesso personaggio, invecchiato però di trent’anni) che sembra convincerlo particolarmente di essere ritornato la star dell’action che fu ai tempi. Due ottimi attori, vorrei sottolineare, che hanno saputo fare grandi cose anche se in campi totalmente diversi. Entrambi fanno egregiamente la loro parte, risultando credibili nei ruoli a loro assegnati, e fin qui quindi non ci sarebbe nulla da dire. La cosa davvero disturbante in questo film è l’assoluta originalità del concept di base, asservito però a una totale anonimità in termini drammatici, per quanto la sceneggiatura ne comprenda diversi, oltre che a sollevare degli interrogativi dalla portata non indifferente. Non è ben chiaro cosa il regista e sceneggiatore Rian Johnson voglia dire, poiché il film fa la spola fra il blockbuster adrenalinico e la pellicola impegnata, cannando ineso-rabilmente su ambo le parti. Sopperisce la potenza dell’idea di partenza una regia davvero fiacca, che porta avanti per tutta la durata della pellicola delle trovare visive davvero discutibili che, se trattate diversamente, avrebbero potuto dare al film una marcia in più – alla fine nella settima arte l’aspetto visivo conta eccome, inutile far storie, altrimenti si sarebbe potuto comodamente fare un romanzo. Non mi sono spiegato come mai i vari ‘arrivi temporali’ abbiano una messa in scena così spoglia, con queste persone che compaiono dal nulla con una misera dissolvenza e un rumore appena percettibile, così come non mi è piaciuto questo futuro miseramente tecno-logizzato che però dal nulla fa spuntare motorette volanti, in forte contrasto col resto del set – quando a mio parere la cosa si sarebbe potuta ovviare ambientando il tutto proprio nel nostro presente, poiché la componente fantascientifica ha modo di manifestarsi con un invenzione del futuro, giustificando tutto. Sul finale abbiamo un lodevole sbalzo di qualità, mostrando un’atmosfera decisamente più violenta e un intrecciarsi davvero sofisticato, peccato però che il tutto salti fuori davvero alla cazzo di cane [tanto per citare il René Ferretti di Boris] tramite un discorso appena accennato all’inizio, che rischia di perdersi col proseguire dei minuti. A tutto questo aggiungiamo una regia forse eccessivamente spoglia, in forte contrasto con un montaggio confuso nelle scene di combattimento, che impedisce al film di alzarsi sopra la sufficienza.

Un vero peccato, perché con maggiore attenzione e coraggio produttivo il film sarebbe potuto diventare veramente un qualcosa di lodevole. Ma dobbiamo rassegnarci all’ennesimo caso di un’idea in grado di colpire che però non ha saputo trovare un proseguendo all’altezza.


Voto: ★★






2 commenti:

  1. Risposte
    1. E' la tua vita, fanne quello che vuoi XD
      Tutto sommato si dimostra anche un prodotto rilassante per certi versi, ma rimane l'amarezza che con un trattamento più coraggioso sarebbe potuto diventare anche qualcosa di figo

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Ragazzi, mi raccomando, ricordiamoci le buone maniere. E se offendete, fatelo con educazione U.U