venerdì 9 novembre 2012

Quantum of Solace


Felicemente reduce dalla visione di quel Casino Royale, non attendevo altro che vedere un nuovo capitolo bondiano. Nuovo in tutti i sensi, perché oltre che ad essere l'ennesimo della serie, faceva parte del reboot ufficiale, quindi... Peccato che però mi fosse giunta voce che a Martin Campbell fosse stato sostituito questo Marc Forster, dispiacere che però poi scomparve quasi subito quando mi ricordai di essere stato felicemente colpito dal suo ingenuo ma adorabile Neverland - un sogno per la vita. Senza contare inoltre che di questa pellicola tanto si parlò poiché parte dell’inseguimento iniziale fu girato vicino a casa mia, lungo Riva del Garda. Andare al cinema per vedere dei luoghi di mia conoscenza sul grande schermo - anche se la memoria sempre mi andrà per lo stuntman morto durante le riprese di quella scena, e non parlo ipocritamente - era una grande emozione, senza contare che ero diventato un bondiano dell’ultim’ora, e il professare questa mia nuova passione era un’occasione come un'altra per dedicarmi al mio intento principale: la nullafacenza.

Inizia laddove il precedente film era finito. Ancora in lutto per la morte di Vesper, Bond scatena la sua furia per scoprire la verità. Dopo aver interrogato mr White quindi viene quindi a scoprire di una potente organizzazione della quale addirittura il suo capo M ignorava l’esistenza. Tale organizzazione è guidata da Dominc Greene, uomo megalomane e crudele, che coinvolge nel proprio progetto tutti gli uomini d’affari più potenti di tutte le nazione. Ad aiutarlo ci sarà la bella Camille, come lui spinta da un desiderio di vendetta.

Tempo fa avevo fatto un discorso filmino con la mia ragazza (gliene faccio almeno due o tre a settimana e lei ancora mi sopporta... se non è amore questo!) dicendole che, sempre nel settore della settima arte, ci sono cose molto ma davvero molto peggiori di un film brutto: ovvero dei film inutili. Perché di un film brutto ci porteremo sempre dietro il ricordo. Il ricordo di un orrore di regia, di un'interpretazione pessima, di un momento particolarmente stupido o di un finale squallido. Insomma, di tutte quelle cose che per un motivo o per l’altro ci hanno fatto schifo. Un film inutile invece è magari una pellicola (così come un libro o un fumetto, sia chiaro) che ha tutte le cose al proprio posto, solo che... è senza sugo. La classica minestra che ha la forma e la consistenza di una minestra, ma non sa di minestra, o non ha alcun sapore. Non vive di luce propria e quindi finisce unicamente per farsi dimenticare. Un po' come questo Quantum of solace, alla fine. Perché parlare di questo film è strano, poiché alla fine le cose da dire sono... nessuna! Infatti dopo il brillante riavvio - che io ho sperimentato da non fan della saga - il franchise ripercorre i tratti realistici e maturi della precedente pellicola, e se quella si caratterizzava per essere una storia d’amore qui a farla da padrona è la vendetta. Un tema che potrebbe scuotere le menti di molti cineasti, specie se orientali, ma che qui ha trovato solo un blando risultato di ordinaria amministrazione. Non si tratta di un brutto film, ma di qualcosa che anche se non visto di certo non cambierà l’esistenza dello spettatore. Va anche detto che quella di Bond, James Bond, non è una saga che punta a una certa autorialità, ma se prima aveva saputo distinguersi per una fattura di gran classe qui cade nel tranello del sequel. Le cose da dire ci sarebbero eccome, ma si preferisce puntare su un’azione totalmente incapace di coinvolgere fino in fondo. Forse quello di Forster, che all’esterno di questo progetto ha diretto unicamente film drammatici, non è stato il nome più azzeccato (regola che però stata però smentita col terzo capitolo), ma parte della colpa va data anche alla squadra di sceneggiatori che non ha saputo replicare il mix di azione, battute e glam che avevano saputo creare in precedenza un prodotto così amato. Cosa che quindi complica la vita anche a me... perché dopo tutto questo non so proprio che minchia scrivere, quindi mi sa che mi dilungherò illudendomi di aver fatto un buon lavoro. Resta comunque convincente il cast, da un Daniel Craig sempre più convinto fino a una bellissima Olga Kurylenko, anche se non ci mostra le sue grazie come precedentemente fatto nella pellicola finto-elegante Hitman - che peccato! Unica cosa degna di nota da quel che mi è stato detto è la strizzata d'occhio al classico Agente 007 - Missione Goldfinger, dove al posto di una donna ricoperta d'oro se ne vede una ricoperta di petrolio, onde sottolineare come il combustibile fossile sia ora il vero status della ricchezza del mondo. Peccato che a muovere il mondo non sia la ricchezza intellettuale, perché questo film ne avrebbe sicuramente giovato, e non poco! Non riescono neppure a non prendersi quanto poco sul serio basti per coprire le falle di una sceneggiatura così blanda e davvero inutile. Lo si assimila e lo si dimentica in fretta, così come la canzone d’apertura della rockstar Jack White e della popstar Alicia Keys Another way to die.

Un film decisamente non brutto, ma anonimo, utile per quelle sere dove non si tromba o gli amici vi hanno dato tutti buca. Fortuna che poi con Skyfall ci si è ampiamente rifatti.


Voto: ★★

2 commenti:

  1. Concordo. Film debole, inferiore rispetto a "Casinò Royale" e "Skyfall", ma che si lascia guardare. La saga di Bond ci ha offerto molto di peggio. Poi non ho mai capito se si tratta di un reboot o semplicemente di film che si piazzano narrativamente prima di "Licenza di uccidere"

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    1. Mah... da quel che ho letto è un reboot totale. Poi io di 007 ho visto solo un film di quelli con Sean Connery - di cui manco ricordo il titolo - e basta. Mai stato un grande fan della spia che mi amava...

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Ragazzi, mi raccomando, ricordiamoci le buone maniere. E se offendete, fatelo con educazione U.U