sabato 17 novembre 2012

Spider-man 3


Non sono una persona dalla natura sospettosa, ma quando le cose continuano ad andare bene (ed erano proseguite meravigliosamente per ben due film) comincio a farmi un po' di domande. Non me ne volgiate per questa affermazione pessimistica, ma se fate un resoconto delle vostre vite dovrete per forza concordare con me su questa teoria. Ogni qualvolta che le cose sembrano decollare verso l’Olimpo, puff!, tutto va a remengo, per dirla come la Littizzetto. E infatti dopo due ottimi film aventi per protagonista il mio supereroe preferito, ero venuto a sapere che il terzo capitolo delle avventure ragnesche avrebbe avuto come villain il micidiale Venom, il mio supercattivo preferito. Personaggio dalle ambizioni piuttosto sfrenate, poiché grazie a lui si può comodamente aprire il discorso su Carnage, altro antagonista che può dare un il via a un film tutto suo. Invece venni a scoprire che nello stesso film ci sarebbe stato Hobgoblin, comprimario di importanza fondamentale nell’Universo Marvel - e qui basterebbe essersi visti la serie animata degli anni novanta per capirlo - insieme a un semidimenticato Uomo-Sabbia (!), un cattivo che ricordo di aver visto unicamente in una storia comica autoconclusiva (prima della run finale di Slott antecedente a Superior Spider-man) dove veniva sconfitto facendolo risucchiare da un'aspirapolvere.

Incredibile ma vero, a Peter Parker le cose sembrano andare bene. La micidiale fortuna dei Parker [concedetemi un po’ di sano citazionismo] sembra volgere per il verso giusto, e la sua doppia vita non gli complica l’esistenza come dovrebbe. Scuola e veglia criminale combaciano perfettamente nei tempi, e il sindaco di New York gli ha perfino donato le chiavi della città. E quando il suo amico Harry Osbourne si decide a vendicarsi della morte del padre, grazie a un incidente durante il loro primo scontro perde la memoria. Insomma, tutto sembra volgere per il meglio, quando dallo spazio arriva un simbionte alieno che sembra proprio attratto da Peter, e che risveglia il suo lato malvagio, mentre un disperato ladruncolo di nome Flint Marcoh assume una strana alterazione genetica...

Se mai riuscissi a tenere un mio personale corso di sceneggiatura, arrivati alla lezione che tratta il punto Cose da non fare quando si scrive una storia citerei senz’ombra di dubbio questo film. «Ragazzi, volete sapere quali sono gli errori da non commettere? Bene, andate tutti a casa e vedetevi Spider-man 3. Per oggi è tutto, ci vediamo domani!» Perché infatti questa pellicola non presenta un errore basilare di partenza dal quale poi ne susseguono altri, ma continua a produrne mano a mano che va avanti. A conti fatti, costruire una storia è semplice: si sceglie una tematica cardine e si fa in modo che il protagonista, durante la propria avventura, snodi una serie di vicende che portino alla conclusione di un discorso ben specifico. Qui invece abbiamo tre canovacci principali che non si collegano fra loro in alcun modo, sollevando una serie di questioni anche interessanti ma che si perdono nel nulla proprio per via di questo loro continuo non-congiungersi. Non erano ancora iniziate le riprese che già si puntava tutto su dei nomi che attirassero l’attenzione dei nerd più efferati i quali, eccitati dall’altisonanza del cattivo di turno, partorissero delle aspettative altissime; dopodiché si rincarò la dose triplicando i nomi promessi, e insieme al simbionte Venom (che verrà liquidato verso la fine in cinque minuti, senza accennare minimamente all'esistenza di Carnage) quindi compaiono il figlio di Goblin (figura tanto complessa dalla quale si potrebbero ricavare ben tre film) e l’Uomo Sabbia, del quale sinceramente non ne sentivo la particolare mancanza (a patto che questo non apra la parentesi dei Sinistri Sei, lì la musica sarebbe stata ben altra); gli sceneggiatori a questo punto non ancora contenti imbastiscono degli intrecci particolarmente contorti che però, a causa della miriade di sottotrame aperte, non sviluppano con la dovuta accortezza, e così alcuni buoni diventano cattivi perché così gli gira e alcuni cattivi diventano buoni perché così vuole il contratto. Ah certo, in un punto compare addirittura Gwen Stacy, ma la sua funzione non mi è ancora chiara, così come non capisco come un’attrice brava e deliziosa come Bryce Dallas Howard si sia prestata a una tale pagliacciata. Gli altri erano costretti per i due (ottimi) film precedenti, ma lei... cerca di fare il possibile, ma è una parte tanto ridicola che manco tutto il suo talento basta a risollevarne le sorti. un contentino per i nerd, che si faranno dei seri dubbi sui problemi di continuity che una scelta simile richiede, dato che viene omesso il fatto principale richiesto da questo personaggio. Mantiene comunque alta la bandiera il buon Raimi che, nonostante il personale contributo a una delle sceneggiature più mal scritte - e badate, non ho scritto brutte, perché con qualche accortezza questa è una storia che si sarebbe potuta ben salvare in corner all'ultimo minuto - di sempre, calibra delle scene d’azione veramente frenetiche e di grande effetto, che ogni tanto amo riguardare per staccare la mente dallo stress. Perché il buon Samuelino farà alle volte dei film non sempre all'altezza della sua storica fama, ma rimane sempre un tecnico davvero eccelso, e qui lo dimostra appieno. Un generoso plauso almeno va fatto quindi ai tecnici degli effetti speciali, che qui riescono davvero a stupire specialmente nelle scene riguardanti l’Uomo Sabbia per via della precisione dei particolari, cosa che ha reso questo film come uno dei più costosi della storia. Abbastanza anonime anche le musiche, stavolta firmate da un buon Christopher Young che però riesce unicamente che a riallacciarsi al tema portante che fu di Elfman.

Una visione grossomodo la merita anche, se amate l’umorismo grasso e l’azione tamarra, ma rimane sempre una punta d’amarezza. Ma il peggio sarebbe arrivato cinque anni dopo, causa delle esigenze contrattuali, con il reboot The amazing Spider-man.


Voto: ★★

6 commenti:

  1. Zio Ben, Mary Jane, Zia May, il costume nero, Venom, l'Uomo Sabbia, Goblin e, soprattutto, i ventimila problemi di Peter Parker. Decisamente troppa carne al fuoco, come se il film l'avesse diretto J. Jonah Jameson giusto per sputtanare il ragnaccio.

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    1. Magari hai dato una buona idea per il prossimo sequel dell'arrampicamuri XD

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  2. Come dici tu, il film ha una sceneggiatura che accumula errori. Vero è che i danni li ha fatti la Sony costringendo Raimi e sceneggiatori ad aggiungere troppi nemici; ma poco importa, alla fine valutiamo il film per quello che è. Raimi gira in maniera impeccabile e il cast fa il possibile con il poco che ha.
    Resta secondo me un film guardabile (io lo guardo e lo riguardo con piacere), massacrato troppo dai fan teste di c....o che brontolano perché Peter balla per strada e perché Venom e Gwen compaiono poco (anche qui in parte si torna al discorso della fedeltà al fumetto, "Venom nel fumetto è un nemico importante", "Gwen è fondamentale" e chi se ne frega se sono importanti nel fumetto).
    Ritengo Spider-Man 3 superiore a The Avengers, Iron Man, Capitan America 2 e compagnia bella.

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    1. Concordo su tutto il discorso tranne della superiorità agli altri titoli. Forse a livello cinematografico lo è (Cap 2, per quanto mi sia piaciuto, è diretto col culo) però gli altri titoli li ho trovati più coerenti: regia non eccelsa, come in questo caso, ma comunque storia accettabile, che qui però non c'è.
      Io voglio uno Spider-.man 4!

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    2. Dillo ai fottuti nerd, porco diamine!

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Ragazzi, mi raccomando, ricordiamoci le buone maniere. E se offendete, fatelo con educazione U.U