martedì 20 novembre 2012

Ted


Lo ammetto, per farmi ridere alle volte basta davvero dire cacca o pipì... o per andare sul sicuro, basta farmi vedere qualcosa prodotta dalla geniale mente di Seth MacFarlane. Per quei porci ignoranti che non sanno chi è costui, mi limiterò a dire che è l'autore di Family guy, serie tv passata da noi italioti col titolo I Griffin - ma anche di altre tipo American Dad e The Cleveland Show, che però non ho mai gradito eccessivamente. Alcuni diranno che questa serie che tanto amo altro non è che una scopiazzatura de I Simpson, ma non sono minimamente d'accordo sulla questione. I Simpson alla lunga si sono indeboliti fino allo stremo, divenendo un triste teatrino del perbenismo che non fa più manco ridere, I Griffin invece puntano sempre su storie e battute molto grasse ma permeate di un alone di cattiveria ineguagliabile. Ed è proprio il loro essere sempre cattivi a qualunque costo che me li fa amare, e che mi ha fatto elevare la figura di MacFarlane a genio comico assoluto. Sapere quindi dell'uscita di questo suo primo film era un qualcosa che mi mandò in estasi!

John è un bambino che non riesce a socializzare con i propri coetanei così, quando i suoi genitori a Natale gli regalano un orsetto di peluches, desidera che esso prenda vita. Incredibilmente il desiderio si avvera e il balocco diventa un essere senziente, arrivando a crescere col proprio padrone e accompagnandolo in ogni fase della vita. E la cosa prosegue fino a che John non diventa adulto e si fidanza con Lori, ragazza che adora e dalla quale è ricambiato, che però gli da un ultimatum: dovrà sbarazzarsi dell'orsetto e mettere la testa a posto se vuole continuare a stare con lei...

Che dire, il film inizia benone! Tanto bene che i primi venti minuti sono decisamente la cosa più divertente che mi sia capitata di vedere da molto tempo a questa parte. Fra una voce narrante che fa molto film natalizio per bambini quando l'atmosfera punta in tutt'altra direzione, un orso di peluches che fuma e bestemmia, situazioni ai limiti del grottesco e via dicendo, ce n'è davvero per tutti i gusti. La visione proseguiva senza particolari intoppi e mi ero tranquillizzato di star vedendo davvero un buon film comico, quando poi successe qualcosa... il tempo sembrava essersi fermato, e le figure sullo schermo si muovevano con insensata lentezza. Mi ci volle un poco per capire che non era un eterno ralenty alla Zack Snyder, bensì un abissale senso di noia che cominciava ad assalirmi. Ted cominciava a dimostrarsi dopo poco tempo - solitamente quello che ci impiega la maggior parte delle pellicole a ingranare - di non essere altro che una pellicola vuota, stupida e tanto, tanto volgare. Tutta la grinta vista in precedenza è andata perdersi in un lampo, e il tutto va avanti per inerzia arrivando a sfiorare una durata non indifferente per un film del genere - cosa che si fa decisamente fatale. La cosa principale che mi ha davvero fatto incazzare fino al midollo è stata l'assurda e davvero inaspettata piega perbenista presa dal film, cosa che da MacFarlane non mi sarei mai e poi mai aspettato. E alcuni qui potranno ben obiettare che alla fine, per quanto si preponga in quella direzione, ogni buonismo è smorzato da una volgarità detta o fatta dai personaggi, ma la cosa non basta a convincermi. Perché per quante parolacce si dicano, alla fine è proprio l'azione che conta. Il fatto che si bestemmi più del necessario non basta a svalutare qualcosa che di per sé è unicamente un atto buonista, se ne può diminuire il livello, ma tale rimarrà per sempre. Anche certi episodi de I Griffin finivano con un apparente happy ending, ma analizzando il tutto con dovuta precisione si poteva ben denotare che quel lieto fine si era raggiunto a danno di un altro. Mi viene in mente quando Peter riotteneva l'amore dei figli non tanto con una buona azione, ma regalando loro dei videogame, e sentenziando che: «Se non puoi avere l'amore dei tuoi figli, allora compralo!» Tutte cose che sembrano lontane anni luce da questo deleterio progetto, fatto veramente alla cazzo di cane e infarcito unicamente di parolacce, E no, non mi basta sentire un merda-culo-figa in sequenza per mettermi a ridere, perché queste sono cose che funzionano con gli amici al bar e in un film, in un prodotto che costa soldi e che dovrebbe essere in mano a persone competenti, richiedo altro. A fine visione la mia impressione è stata unicamente quella di aver visto un [brutto] film per famiglie riempito di parolacce davvero fini a sé stesse, senza contare che dopo i primi venti minuti avevo smesso di ridere, anche perché riciclare alcuni schemi registici delle proprie serie animate è quanto di più sbagliato possa esserci perché cartoon e film sono due media differenti e viaggiano si differenti binari. Perché il perbenismo non riesce davvero a farmi ridere, anzi, m'innervosisce e basta. E questo film è riuscito unicamente a innervosirmi. Peccato per Mark Wahlberg, che sembra davvero eccessivamente convinto della sua parte dell'eterno bambinone finendo per diventare unicamente ridicolo. Gli fa da spalla però Mila Kunis (doppiatrice originale di Meg Griffin), in un ruolo che a dirla tutta non fa dire molto, ma al quale cerca di dare una propria dignità grazie alla sua bravura - e non prendetevela se vi dico che a me fisicamente manco piace moltissimo.

Occasione sprecatissima, dove il geniale autore fa capire che è meglio che continui a fare cartoni, prima di offendere nuovamente il cinema con un prodotto similare.


Voto: ★ ½

2 commenti:

  1. Ted è una palla. Noia, noia, noia. Però aveva tutte le carte in regola per essere un film davvero forte. MacFarlane è uno bravo, anche se i suoi Griffin non potranno mai raggiungere le vette dei Simpson delle prime 12-13 stagioni che hanno una cattiveria tacita pesantissima.

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    1. Più che altro quella dei Simpson era una cattiveria sociologica, con battute pungenti facevano feroci critiche alla società, mentre quella dei Griffin è cattiveria gratuita. L'unico pregio è che i Griffin non si sono rammolliti col tempo, almeno da quel versante.

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Ragazzi, mi raccomando, ricordiamoci le buone maniere. E se offendete, fatelo con educazione U.U