mercoledì 21 novembre 2012

The Twilight Saga: Breaking Dawn parte I


Pensavate fosse finita, vero? E invece no. Hollywood ci propina il suo ultimo, lento, tormentoso giochetto. E mi sa che lancerà una nuova moda, perché alla stregua di quanto toccò al maghetto occhialuto britannico, i vampiri sbrilluccicosi americani dividono il (così millantato) gran finale in due parti. Del maiale non si butta via nulla, e finché continua a brillare il vampirozzo può sempre illuminare i guadagni. Mi si dice comunque che il libro della Meyer (io ho provato a leggere il primo ma mi sono fermato a metà, quindi non vogliatemene) contava quasi settecento pagine, e che tratta al proprio interno una moltitudine tale di eventi da rendere impossibile una riduzione cinematografica soddisfacente che possa inoltre avere una durata sopportabile per il pubblico medio. Unica cosa che invece qui proprio non riesco a sopportare è lo strabuso di melassa e infighettamenti vari, che fanno decollare nell'abisso un progetto che in quanto tale avrebbe avuto anche i suoi buoni assi da giocare.

Edward e Bella si sposano! Fanno addirittura una vacanza in Brasile dove lei a modo di essere deflorata nella più passionale - e breve - delle maniere, ma qualcosa va storto, La ragazza rimane incinta, cosa strana data la natura del suo consorte, ma il guaio maggiore è dato dal fatto che la crescita così accelerata del feto rischia di uccidere la madre. Che fare?

La pellicola dura due ore buone, ma i fatti narrati al suo interno sono davvero pochi. Anzi, pochissimi. Mi chiedessero di raccontare cos'è effettivamente successo mi troverei davvero in serissima difficoltà. Raramente mi è capitato di annoiarmi così tanto guardando un film, e spero che tali livelli di agonia non riesca mai più a raggiungerli nella mia carriera di spettatore - ma qualcosa mi dice che, purtroppo, per me e i miei ammennicoli non sarà così. Due ore di film, come già detto, per raccontare il nulla. E per farlo nella più ridicola delle maniere, che fa sorgere spontanee certe domande molto maliziose, ad esempio come faccia un non-morto a deflorare e ingravidare una ragazza. Battute a parte su come questo film possa essere stato evitato con l'opportuno uso del preservativo, sarà il rigor mortis a dare ad Edward tutta questa grinta? Rimane comunque inspiegabile come un premio Oscar quale Bill Condon (per la sceneggiatura di Demoni e dei, oltre che la nomination per Chicago) abbia potuto asservirsi di un franchise così blando e inutile per firmare quella che finora si è dimostrata la pellicola peggiore di tutta la saga. Non accade nulla, quel poco che succede viene dilungato in una maniera oscena proprio per compensare delle immense carenze in fase di sceneggiatura, per quella che è un'operazione di suddivisione decisamente sbagliata e dannosa per i danni di economia narrativa. Se non altro quando giungono i titoli di coda non si ha il senso di incompiutezza che poteva esserci col penultimo Harry Potter, ma l'insensatezza di quest'operazione è particolarmente evidente in quello che non è un film, ma un immenso allungo del quale non si sentiva la benché minima mancanza. E non che l'abbiano allungato com cose che possono intrattener,e perché qui si chiacchiera e basta. Chiacchiere sui chiacchiere che una puntata media di Game of thrones a confronto sembra un film di Van Damme. Fortunatamente la regia riesce a risollevare il tutto con delle trovate interessanti, ma a lungo andare si vede che il buon Condon non riesce a mantenere il giusto entusiasmo per un progetto destinato solo e unicamente ad annoiare. Mi ero lamentato di Eclipse? Così imparo! Molto buona invece la fotografia di Guillermo Navarro, il quale sa mantenere i buoni standard nel settore come nel precedente capitolo compiendo un discorso visivo interessante e ben studiato. Peccano ancora in maniera davvero oscena i personaggi, in particolare Bella, che qui si presta a un gioco davvero strano che continua a perplimermi circa la figura della donna in questa saga. La nostra cara e piccola Swann continua a farsi barcamenare in fatti più grandi di lei senza poter fare davvero nulla, senza contare che arriva al matrimonio completamente illibata e priva di esperienze similari nel settore, prestandosi a un discorso che trovo particolarmente cattolico e di parte, che vede la donna come un qualcosa che non può vivere senza un supporto maschile che riesca a salvarla. Certo, al finale del tutto manca ancora un film e quindi forse è troppo presto per trarre conclusioni affrettate, ma dopo quattro pellicole l'unica cosa che ricavo dal suddetto franchise è solo e unicamente questa. Lungi da me il fare polemica a riguardo, ma questa saga ha fatto di tutto per farmi pensare a tutto questo. Probabilmente sono supposizioni che esistono solo e unicamente nella mia mente, quindi vi chiedo di aiutarmi a farmi cambiare idea in merito, anche se avverrà con molta difficoltà. L'unica cosa che al momento mi basta sapere è che questa saga finalmente si appresta la fine, e che forse il tormento finirà!

Il sapere che si sta giungendo alla fine fa volgere automaticamente uno sguardo indietro per vedere tutta la strada fatta fino ad ora e... beh... tutti questi chilometri per così poco?


Voto: 

1 commento:

  1. Bella la sequenza dedicata a "può baciare la sposa"... Quando tutti gli invitati spariscono. Molto interessante. Tutto il resto è noia pura. Anche il trucco della Stewart. Ma almeno alla fine ha una espressione più profonda.

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Ragazzi, mi raccomando, ricordiamoci le buone maniere. E se offendete, fatelo con educazione U.U