mercoledì 21 novembre 2012

The Twilight Saga: Eclipse


Ridendo e scherzando, siamo già arrivati al terzo capitolo! Il che non è poco pensando che dopo questo mancano solo due episodi per terminare la nostra personale e inutilissima maratone di quello che è uno dei fenomeni culturali più blandi a memoria di cinefilo - ma pure di lettore, anche se il quel caso la mia esperienza si è limitata con una parziale lettura del primo libro dopo aver visto il film, ma i miei neuroni non hanno retto. Alcuni potranno ironizzare che il vero miracolo produttivo è stato il trascinare una storia così banale e scontata per ben tre film e di farla inoltre proseguire per altri due, così non da poco se si pensa che obiettivamente le summenzionate pellicole hanno addirittura una durata non indifferente. Molto notevole invece è stato il successo al botteghino, e ancora non mi capacito come mai il pubblico sia sempre più affamato di storie che non hanno presa e dallo sviluppo scontato e poco studiato. Sono cose alle quali non avrò mai risposta credo, come il fatto del perché non sono nato con la faccia di Viggo Mortensen o il fisico di Michael Fassbender, ma qui stiamo sfociando nell'autocommiserazione...

A Seattle avvengono delle strane serie di omicidi e sparizioni. I Cullen scoprono che si tratta di un esercito di vampiri NeoNati che ora marcia verso Forks, ma non sanno chi comanda il tutto e perché. Chiedono quindi aiuto ai lupi mannari per far fronte a questa minaccia, ottenendo una temporanea alleanza. Intanto bella deve scegliere se donare il proprio amore a Edward o a Jacob.

Suona davvero strano e demotivante il dover leggere nella sinossi di un qualcosa che finalmente smuove l'attenzione - la battaglia in corso - affiancato a un dilemma così banale come la scelta di due fidanzati. Un po' come se Frodo prima di buttare l'Anllo nel Monte Fato si sia chiesto se era meglio mastirbarsi con la mano destra o la sinistra, anche se mi rendo conto che questo è un dilemma molto più studiato di quello espresso dalla sexy mammina Meyer. Il che entra profondamente in contrasto con quanto sostenuto nelle precedenti pellicole, e mi fa domandare come mai una ragazza così convinta del proprio amore per il vampirazzo luccicoso adesso sia in una tale fase di stallo, cosa che nell'assistere ai due episodi iniziali non avrei concepito manco con la più fervida delle immaginazioni. Purtroppo l'unica cosa che mi è rimasta di questo assolutamente ignorabile terzo capitolo è che l'amore è volubile, oltre che a esserlo è anche la donna in generale. Messaggio davvero triste se si pensa inoltre che gran parte delle seguaci di questo culto (o franchise, che sennò mi sento davvero blasfemo) sono perlopiù donne. Bella è sempre pietrificata nella medesima espressione, ma questa è unicamente colpa della Stewart, e non prende quasi mai di petto (ahahahah! che battutona!) le decisioni che fanno andare avanti tutta la baracca. Se notate bene, è sempre intenta ad obbedire agli ordini dei boss di turno o a farsi salvare dai due pretendenti, cosa che trovo particolarmente avvilente per quella che nella controparte cartacea della Meyer è la voce narrante delle vicende, e che forse da l'idea quindi del tipo di mentalità che si ritrova ad apprezzare a livelli maniacali vicende di questo tipo. Ma la delusione più grande si ritrova in quella che è la regia di David Slade, precedentemente fattosi notare per quel capolavoro di cattiveria e cinismo che fu Hard Candy e poi per 30 giorni di buio, che se non altro poteva dirsi ben fatto a livello tecnico, che qui porta avanti stancamente una storia senza capo né coda dove non accade un beneamato cazzo. E dopo un'ora di chiacchiere su una minaccia che non arriva mai e dei cattivi davvero senza mordente, devo anche sorbirmi una battaglia davvero insulsa con la rossa de cavei della quale mi ero totalmente scordato che esistesse. Certo, non mi aspettavo una regia alla Francis Ford Coppola, ma anche i piani sequenza della sua fulminante opera d'esordio, semplici ma efficaci, sono da scordarsi. Qui abbondano dei ralenty inutili che non so davvero spiegarmi e delle inquadrature che, anche a mero livello estetico (inteso come: posizioniamo la telecamera qui che l'immagine è bella) proprio sono impossibili da vedere. Migliorano leggermente gli effetti speciali, ma è la fotografia di Javier Aguirresarobe - che fra gli altri collaborò anche con maestri tipo Woody Allen, Pedro Almodovar e via dicendo - ad essere l'unica cosa salvabile di questo progetto. Ma il rammarico per dove il britannico Slade abbia deciso di donare il suo gusto visivo, che fra l'altro qui si fa davvero scadente, è troppo alto per sforzarmi anche solo minimamente di cercare di rivalutare un simile prodotto, come forse potevo aver fatto nelle precedenti reviews.

Brutto, insulso e noioso. Da evitare come la peste in attesa di quello che è l'agognato finale, che ci priverà per sempre di questi scempi narrativi ed emotivi.


Voto: ★½

2 commenti:

  1. Slade ha fatto veramente una porcata. Ralenti senza senso, panoramiche a non finire, campi larghi inutili. E la fotografia è orrenda. Film da censura, da considerare patrimonio nazionale della NON-cultura

    RispondiElimina
    Risposte
    1. non ho trovato la fotografia così pessima, ma sarà che in mezoz a così tanto pattume l'ho trovata l'unica cosa salvabile. Diventa bella per sovraccumulo di caccosità, diciamo...

      Elimina

Ragazzi, mi raccomando, ricordiamoci le buone maniere. E se offendete, fatelo con educazione U.U