mercoledì 21 novembre 2012

The Twilight Saga: New Moon


Dopo essere uscito semi indenne da Twilight, dovevo per forza di cose proseguire fino alla fine un percorso che non si dimostrava particolarmente lungo, e che quindi non mi avrebbe sottratto un particolare quantitativo di tempo. Purtroppo sono fatto così, e se inizio una cosa sono costretto a finirla. L'ho fatto con Harry Potter che comprende otto film (ma lì la tortura iniziava dal sesto in poi, va detto), quindi il cercare di vedere un fenomeno mediatico simile spoglio da ogni pregiudizio si dimostrava una faccenda doverosa e d'obbligo. Non chiedetemi perché, lo è e basta... ok, lo ammetto, mi ha costretto la morosa. E si sa che le donne, al contrario di quello che vuol far credere questa saga fintamente femminile, detengono il potere. Quindi l'ho visto. Ed ho constatato il primo dei quattro cambi di regia che caratterizzeranno questa insulsa saga per preadolescenti in crisi ormonale. La Hardwicke quindi, col suo mestiere inetto e totalmente incapace, stavolta passa il testimone al capace Chris Weitz - un onesto mestierante, tutto sommato, viste quali solo le sue produzioni passate.

Quando un membro particolarmente giovane della famiglia Cullen mette in pericolo la vita di Bella, Edward decide di uscire dalla vita di lei per sempre. La ragazza reagirà molto male a questo, entrando in un vero e proprio periodo di alta depressione che sembrerà non voler proprio finire. Si scoprirà anche che Jachob è un licantropo e che c'è una dinastia di vampiri vecchia di secoli... devo continuare?

Se penso a ciò che più mi ha deluso in certi film, allora devo per forza tiare in ballo l'aspettativa. Per certe pellicole l'hype era così alto che l'aspettarmi troppo mi ha portato ad avere una cocente delusione. Cosa centra questo discorso con la seconda parte dei vampiri glitterati? Beh, che il non avere nessuna aspettativa (positiva) mi ha portato ad essere lievemente sorpreso circa certi aspetti. Ciò che mi ha colpito di questo secondo capitolo è stato l'efficace cambio di regia, cosa strana fra l'altro, se pensiamo al successo ottenuto dalla pellicola precedente e contando anche il fatto che Weitz pochi anni prima nel genere fantasy aveva fatto un clamoroso due di picche con La bussola d'oro. Il regista però riesce a dare alla soporifera sceneggiatura di Melissa Rosenberg (autrice di quella tamarrata assurda di O.C, ma anche sceneggiatrice di quel gioiellino di serie tv che è Dexter) un ritmo davvero ben sostenuto oltre che a delle trovate visive davvero interessanti, come quella che apre il film. Anche lo scandire del tempo che passa è realizzato con una trovata semplice ma ben efficace, che fa risollevare questo film dall'alone di mediocrità del primo capitolo. Purtroppo però non si possono pretendere dei miracoli, perché il difetto principale è proprio la storia che sta alla base, alla quale manco la più capace delle regie potrebbe compensare. Continua l'assidua voglia di prendersi sul serio a tutti i costi, e se il modello che si vuole eguagliare è la shakespeariana coppia di Romeo e Giulietta, l'unico modello di romanticismo che riescono a raggiungere è quello delle telenovelas sudamericane. Stavolta però possiamo godere di un intreccio più congeniale a quello che è il settore fantasy che, dimenticate le ambientazioni scolastiche e urbane dell'esordio, prende prepotentemente piede in questa seconda avventura con la comparsa dei licantropi e dei Volturi. Peccato che pure qui sorgano delle opportune domande, e mi viene da chiedermi come mai delle creature così potenti si limitino a vivere nell'ombra quando potrebbero benissimo avere il controllo del mondo in poco tempo data la loro forza e intelligenza. Ma vabbeh, mi pare che dalla Meyer posso raccogliere solo dei piccoli frammenti di successo, senza pretendere un qualcosa di realmente ben fatto e costruito. Vera nota di demerito per i lupi mannari invece, che di mannaro non hanno nulla se non l'intento, e che vengono qui concepiti come dei giganteschi cani realizzati con un CGI che in più punti lascia davvero dubbiosi e interdetti, e non sarà un caso se vi domanderete come mai la produzione, visto che è palese che questo film sia costato molto di più del predecessore, abbia ancora un comparto tecnico così scadente. Cade anche la fotografia, e se non raggiunge gli infimi livelli tecnici di prima, qui lascia basiti per quanto sappia essere anonima... e parliamo di un film sui vampiri, esseri che dell'atmosfera fanno il loro piatto forte - se mi concedete la battutaccia. Poco da dire sugli attori principali se non quanto detto in precedenza, ovvero che Pattinson si dimostra il migliore del gruppo mentre gli altri due rimangono praticamente ignorabili a prescindere. Molti altri nomi subentrano a questo turno, ma la parte li vuole fossilizzati in un'unica espressione a tratti davvero molto irritante. Quindi un passo avanti della saga, non solo per quanto concerne il versante temporale, ma non che ci volesse tutto questo sforzo. Nonostante tutto però non riesce ancora a raggiungere un punteggio abbastanza alto, facendo denotare che si tratti sì di un'operazione commerciale, come lo sono molte pellicole legate alla fantasy, ma totalmente priva di tutto quel cuore che tanto sbandiera per il suo proseguire.

Dai, che il viaggio è breve e, dopo questo mancano solo altri due film. Come, l'ultimo libro è stato diviso in due film? Mannaggia!


Voto: ★★ ½

3 commenti:

  1. se vabbè, adesso i film di twilight sono meglio di antichrist e ted...
    ma per favore! :D

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    1. per quei due avevo aspettative molto alte, e vedere un risultato a mio parere così basso mi ha deluso. Per questi invece le aspettative erano pari allo zero, quindi ne sono rimasto vagamente sorpreso.
      Conta poi che il vecchio Lars lo sopporto poco da sempre, mentre "Ted" l'ho trovato anche più idiota di questa saga insulsa.

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  2. Buon film, tutto sommato. Regia semplice ed efficace. Weitz ci sa fare con la macchina da presa, un po' meno con gli effetti speciali. Tutto sommato poca merda.

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