giovedì 6 dicembre 2012

Amore 14


Ricordo bene i miei quattordici anni. Giornate estive passate a giocare a pallone con gli amici, pomeriggi interi a guardare i cartoni animati, la sera sognavo di diventare il più grande regista di cartoni animati e fumettista vivente (oddio, non che ora sia diverso, per certi versi...), mentre le ragazze erano ancora un problema lontano. Al massimo qualcuno rubava i giornaletti porno del fratello maggiore e offriva a tutti una scorpacciata di corpi nudi agli amichetti, ma oltre non mi sono mai sognato di andare e sono stato abbastanza intelligente fino a un certo punto. Sarebbero ben venuti i tempi, ma poco dopo essere uscito dalle medie le mie giornate tipo erano queste. Tutto sommato ho avuto un'infanzia normale, credo, ed è così che la ricordo. Se mi chiedessero di mostrare uno scenario tipico della giornata di un ragazzino di quattordici anni, credo che la illustrerei così, perché ognuno riversa nelle proprie opere ciò che è stata la sua vita. Il che pone numerosi interrogativi circa quella che è stata l’infanzia di Federico Moccia, perché dopo questa visione ci sono un bel po’ di domande che iniziano a fioccarmi in testa…

La storia è quella di CaVolina, detta CaVo, una ragazzina con una eVVE moscia ai limiti dell'improponibile. Ha appena compito quattordici anni, e quindi pensa che sia il momento giusto di compiere la prima esperienza sessuale, nonostante l'estate prima si sia già fatta fare il primo ditalino. E così parte alla ricerca del ragazzo giusto, fra amici, conoscenti, compagni di vecchia data e via dicendo. Ma è per una persona in particolare che il suo cuore batte, ovvero il bel (e dislessico) Massi... il che non le impedisce di andare con molti altri, però.

Moccia già avevo avuto modo di odiarlo per quella schifezza assoluta di libro che era Tre metri sopra il cielo, ma il peggio di sé l'autorone romano aveva avuto modo di darlo quando si era messo proprio a dirigere le trasposizione filmiche delle sue stesse 'opere'. Proprio non concepisco come una persona possa essere un tale simulacro del nulla intellettuale, del vuoto cosmico che purtroppo oramai imperversa nelle menti di fin troppi adolescenti, forse in minima parte plagiate proprio dai suoi lavori. Perché purtroppo che nella nostra società non ci siano più valori o che tutto stia andando in merda è una cosa progressiva, che si nota di anno in anno, e non è di certo un libro o un film a dare il colpo di grazia, ma può diventare comunque un riflesso di quello che certe generazioni provano nel largo consumo che fanno degli stessi, magari ritrovandosi descritti dai personaggi. Posso quindi solo rallegrarmi che questa pellicola, con annesso libro, non ebbero poi il grande successo che si pensò inizialmente, e questo forse mi rende un attimo speranzoso. Ma il sapere comunque che c'è chi i giovani d'oggi li vede così, basta a rimettermi addosso i brividi. Elencare tutte le cose che mi hanno infastidito in questo film sarebbe un'operazione lunga e per nulla proficua, ma già il piano sequenza iniziale, con questa voce nauseante fuori campo che elenca e da giudizi impliciti a tutte le persone coinvolte nell'inquadratura [e per quanto non me ne intenda di videogiochi, come cazzo fa a dire che Lara Croft somiglia a una tizia coi rasta?]. A questo poi vanno ad aggiungersi una sfilza di personaggi ai limiti dell'assurdo e del ridicolo, come i genitori preoccupati, il fratello maggiore che studia da medico ma che vuole vivere di sola scrittura, l'amica zoccola, l'altra amica che si presume rimarrà vergine a vita, una sorella maggiore antipatica [e ironia della sorte, l'unico personaggio a risultare credibile], un suo pretendente burino fissato a fare le pinne in moto, un suo amichetto spastico appassionato di matematica, un altro amichetto ancora più spastico così appassionato di musica da seguire X-factor, un nonno volenteroso di sentirsi giovane e in quanto tale fan di Dolcenera, e via dicendo. Dopo solo quindici minuti di visione mi era già strappato mezzi capelli, e all'epoca li avevo lunghi fino a metà schiena, ma purtroppo la sfilza di cagate mostruose era ancora lungi dall'essere finita. Dopo tutto questo mi son dovuto sorbire un ragazzo adolescente che dopo un primo appunta-mento regala una stella alla nostra piccola protagonista, senza contare la continue marche che vengono citate in bella mostra senza ritegno [quando le rubano il cellulare infatti non dirà: "Minkia raga, mi hanno rubato il cell!!", bensì: "Oh no, mi hanno rubato il mio Samung XYquel-che-è!"]. Il colpo di grazia però lo forniscono degli osceni passaggi di regia dove vediamo una Gazzenda, con la voce di quella cattivissima persona che è Moccia citare letteralmente quello che c'è scritto. Eppure questa porcata di film mi ha ugualmente fatto pensare ad alcune cose. Perché la sessualità deve essere così ostentata? Il mondo ha proprio bisogno di sentir parlare di sesso in ogni dove, anche in un film destinato a un età forse davvero innocente e pura nel senso più bigotto del termine? Mi sembra un parlare troppo pubblicizzato senza cognizione di causa, che preme il pedale su un argomento che magari andrebbe esplorato con una diversa sensibilità - e informazione, dato che non è raro che alcuni ragazzi, forse troppo ansiosi di provare, non usino le precauzioni necessarie. Penso che la sessualità sia una cosa che ognuno deve provare alla propria maniera, senza ultimatum anagrafici o confronti generazionali, ma con la libera espressione del proprio corpo e anche della propria testa. Qui ho visto molto corpo, ma di testa c'è ben poco.

Ho visto questo e ben altro, e l'ho fatto per voi, perché possiate 'godere' di questa recensione! Quindi pagatemi, e bene anche. Come, quella del blogger non è un'attività retribuita? La vita è proprio uno schifo... che me l'abbia sceneggiata Moccia?


Voto: 

4 commenti:

  1. Sono d'accordo con quello che dici della sessualità e aggiungo...deve essere anche un fatto privato. Il film l'ho visto un po' su Sky il primo giorno di scuola della quarta superiore e la protagonista era veramente un'ochetta (per non dire di peggio)...per il resto l'ho rimosso. Una volta mi avevano regalato "Cercasi Niki disperatamente" e nonostante la scrittura scorrevole era troppo idiota come libro e l'ho mollato dopo poche pagine. Perchè devono esserci ancora tutti questi stereotipi sulle donne? Io sono dalla parte di Cremonini che diceva che gli uomini e le donne sono uguali, non esiste un sesso più forte e uno più debole.

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    1. Che dire, concordo in pieno! Io di Moccia avevo letto il fantomatico "Tre metri sopra il cielo" e, beh, manco la scrittura ho trovato scorrevole.

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  2. Aver guardato e recensito questa porcata è un atto eroico,paragonabile, in proporzione, solo a quello dell'epico Cannibal Kid che,per raccontarlo a noi,si spara addirittura il Festival di Sanremo XD.
    Ho avuto modo di parlare con una persona che aveva letto la prima stesura di Tre metri sopra il cielo,mi disse che era molto peggio di come è adesso (*facepalm*)!Ma allora sta gente,come cazzo fa a farsi pubblicare?Cioè.Ed il triste è che vende pure un sacco!

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    1. È uno sporco lavoro, ma qualcuno deve pur farlo u.u
      Credo sia perché sono prodotti che fanno leva sull'ignoranza del pubblico. Ma il peggio è che Moccia ha paragonato 'sta minchiata a un 'giovane Holden moderno'... cioè, a me sa peggio questo...

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Ragazzi, mi raccomando, ricordiamoci le buone maniere. E se offendete, fatelo con educazione U.U