mercoledì 5 dicembre 2012

I soliti idioti - il film


Della amata/odiata serie televisiva firmata dalla premiata ditta Biggio & Mandelli posso dormi un fan spo-radico. Mi hanno fatto ridere i primi episodi visionati, ma a lungo andare l'eccessiva volgarità e il continuo ripetere dei tormentoni mi hanno davvero stufato, arrivando a farmi schierare dalla parte dei detrattori. Non mi dilungherò in pipponi mentali su quella che è una comicità più raffinata o british style, ma sinceramente non capisco che gusto debba avere il far vertere degli interi sketch su quello che è il ripetere ossessivo di una parolaccia, o di una frase iconica. Gianluca verrà sempre inchiavato dagli scherzoni del padre, il bambino cresciuto troppo in fretta uscirà sempre di casa per fare delle malefatte e la coppia di omosessuali continuerà a smenarla su come vuole avere un bambino fra un flash di uno dei due Fabio e un Non lo so! a random. Il dilungare poi quello che è stato concepito per durare quanto uno sketch nella durata del lungo-metraggio medio, non può che avere risultati dannosi.

Il lieto giorno è arrivato, e Gianluca sta per sposare la bruttissima fidanzata Fabiana. Il padre Ruggero però non è molto contento della cosa, e quindi dirotterà il figlio verso un viaggio per la città, in modo che conosca tutte le cose che si perderà una volta sposato. Un viaggio surreale fra ladri,mignotte e papponi che farò ricongiungere i due, allentandone le tensioni che si sono venute a formare.

Sinceramente non so perché ho deciso di vedere questo film, giacché proprio non riesco più a farmi piacere manco la serie TV targata da quell'indipendentissimo canale che è MTV, so solo che è una cosa della quale mi pento ancora. Scritto in una settimana, il lungometraggio segue principalmente le vicende del duo Father & Son, immettendo nella scena alcuni dei personaggi secondari del format. Ironia della sorte, sono proprio questi ultimi a regalare i siparietti più divertenti, ma i due mattatori principali non sono di certo all'altezza della loro presunta fama. Per quanto Ruggero e Gianluca siano la coppia più riuscita dell'intero progetto [il che è tutto dire] la realtà cinematografica non è qualcosa che appartiene loro, e infatti il tutto sembra una lunghissima puntata che li vede come assoluti protagonisti, senza che però sia sviluppata secondo un criterio filmico adeguato. In questo film accade di tutto e di più, fra strani incontri e disavventure varie, ma alla fine non si va a parare in nessuna dire-zione. Il tutto risulta solo come un collage dei vari numeri intrapresi dai vari personaggi, senza che si sia un filo narrativo adeguato che sviluppi il tutto con una certa logica narrativa. Mi ha dato molto fastidio la volgarità, come me ne da molto in generale, ma soprattutto non sopporto quando bisogna far ridere a tutti i costi mediante l'uso di una parolaccia, cosa che solo i Cinepanettoni fanno. Perché questo film non si discosta molto dalla commedia natalizia regalataci negli anni da un Neri Parenti a caso, e tutta la voglia di denuncia sociale di un'Italietta corrotta e non particolarmente ligia alle regole proprio non l'ho vista. Di stupidità ne ho vista molta invece, e quella raramente mi fa ridere se portata all'eccesso. Soprattutto non capisco poi come mai Ruggero in certi momenti dica il fantomatico «Dai cazzo!» così a caso, anche in momenti della pellicola nei quali non servirebbe, come se si fosse svegliato dal nulla, solo perché in teoria dovrebbe far ridere. Se quindi la comicità in questo film lascia molto a desiderare, anche la regia di Enrico Lando non può dirsi da meno, troppo legata a quelle che sono le leggi televisive e non offrendo uno-dico-uno momento memorabile, lasciando la macchina da presa in più punti in mezzo alla strada come se se la fosse dimenticata accesa mentre si prendeva un caffè durante una pausa. Nulla da dire in campo artistico, e molto di meno in quello tecnico, il film si presenta come un fallimento completo su tutta la linea, aggravando il fatto che fin dall'origine per dei personaggi così risibili dal titolo sono andati a scomodare addirittura Mario Monicelli e gli esponenti della vera commedia all'italiana che fu.

Bella merdina di film, insomma. Se amate questo genere di comicità visionatelo, avrete pane per i vostri denti, ma se nella testa avete almeno un neurone funzionante evitatelo. Non tutti possono essere Woody Allen, sia chiaro, ma almeno un po'rispetto per quella che è la mia intelligenza di spettatore la esigo.


Voto: 

8 commenti:

  1. che uomo impavido. ma sei riuscito a vederlo dall'inizio alla fine?

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    1. ebbene sì. Ma l'ho fatto pure con alcuni film di Moccia, questo quindi non mi 'spaventava' più di tanto XP

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  2. Orribile. La cosa più brutta che io abbia mai visto. Cinepanettoni e Moccia compresi.

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    1. Moccia è un girone dantesco a parte. Comunque sì, davvero orrido.

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  3. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

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  4. Rispetto alle scenette televisive, fresche, creative ed affatto turpiloquanti; una delusione cocente...

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    1. Le prima magari erano godibili per "l'effetto novità" del progetto, poi sono andate scemando vergognosamente.
      Pensa che io manco prima avevo aspettative...

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Ragazzi, mi raccomando, ricordiamoci le buone maniere. E se offendete, fatelo con educazione U.U