giovedì 20 dicembre 2012

In the market


C'è chi dice che il cinema di genere in Italia è morto... e qui, per quanto io ami fare la voce fuori dal coro e difendere quando possibile il cinema italiano, mi tocca dar ragione a taluni. Perché sulle pellicola nostrane non ho pregiudizi, solo molta obiettività. E obiettivamente, per quanto facciamo molti bei film, al di là del film drammatico o della commedia non andiamo mai. Si respirano ogni tanto delle lievi sfumature da thriller, ma sono, perlappunto, lievi. Il sapere dell'esistenza di questo In the market, quindi, poteva essere l'occasione per sfatare questo mito. Il sapere però che la star di youtube Yotobi aveva fatto un video su questo film mi aveva messo molta inquietudine, e vedevo i miei sogni infrangersi come uno specchio rotto.

Tre ragazzi dopo aver finito la scuola intraprendono un 'viaggio senza meta', ma a metà percorso vengono derubati dei loro soldi. Nel percorrere la strada che rimane arrivano in un supermarket, quando a uno di loro viene un'idea: si tratterranno lì dentro dopo la chiusura per sopperire così alla mancanza di soldi e nutrimento. Il piano funziona, peccato però che nel mezzo della notte entra il proprietario del supermercato, un macellaio che suole macellare un particolare tipo dio carne...

Sicuramente va dato merito al giovane Lorenzo Lombardi per due cose: l'essersi imbattuto in un progetto decisamente anomalo per il mercato italiano e l'aver avuto il coraggio di mettere il suo nome in bella vista in una fetecchia simile. Sì, perché per quanto possa essere un film indipendente o che altro, rimane un qualcosa di davvero inguardabile. E non venitemi a fare la solita storia del film con pochi soldi e chiecchiericci vari. Se un film è una merda, merda rimane, anche se è stato fatto con cinquanta centesimi. Perché p'abilità di scrittura e di ideazione di una storia non te le paga nessuno, quelle o ce le hai o nisba, e qui... La trama è quanto di più scontato possa esserci, e dire che il regista l'ha sceneggiata con i produttori, per un totale di quattro menti pensanti, cosa che a un certo punto fa pretendere un minimo di qualità. Chissà, magari per svitare una lampadina uno la tiene ferma e gli altri tre lo girano. Non riesce ad alzare il livello manco la recitazione, poiché gli attori, tutti, sono decisamente incapaci [e dire che una delle protagoniste viene addirittura da Un posto al sole] e privi di ogni minima espressività. L'alone di finto è palpabile, cosa poi enfatizzata da una fotografia borisianamente smarmellata che peggio di così non si può. Altra cosa che davvero mi ha sconcertato è il fatto di come questo film voglia essere esplicitamente sospeso in una propria dimensione, con questi interpreti chiaramente italiani ma dai nomi anglofoni, mentre i cartelloni sono scritti in inglese [ma chissà perché quelli all'interno del market sono scritti in italiano] e le radio mandano cronisti ispanici. La coerenza va a farsi fottere in più di un'occasione quindi, venendo accompagnata a braccetto anche dal senso della narrazione che di certo non è giovata da numerose scene inutili ed idiote, svillite ulteriormente da dei dialoghi ai limiti dell'incapacità (su tutti regna quello del rapinatore). Non si contano neppure le citazioni, a partire dal film A prova di morte di Tarantino guardato da un benzinaio, ai discorsi su Hostel e Salvate il soldato Ryan, la song de Le iene, fino al market del titolo aperto 'from dusk till dawn'. Tarantino predomina, e qui si evince molto di quello che non va. Perché Lorenzo Lombardi vorrebbe essere come tarantino, senza avere manco l'ombra del suo talento. Il giovane italiano omaggia il maestro italoamericano con un viaggio on the road che però finisce per annoiare, citazioni alla cazzo di cane della Bibbia come toccò al Samual L. Jackson di Pulp fiction, fino a dei discorsi di vita vissuta che però non hanno mordente. La parte horror inoltre interviene solo nella mezz'ora finale, non dando neppure molto senso di esistere a questo film come mera pellicola di genere, perché non riesce a integrarsi in maniera convincente manco nell'appartenenza estetica. Buoni gli effetti splatter, unica cosa meritevole dell'intero film, peccato che durino così poco.

Insomma, anche se indipendente, la merda rimane merda. E questo film è davvero qualcosa di pessimo oltre umana concezione. E come vi ricordo, non sono uno che ha pregiudizio dei film italiani, anzi. Ma questo è davvero indifendibile. Evitatelo se potete, perché pur essendo brutto non sfiora manco quei livelli di trash da risultare divertente.


Voto: 

2 commenti:

  1. Ah ah, l'hai visto!
    Non sai quanto mi sono divertito a guardarlo e recensirlo.
    E sto regista è pure umbro, mannaggia a lui.
    Ma del discorso finale non parli????

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    Risposte
    1. in effetti ci si diverte più a smerdarlo che a guardarlo XD il discorso finale... cioè, è spazzatura come quasi tutto il film, ma ciò che ho visto prima è così orrido che a tratti sembrava quasi accettabile. Aspetto do assimilarlo e poi vedo che fare

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Ragazzi, mi raccomando, ricordiamoci le buone maniere. E se offendete, fatelo con educazione U.U