domenica 9 dicembre 2012

Kill Bill volume 1


Pur essendo passati molti anni ricordo ancora tutto il dubbio e l'incertezza che questo film seppe mettermi. Già dal trailer abbastanza confusionario non riuscivo a catalogarlo in un genere preciso, e poi c'era quel nome a tutto schermo che annunciava che era il quarto film di un tale Quentin Tarantino, nome che nella mia futura vita di adolescente sarebbe diventato uno dei punti fermi della mia passione cinefila. Arrivò però infine il giorno in cui finalmente riuscii a vedere questa pellicola che tanto mi aveva incuriosito, ricordo ancora che me l'ero persa al cinema per vari motivi di salute che mi avevano obbligato a frequentare molto a lungo gli ospedali e che noleggia il dvd. Ma ciò che ricordo con maggior divertimento fui la prima frase che mi venne in mente già dopo i primi minuti di visione: "Ma che cazzo di film sto guardando?"

Una donna incinta viene uccisa durante il giorno del suo matrimonio da dei sicari capitanati da un uomo di nome Bill... o almeno, l'intenzione era quella, la voglia di vivere della donna è tale che anziché morire rimane in uno stato vegetativo per tredici anni. Al proprio risveglio, trovatasi senza pancione e con indosso le cicatrici di quel giorno, deciderà di vendicarsi di Bill. Ma prima di lui ci sono dei pesci più piccoli, coi quali i conti vanno chiusi definitivamente.

Pensato inizialmente in fase di sceneggiatura come un lunghissimo film unico, venne poi deciso di dividerlo in due dai produttori, idea alla quale Tarantino dovette per forza piegarsi. Il che è un bene, stranamente, perché nonostante lo stesso tema e gli stessi personaggi sono venuti fuori due film totalmente diversi l'uno dall'altro. In questa Parte 1 la passione cinefila del regista ha modo di esplicarsi in tutto il suo anarchico furore, con continui omaggi al cinema orientale di arti marziali che solo i più ferventi appassionati del genere potranno cogliere nella sua interezza. Oltre alla cinefilia ne guadagna anche uno stile narrativo davvero incisivo, che compensa una trama ridotta all'osso e spoglia di varie riflessioni per offrire un assurdo ed istrionico divertissment che si imprime indelebilmente nella memoria, offrendo delle soluzioni visive del tutto estranee a quella che è la solita regia che normalmente ci si aspetta in un film del buon zio Quentin - anche se alcune paiono del tutto gratuite, va ammesso. Cose che io personalmente accettai con estrema riluttanza all'inizio, quando ero ancora quattordicenne, ma che col passare del tempo ho impararti ad amare con tutto il nonsense che l'insieme comporta. Non si può negare che è un film che va preso di pancia, e che per questo a molti che si aspettano un'azione più ordinaria o uno stile narrativo lineare e senza salti atemporali potrà benissimo non piacere. In questo caso c'è ben poco da dire perché, come diceva il tizio che metteva il culo nelle ortiche, i gusti sono gusti. Dal mio personale punto di vista posso avvisarvi che per le necessarie riflessioni ci sarà sempre il secondo segmento della storia, ma che questo prevede solo e unicamente un puro sfogo (meta)artistico senza precedenti e che, come ogni cosa, possiede le sue regole, e le palesa fin dai primi secondi. Da lì in poi spetta allo spettatore se accettarle o no. Encomiabile però anche un supporto animato, puro citazionismo da quella piccola perla che è Lady Snowblood, realizzato dalla Pruduction IG (quelli di Ghost in the Shell, per capirci), realizzato alla perfezione come tutte le cose che escono da quello studio d'animazione nipponico e ad alto tasso di violenza. E' anche una pellicola dove la figura della donna viene innalzata alla massima potenza, eleggendola come incarnazione perfetta dell'Angelo della Vendetta, e a questa figura così potente non si poteva che chiamare un'attrice in grado di infondere nella sua interpretazione la medesima grandezza: Uma Thurman. L'attrice infatti ci regala quella che è la sua performance più memorabile in assoluto, e il suo personaggio in tutina gialla è già diventato un simbolo universale delle cinematografia. La affianca per quella che sarà la magnifica e poetica battaglia finale un'altra attrice d'eccezione, Lucy Liu, rendendo questo film un puro e, nella sua assurdità, pure poetico omaggio alla donna e alla sua furia devastante. Alla fine rimarrà una sola e unica sconcertante rivelazione, oltre che una misteriosa figura in ombra che finora non verrà rivelata, quella di Bill. Bisognerà attendere il seguito per vederlo in volto, e sarà proprio allora che la vendetta si compirà del tutto. D'altronde la vendetta è un piatto che va servito freddo... e Tarantino ci serve uno spettacolo molto caliente e sensazionale.

A fine visione si rimane un po' sconcertati, come se non ci si capacitasse di quello che si è visto. E' una sensazione momentanea ma necessaria, che ci renderà ansiosi di vedere il capitolo secondo delle incredibili avventure della Sposa, oltre che la conclusione della sua caccia alla vendetta.


Voto: ★★★ ½


3 commenti:

  1. Il mio Tarantino preferito (dico così ad ogni film di Tarantino, Grindhouse a parte).

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  2. Kill Bill. Film fantastico che ho una voglia matta di rivedere. Bill è uno dei personaggi più terribili della storia del cinema. Mette i brividi solo il sentir pronunciare il suo nome. E in questo film Uma Thurman è bellissima e bravissima. Vedi che almeno su un'attrice siamo d'accordo?!

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    1. Finalmente uno [anzi, due contando Matt] che concordano con me. "Kill Bill" è uno dei film di Tarantino più sottovalutati dalla massa, oltre che dalla critica in generale.

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Ragazzi, mi raccomando, ricordiamoci le buone maniere. E se offendete, fatelo con educazione U.U