lunedì 3 dicembre 2012

Lawless


Per quanto molte delle mie conoscenze abbiano idea che i miei gusti gravitino intorno solo a fumetti e trame da sociopatici, devo smentire ogni accusa sentenziando che nonostante io scriva orride recensioni possiedo dei gusti variegati. Quindi non è un caso se dai film della Marvel e le pellicole 'da schizzati' sono stato attirato fin da subito da questo film ambientato durante l'epoca del Proibizionismo, poiché lo ammetto, se fossi nato donna mi sarei fatto incastrare fin da subito dal machismo che la figura del gangster possiede. Non ci posso fare nulla, ma se la gente comune sbava dietro ai calciatori io sbavo dietro ai gangster con fucile e mitraglietta. Dopo questa dichiarazione forse molte incertezze che vi saranno venute leggendo questo bloggherino svaniranno di fronte a una consolidata realtà, ma qui si sta fuorviando, quindi prima di fare dei danni proseguiamo con la recensione per darvi un'idea di cosa vi aspetta.

Siamo negli anni trenta, durante l'epoca dl proibizionismo, e seguiamo le avventure dei tre fratelli Bondu-rant, personaggi realmente esistiti, e infatti questo film è tratto dal libro scritto proprio da uno dei loro discendenti. Il maggiore, Howard, è un uomo segnato dagli orrori della Grande Guerra; Forrester, quello di mezzo, è un uomo mite e taciturno in grado però di inscenare delle vere e proprie carneficine quando serve; mentre il minore, Jack, sogna ricchezza e belle donne. Insieme i tre commerciano alcool, incuranti della legge e corrompendo molti agenti, ma la musica è tristemente destinata a cambiare...

Non avevo sentito parlare molto di questo film, e quando sentii nominare per la prima volta al titolo pensai in primis a Lucy Lawless, la protagonista di Xena - principessa guerriera, e di come il vederla (final-mente!!!) nuda abbia dato un senso alla visione di Spartacus. Però una pellicola simile al giorno d'oggi resta sempre una rarità, quindi il vederla mi sembrava un qualcosa di doveroso, senza contare che dal trailer mi sembrava che la violenza abbondasse molto, e chi mi conosce sa quando so essere sadico alle volte. Ma proprio il fatto più trascurabile, quello della violenza, fu il primissimo a deludermi, perché pur essendo una pellicola dove uccisioni e  torture non si risparmiano - sennò che gangster sarebbero - tutte queste suddette atrocità mancano della giusta atmosfera, di un qualcosa che le faccia sentire davvero pensati come forse meriterebbero. Questo però è un aspetto marginale della pellicola, che pur non dicendo nulla di nuovo si mantiene con la giusta coerenza d'intenti, offrendo una storia forse fin troppo lineare ma che offre delle sane e classiche basi narrative per i film di questo genere, complice la sceneggiatura della rockstar Nick Cave che ovviamente cura anche la colonna sonora. La ricostruzione storica si mantiene su un livello decisamente alto, coadiuvata da una scenografia e da dei costumi veramente impeccabili che fanno respirare l'atmosfera di quel periodo a piene meningi, mantenendo la componente storica su un livello decisamente alto dalla pellicola media. Ciò che fa tentennare il film in diversi punti è qualcosa che va legato alla trama forse troppo semplice, che in alcuni frangenti sembra mancare della profondità necessaria per le situazioni più drammatiche che va a toccare, alla quale la regia di John Hillcoat non sa dare il giusto peso, apparendo forse fin troppo classica, andando a nuocere molto pesantemente soprattutto nella battaglia finale, che non può dirsi particolarmente memorabile sia a livello visivo che emotivo. Certe parti vengono davvero trattate marginalmente, ma il rapporto che lega i tre fratelli e le psicologie ad essi corrisposte sono trattate con garbata precisione, offrendo uno strambo trio nel quale ogni componente agisce secondo una propria logica ben distinta dalle altre. Ad aiutare in quest'ultimo intento v'è anche un'agguerrita squadra di attori, capeggiata da un monolitico Tom Hardy e da uno Shia LaBeouf che col passare del tempo si dimostra una certezza sempre più consolidata anche nel cinema più autoriale. Brave anche le rispettive controparti femminili, con una Jessica Chastain splendida e una Mia Wasikowska che conferma film dopo film la sua capacità attoriale. Quasi irriconoscibile Guy Pearce, per chi ancora lo ricordava magro e marmottoso, mentre l'immenso Gary Oldman è relegato in una parte forse fin troppo marginale.

Film dignitoso sul quale però c'è poco da dire, a conti fatti. Merita una visione per la sua accurata perizia tecnica e le performance degli attori, ma quando giungeranno i titoli di coda non vi saranno moltissime scene che ci accompagneranno al di là del tempo. C'è di meglio, ma decisamente anche di peggio.

Voto: ★★


5 commenti:

  1. due ore buttate.
    vabbè, non proprio buttate del tutto, visto che se non altro ci sono le tette di jessica chastain :D

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    1. Eh, le tette non le ho citate per non peccare di eccessivo maschilismo... anzi no, ho citato quelle di Xena XD
      Comunque dire che sono due ore buttate mi sembra davvero eccessivo. Poteva essere figoso, ma manca di carattere.

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  2. A me il film è piaciuto parecchio. E il cannibale è sempre troppo drastico. :)
    (anche il tuo blog mi piace)

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    1. E' un bravo ragazzo, ma sappiamo che è fatto così XD il film tutto sommato è godibile, ma anche la tanto pubblicizzata violenza mancava di una certa tensione che ho respirato, ad esempio, nel "Drive" di Refn.
      Tante grazie inoltre per i complimenti :)

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    2. visto che ti ho "scoperto" oggi, vado a leggermi un po' di arretrati... :)

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