lunedì 17 dicembre 2012

Lo Hobbit - Un viaggio inaspettato


Da inguaribile tolkieniano quale sono (ma capitemi, è una passione nata da quando avevo undici anni e che non mi ha mai abbandonato) il sapere che era in lavorazione un film su Lo Hobbit mi mandò in un brodo di giuggiole. Ma dopo una quantità di pippate oscene fatte pensando a questa lavorazione, vennero diverse notizie che mi fecero fare molti pensieri pessimistici circa la riuscita. Il primo fu il sapere che Guillermo Del Toro, regista che tanto amo e inizialmente coinvolto dietro la macchina da presa di questo progetto, dopo svariati anni passati a stilare la sceneggiatura e a creare il concept delle varie creature aveva abbandonato il progetto. Poi venne annunciato che il film sarebbe stato diviso in due parti, cosa che se inizialmente mi fece storcere il naso alla lunga mi convinse, fino a che non venni a sapere che da quel volumetto ancora più corto de Le due torri ne sarebbero stati tratti tre film – che, conoscendo Jackson, sarebbero stati di durata considerevole. Ero solo io oppure i vari rumors facevano sentire la puzza di sola a chilometri di distanza?

Tutto è ambientato sessant’anni prima della festa di compleanno di Bilbo Baggins mostrata ne La compagnia dell’Anello. L’allora giovane Hobbit vede fare ingresso nella sua abitazione lo stregone Gandalf insieme a tredici nani scampagnati, fra i quali stanno Gloin [futuro padre di Gimli] e il nobile Thorin Scudodiquercia. Insieme lo convincono a essere lo Scassinatore della compagnia, ed a partire con loro presso un viaggio alla riconquista del tesoro di Erebor, città nanica resa in rovina secoli prima dall’arrivo del drago Smaug.

Senza dubbio la fantasia e i mondo fantastici sono un qualcosa di bellissimo, ma comincio a credere che un pernottamento eccessivo in quelle lande possa avere egli effetti disturbanti sulla psiche. E il buon Peter Jackson sembra dare totale conferma a questi miei timori perché, dopo il lungo tour nelle terre di Arda, le sue produzioni sembrano dirette da uno che sembra aver perso completamente la bussola. Dopo la celeberrima trilogia che lo rese uno di registi più osannati di sempre, riuscì a smerdare la propria nomea prima col bruttissimo King Kong e poi con l’altrettanto dimenticabile Amabili resti. Il ritorno quindi alla matrice dei libri di Tolkien sembrava quindi una sorta di ancora di salvezza, anche se sul progetto sembrava essersi abbattuta una maledizione che fra incidenti e cause legali - queste ultime scatenate proprio dagli eredi dello scrittore inglese - ritardavano di continuo il completamento del film. Tutte cose che forse possono spiegare la terribile confusione che sembra regnare per tutta la durata della pellicola, segnata da un prologo davvero bruttino e uno stile registico [quello di Jackson] di insperata mediocrità che mal si sposa con l’ambientazione [creata da Del Toro]. Se con la ‘vecchia’ trilogia si era creato l’impossibile con tre film che si prendevano molto sul serio ma comunque davvero credibili e ben diretti, qui ci ritroviamo di fronte a un’inaspettata bambocciata difficile da digerire. Certo, Lo Hobbit nacque come libro per bambini, quindi un’incursione nel genere più infantile era da aspettarsi, ma che fosse fatta con un poco più di criterio sembrava cosa assai obbligata. Qui abbiamo battute davvero idiote, come il nano che afferma che pugnalerà il drago Smaug «nelle chiappette!», o di pessimo gusto, come un Saruman che asserisce, riferendosi al mago Radagast il Bruno, che si è fottuto la mente a causa di alcuni «funghetti allucinogeni.» A questo poi mettiamo delle aggiunte pescate direttamente dai vari racconti, da Il Silmarillion e dalle annotazioni dello stesso romanzo, innestate per allungare il brodo e rendere questo primo capitolo abbastanza lungo da compensare una prima visione che aprisse le porte all’imminente trilogia, con delle parti che non si capisce proprio dove vogliano condurre e realizzate con la medesima incertezza che qui sembra albergare ovunque. Solo meriti invece per la parte in cui compare Gollum, realizzata con vera maestria e attaccamento al prototipo originale, entrando quindi in sonoro contrasto con tutto quello visto prima - e che seguirà - offrendo così una sequenza capace di donare un genuino senso d’ansia che, ammetto, ha davvero messo a dura prova i miei nervi più sensibili. Si tratta però di un breve barlume di lucidità prima che il classico fantasy alla Cronache di Narnia riprenda il sopravvento in maniera decisamente prepotente. Sempre buone le musiche del reverendo Howard Shore, anche se alla lunga rimangono davvero troppo debitrici del precedente lavoro, ma capaci di donare un buon tema principale che credo mi ritroverò più volte a canticchiare sotto la doccia. Gli effetti speciali sono l’unica cosa davvero positiva del film, ma sinceramente, dopo tutto il progresso tecnologico che la settima arte ha avuto in quest’ultimo decennio, dubito che per molto tempo potrò vedere ancora cose capaci di stupirmi davvero, anche se questo film è stato davvero realizzato con assoluta maestria. E inoltre, come ricordo sempre, non basta una CGI particolarmente realistica per compensare difetti di sceneggiatura e trama. Sarà forse l’eccessiva aspettativa, sarà che Gandalf è doppiato da Gigi Proietti e non dal compianto Gianni Musy, ma proprio questo film non m’è piaciuto. Poteva diventare qualcosa di buono, viste le basi eccelse, ma alla lunga i difetti si sono mostrati troppi.

Di sicuro però questo film, data l’esistenza dei fanatici come il sottoscritto, guadagnerà un sacco. Di sicuro si faranno anche i due capitoli restanti e di sicuro io li andrò a vedere. Al cinema. Spendendo soldi. Perché alla fine, nonostante quale sia il risultato, Tolkien al cinema è sempre un evento.


Voto: ★★

7 commenti:

  1. mi è piaciuta la saga del signore degli anelli, ma non sono certo un tolkieniano sfegatato come te :)
    questo direi che non promette benissimo...

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    1. Poteva promettere bene, perché il materiale di partenza non è brutto, anzi! Qui veramente hanno fatto un lavoro che mi ha profondamente deluso, specie da parte di uno come Jackson

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  2. "Di sicuro si faranno gli altri capitoli restanti"... Ehm... Sono già stati fatti... Per cui sì, si faranno.

    Ma io non credo proprio che possa essere paragonato alle Cronache di Narnia. Ok i difetti di sceneggiatura, ma ce ne vuole, eh!

    Sicuramente i Tolkeniani storceranno di più il naso, ma alla fine questo film vale, tutto sommato, anche se condivido le pecche da te citate, non lo massacro comunque come hai fatto tu.

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    1. Ups... errore mio, sorry.

      Eh, non è la prima volta che sui film di questo genere abbiamo pareri discordanti, caro Matt. Ma proprio c'è qualcosa che me lo ha fatto odiare, e non è per il mio essere tolkieniano. Sarà forse che sono per il fantasy più serioso...

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  3. Giacomo,condivido QUASI TUTTO quello che hai scritto. Compiangiamo tutti Gianni Musy ma a me Proietti non è dispiaciuto. E per me una triologia su Lo Hobbit pare troppo, però pazienza ;)

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    1. per Musy si poteva fare ben poco... vedremo gli altri due, magari la cosa finisce per migliorare - spero...

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    2. Che almeno siano soldi futuri spesi bene...XD

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Ragazzi, mi raccomando, ricordiamoci le buone maniere. E se offendete, fatelo con educazione U.U