martedì 18 dicembre 2012

Transformers 3


Vorrei dire che sono andato a vedere questo film al cinema perché avevo perso una scommessa, oppure perché mi ci ha costretto la mafia russa, o perché... boh, scegliete voi il perché che più vi aggrada, ma alla fine la verità salterà fuori comunque. Le cose in realtà erano molto più semplici di quello che sembrano: avevo bisogno di tamarrate. Ma di quelle pesanti, così pacchiane che ti fanno quasi venir voglia di buttarti in un ruscello dalla vergogna, perché alle volte sei così sommerso da preoccupazioni o sforzi mentali che il guardare un qualcosa che ti costringe anche a pensare può avere solo effetti dannosi sulla tua psiche. Questo Transformers: dark of the moon [sottotitolo di pinkfloydiana memoria, che non capisco sia stato omesso dai distributori italiani] quindi giungeva con machiavellica precisione, e la visione da parte mia doveva essere obbligata. Certo, un tempo avrei storto il naso di fronte a quelli che mi chiedevano di spendere soldi per una minchiata simile, ma era il periodo in cui andavo a scuola e non avevo iniziato a lavorare, una posizione molto comoda che ti fa dare giudizi affrettati e non necessari su ogni cosa. Comunque, la visione di questa spazzatura su celluloide fu un vero toccasana. Vi giuro, mai guardare cinema spazzatura è stato così salutare nella mia vita!

Sam sta cercando lavoro, ma nonostante la medaglia conferitagli dal presidente Obama, non riesce nella sua impresa. La sua vecchia fiamma l'ha abbandonato, e al momento vivacchia con la sua nuova fidanzata Carly [conosciuta proprio mentre riceveva la medaglia], la quale ha un impiego presso un prestigioso uomo d'affari. Ma se le cose non sembrano andare benissimo, sono destinate a peggiorare, causa una vecchia reliquia che ha a che fare con la guerra per Cybertron che vide la sconfitta degli Autobot.

Non l'avevo mai sentito nominare prima, ma credo che prima o poi dovrò fare un paio di chiacchiere con lo sceneggiatore Ehren Kruger. Sì perché il suo soggetto e la sua sceneggiatura per questo terzo capitolo del franchise della Hasbro hanno saputo davvero stupirmi come raramente mi è capitato con film del genere, che di certo non hanno chissà quali pretese. La storia è decisamente compatta e presenta delle buone idea, e cerca addirittura di ripercorrere parte della storia americana - vengono addirittura impiegate delle immagini d'archivio - per spiegare un proseguendo del comparto immaginario che vede le passate azioni dei robottoni protagonisti. Certo, nulla di eclatante, ma rimane ugualmente uno sforzo decisamente notevole per un film che apparentemente non richiederebbe chissà quali particolari abilità immaginative. Proseguendo poi la piega intrapresa è quella della pellicola apocalittica, con questa invasione di massa della Terra che proprio non mi aspettavo, ampliando così il raggio d'azione dei nostri eroi con dei colpi di scena non eccelsi ma comunque efficaci nel genere. I difetti ci sono, comunque, a partire proprio da una storia così ricercata. Esatto, non sto scherzando. Perché un plot così interessante ed invogliante poteva essere usato per un film autonome ed a sé stante, e vederlo sacrificato a un film che parla di robottoni mi sembra davvero controproducente. Tutte le cose interessanti che ci sono alla base sono sprecate a favore di un sacoc di frasette idiote e dagli atteggiamenti altamente irritanti dei mini Desepticons a casa di Sam, che alla lunga risultano davvero fastidiosi. Poi continuo a non capire come mai di un certo umorismo tipico dei personaggi di questa serie, che iniziano a fare faccette idiote nei momenti meno opportuni, quando basterebbe decisamente molto meno per far ridere. A questo poi aggiungiamo una durata davvero eccessiva di due ore e mezza, che per alcuni può risultare davvero stancante, specie come in questo caso quando gli ultimi novanta minuti sono caratterizzati da esplosioni continue, musica martellante e vagonate di computer grafica che vedono scontri fra robot giganti e palazzi che crollano fra fumo e fiamme. L'eccesso portato al proprio culmine, che se ad alcuni può dare fastidio qui si rivela proprio come la parte vincente di questa baracconata allucinante, che chiede di essere vista con un impegno quasi inesistente. Era proprio quello di cui avevo bisogno per rilassarmi in un periodo abbastanza stressante della mia vita, e forse è per questo che ha saputo piacermi in questa maniera. Rimane comunque un prodotto di Michael Bay al 500%, e se alcune cose tipiche di questo regista ve lo fanno odiare, non intraprendete la visione o cercherete il suicidio mordendovi la lingua. Poco da dire sugli attori, se non che stavolta la figona di turno non è più Megan Fox (che, seriamente, continua a non piacermi per nulla) ma la supermodella Rosie Huntington-Whiteley, che se recitativamente parlando non è molto meglio della 'illustre' collega, fisicamente mi ha fatto fare molti pensieri sporchi. A questo aggiungiamo anche la presenza di due egregi attori come John Malkovich [in un ruolo davvero triste e svillente, però] e Frances McDormand, vera boccata d'aria in questo parapiglia di effetti speciali d'avanguardia, in mezzo ai quali a tratti si perde una trama rea di prendersi troppo sul serio, ma che sa intrattenere in maniera massiccia. Consigliato a tutti quelli che avevano amato il primo capitolo, qui credo che troveranno pane per i loro denti. Ma state attenti, è una cosa così esagerata che va presa con le pinze, munendosi di egregio precauzionismo. 

D'altronde, io lo avevo visto quando ero decisamente sotto stress, in altre occasioni una visione simile credo mi sarebbe risultata fatale! E forse vi sareste risparmiati questo insulso blog...


Voto: ★½

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