martedì 4 dicembre 2012

Womb


Come avrò avuto modo di dirvi più volte, sono un grande amante della letteratura fantastica, fantascientifica o fantasy che essa sia. Nella speranza che voi sappiate bene la differenza fra i due generi e non siate le capre ignoranti che le etichettano come la stessa cosa, proseguo il discorso che nella cinematografia ho avuto modo di trovare prodotti soddisfacenti o portatori di un certo peso filosofico solo per quanto concerne il primo derivato, mentre il fantasy mi ha portato a visionare pellicola a tratti addirittura ridicole. Ed è stato proprio il cercare un qualcosa di fantascientifico, magari dal budget irrisorio e prodotta fuori dal suolo americano come piace tanto agli hipster intellettualoidi, a farmi incappare in questa pellicola semi-fantascientifica che parla di cloni e sentimenti. Cose con le quali l'intellettualoide medio ci va a nozze, e da bravo caprone che vuole tirarsi fuori dalla massa quale sono non ho mancato di visionarlo.

Rebecca e Tommy si conoscono da bambini quasi casualmente, e instaurano fin da subito una fortissima amicizia. Il tempo li costringe a dividersi, ma dodici anni dopo Rebecca fa ritorno al proprio paesello Natale per ritrovare il suo amico d'infanzia, instaurando con lui una relazione amorosa, che però durerà poco perché lui morirà investito da un'auto in corsa. Rebecca però dopo l'iniziale sconforto agirà in maniera non propriamente ortodossa: si fa trapiantare nell'utero un clone di Tommy, cercando di crescerlo e di averlo così nuovamente a sé una volta diventato adulto.

La trama era intrigante e perversa quanto bastava, e la presenza di quella toponzona di Eva Green (bellissima e bravissima) aveva dato il colpo di grazia alle mie aspettative. Mi aspettavo il miracolo, e invece... noia, solo e unicamente infinita noia. Perfino Eva Green recita vestita tutto il tempo, cosa insolita da parte sua. Il film, tanto per cominciare, pecca di una mostruosa voglia di prendersi sul serio a tutti i costi, cosa che già nelle persone mi da molto fastidio, e che nelle opere artistiche mi fa partire parecchio prevenuto. Ad aggravare il tutto quindi viene anche un ritmo oscenamente lento, fatto di inquadrature lentissime e immobili dove per la maggior parte del tempo non succede quasi nulla. Un ritmo davvero soporifero che non perdono al regista e sceneggiatore Benedek Fliegauf, che se sa dove mettere la macchina da preso in modo da avere delle inquadrature molto particolari, non sa bilanciare il ritmo generale senza che lo spettatore si addormenti ogni cinque minuti. Ma anche se la cosa venisse fatta non sarebbe un gran danno, perché in questo film non succede praticamente nulla. Visto quel che basta per capire l'input di partenza, si può visionare il tutto saltuariamente, magari andando al bagno senza mettere in pausa, e capire tutto ciò che questo teatrino del nulla vuole propinarci. A questo mettiamo pure una sceneg-giatura davvero mal fatta, che non ci descrive per nulla il mondo qui mostrato [anche se i posti citati esistono, non vuol dire che sia la Terra come noi la conosciamo] senza nessuna spiegazione sull'ambiente narrativo oltre che come questa clonazione extrauterina sia stata resa possibile. Il film ovviamente punta su qualcosa che non è la corretta gestione e creazione di un nuovo mondo quanto una voglia di raccontare i sentimenti della protagonista, e questo si vede, ma un minimo di particolari in più per rendere tutta la faccenda altresì ridicola un poco credibile è doveroso. Anche il tema del razzismo verso i bambini clonati, tema molto interessante anche se non particolar-mente nuovo, è appena accennato in maniera piuttosto sfuggevole, e mi sarei aspettato che il piccolo co-pro-tagonista fosse venuto a scontrarsi con questa dura realtà in maniera decisamente più incisiva - per quanto ance l'indifferenza, alle volte, sia la lama più affilata. A questo punto resta da dire che il merito migliore, oltre che alla stupenda fotografia, va per la maggior parte all'ancor più bella Eva Green, che riesce a dare un'espressività minimale ma incisiva nonostante il suo personaggio sulla carta faccia parecchie lacune. Non capisco infatti come mai sia così trattenuta in tutto, anche quando il suo amore morirà in quella scena così minimale da essere quasi ridicola, e come mai nonostante la sua assoluta posatezza sceglierà una pratica così rischiosa e anomala, sputtanando quello che era il vecchio credo del suo compagno, ambientalista che poco prima di morire voleva portarla a fare un sabotaggio a un'industria che si occupava di clonazioni. Insomma, uno smaronamento colossale, anche se fra la moltissima noia si respira un qualcosa di significativo, anche se per poco tempo. Forse sarò io che in questo periodo mi sono rincoglionito troppo coi film della Marvel e pallottoloni vari da non riconoscere più la vera arte, ma finirlo di vedere è stata una vera impresa. 

Non lo sconsiglio in toto, e credo che ad alcuni verrà anche a piacere, ma io ne sono stato provato in maniera molto dolorosa. Di sicuro qualche fighetto alternativo dirà che è nello per tirarsi fuori dalla massa.


Voto: ★★

Nessun commento:

Posta un commento

Ragazzi, mi raccomando, ricordiamoci le buone maniere. E se offendete, fatelo con educazione U.U