venerdì 4 gennaio 2013

Blood story


Ci sarebbero mille e più motivi per denigrare a prescindere i remake. Non è raro infatti che da un buon film straniero ne venga tratto un omologo stellestrisce tutto grafica ed effetti speciali, che banalizza quanto detto in precedenza creando le ire dei fan dell'originale. Era successo all'inizio degli Anni Zero con gli horror giapponesi, e adesso sembra stia succedendo lo stesso coi thriller svedesi. Insomma, mica li biasimo, pure io mi 'rifarei' certe svedesi che dico io, ma purtroppo gli unici sfoghi alle volte rimangono le proprie passioni e internet. E non necessariamente in quest'ordine. Deliri a parte, quest'oggi ci concentriamo su un film che ha saputo sorprendermi, proprio perché mostra una certa validità pur essendo un remake del pregevolissimo Lasciami entrare di Tomas Alfredson. Sì esatto, quello con la bambina vampira asessuata.

Siamo ancora nei primi anni ottanta, ma stavolta in Nuovo Messico. Il ragazzino tormentato si chiama Owen, mentre la bambina vampira Abby. Questi sembrano essere gli unici cambiamenti significativi nella trama, che per questione ti tempo non trascriverò nuovamente. Se volete posso parlarvi di come ho passato il pomeriggio a cacciare lucertole nel torrente e... ah, non v'interessa? Ok...

Strano a dirsi, ma il film mi è anche piaciuto! E questo forse perché il buon Reeves, già autore di quella piccola perla che fu Cloverfield, non era intenzionato a rifare il film di Alfredson, ma decise di ripartire da zero facendo una propria versione del romanzo, accontentando così lo svedese che temeva che il proprio lavoro diventasse un qualcosa di troppo mainstream. Le differenza quindi ci sono, e anche tante, come anche tante sono le pecche delle quali questa pellicola americana è pregna, senza però che il tutto faccia tracimare di negatività l'opera rendendola inguardabile. Ovviamente non ci si può aspettare la crudezza e la trattenuta crudeltà dell'originale, e infatti qui si presenta una messa in scena patinata e molto coreografica, ma il lavoro svolto dal regista americano si può dire davvero ben fatto. Ne guadagna il ritmo della visione, che pur non presentando tempistiche da action hollywoodiano, riesce a far scorrere i minuti in maniera del tutto fluida e rapida, tanto che si finisce il film senza accorgersi del tempo passato. La regia si dimostra quindi ben bilanciata, offrendo anche delle trovate davvero d'effetto e di grande raffinatezza, che con pochi dolly o dei movimenti minimali della macchina da presa conferiscono tutta la tensione necessaria. A me aveva particolarmente colpito l'effetto ottenuto durante la scena dell'incidente del 'genitore' di Abby, che fa entrare (nel vero senso della parola, senza però che lo si lasci) nell'azione, vivendola con lo sventurato duo di personaggi. A questo mettiamo anche la fotografia davvero azzeccata di Greig Fraser, e visivamente siamo davanti a qualcosa di davvero superlativo. E' però la sceneggiatura fatta dallo stesso regista a presentare qualche pecca, che comporta senz'ombra di dubbio qualche eccessivo alleggerimento di alcuni passaggi che nella versione svedese - e ancor prima nel libro di Lindqvist - mi erano garbati non poco. La storia sui genitori di quello che doveva essere il piccolo Oskar è totalmente lasciata perdere, e la madre diventa solo una persona molto infoiata con la religione (cosa che si evince da un rapido discorso fatto col padre al telefono, poi) che vediamo in pochissimi passaggi. I compagni di scuola che lo bullizzano quotidianamente invece mantengono una cattiveria ben dosata, che non eccede quasi mai, ma quello che mi ha infastidito di più è stata la totale eliminazione del personaggio di contorno che nella versione svedese era quello del ciccione che parlava troppo. A fare la sua fine abbiamo un comprimario decisamente meno odioso, cosa che fa risaltare il discorso solo per la metà di quello che doveva valere, e la scena alla piscina non ha la stessa potenza visiva di quella del film nordico. Il problema maggiore del film però rimane quello marginale, la piccola cosa che non permette una totale completezza. Questo Le me in (incomprensibile il titolo 'italiano') appartiene in tutto e per tutto al genere, incappando negli ovvi tranelli che un'operazione simile comporta, sacrificando molto di quella che era la denuncia sociale che stava alla base. Molto meno realistico, e quindi molto meno polemico, per certi versi. Lasciami entrare non era un horror, questo lo è. E per certi versi, tale rimane. Ma lo rimane dignitosamente, e quindi lo consiglio a tutti coloro che vogliono rivedere i medesimi temi trattati in una maniera molto più leggere e consona agli standard moderni. Da guardare con moderazione, ma senza eccedere con la cattiveria. Se non altro il regista ha avito l'ardire di ribellarsi alla produzione (che è quella della Hammer film, storica casa che ci ha donato delle piccole perle horror del passato) che voleva alzare l'età dei personaggi, facendo tracollare del tutto il senso.

Insomma, nonostante sia meno scorretto del film svedese o del libro, è un remake coerente e ben fatto, che di certo si può definire migliore di molte altre schifezze. E già questo non è poco!


Voto: ★★

6 commenti:

  1. Quando era uscito avevo pianto lacrime di sangue, già pronta a scagliarmi contro ogni fotogramma.
    E invece aveva sorpreso anche me.
    Non è all'altezza dell'originale, che conserva una poesia e una malinconia inarrivabili, ma è comunque una degnissima rivisitazione con un incredibile Richard Jenkins e una bravissima Chloe Moretz.

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    1. E dire che già mi aspettavo le bottigliate per averlo giudicato positivamente XD film degnissimo, senza dubbio alcuno.

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    2. Le bottigliate le da solo il Ford :PPP
      Io al limite sparo Bolle di sapone XD

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    3. Eh ma la rabbia trasforma in peggio le persona, lo sai bene ^^

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  2. Ottimo remake, dona nuova linfa alla storia. Il titolo incomprensibile deriva da una mirata idea di marketing, inserire la parola Blood all'interno del nome del film avrebbe portato più persone al cinema. Secondo loro, ovviamente... :)

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    1. Da "Lasciami entrare" a "Lasciami cambiare", insomma... XP
      Un particolare sul quale però non mi dilungo troppo. Già il fatto che sia un remake valido è un miracolo di per sé, manca solo che vogliano farci un seguito XD

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Ragazzi, mi raccomando, ricordiamoci le buone maniere. E se offendete, fatelo con educazione U.U