giovedì 3 gennaio 2013

Cannibal holocaust


Volete che un pazzo sadico bastardo come il sottoscritto non abbia mai sentito parlare di questo film? Ebbene sì, la pluricelebrata pellicola di Ruggero Deodato, sovrano incontrastato di un certo horror di stampo italico, aveva avuto modo di girare fra le mie mani nei primi anni delle superiori. Me l'aveva passata l'amichetto anarcopunk che da bravo alternativo voleva offrirmi una visione cinematografica altrettanto alternativa, che potesse farmi disprezzare ancora di più dal questo mondo corrotto e perbenista. E anche da mia mamma, che era incappata in casa proprio quando sullo schermo si stagliava la famosa scena che è diventata una sorta di simbolo di questo film. ma alla fine la domanda è sempre una e una soltanto: questa pellicola vale o no? Scopritelo insieme a me [quanto fa film porno questa frase?]...

Dei documentaristi scompaiono nella jungla amazzonica, dove erano intenti a realizzare un servizio di riprese sugli indigeni cannibali che lì vivono. Dopo sei mesi dalla loro scomparsa il professore Harold Monroe parte alla loro ricerca, trovandone però solo i frammenti delle loro riprese. Il visionarli porterà a galla la crudele verità...

Diviso idealmente in due parti, Last road to Hell e The green Inferno, il film vorrebbe essere un'ideale accusa contro il monopolio dell'informazione televisiva. La prima parte infatti è dedicata alla ricerca in prima persona nella foresta dei quattro reporter, e la seconda alla reazione che le riprese suscitano nel mondo moderno e civilizzato. E qui parte anche l'ideale interrogativo: chi sono alla fine i veri cannibali, quelli amazzonici, i reporter o i mass media che mercificano il massacro? Tutte cose che possono avere una loro logica coerenza ma che qui sono asservite a un autocompiaciuto grand guignol che davvero, non mi ha detto nulla. La fama su quanto possa essere macabri e torbido è ben meritata, ma strano a dirsi sono riuscito a resistere alle varie scene di tortura. Ad impressionarmi per la maggiore sono state quelle relative agli stupri, ma questo perché è un tema al quale non so rimanere indifferente, e giuro, vedessi un uomo in procinto di compiere un atto simile, credo proprio che sarei addirittura in grado di ammazzarlo - ma queste sono affermazioni da bar, comunque per sottolineare quanto mi fa incazzare anche solo il pensiero di una cosa simile. Ma la cosa peggiore del film non è la violenza in sé, ma il modo in cui viene usata. Il messaggio finale occupa solo una breve dichiarazione di durata davvero irrisoria, e la pellicola si concentra sulla violenza estremamente ostentata che occupa tutta la parte centrale del film. L'ho trovata una provocazione facilona e poco studiata, che in mezzo a tutta quell'effettistica casereccia ha davvero ben poco da dire. E non venite a dirmi che si tratta di un fiero esponente del genere cannibal italico, perché anche se d'annata, la merda rimane merda a mio avviso. Qui non ho visto una qualche annata, ma solamente violenza fine a sé stessa, spacciata con molta spocchia come viatico per la satira del sistema. La satira penso sia ben altro, e penso che chi è capace di farla la applichi in tutt'altra maniera. A mio parere un film di infinita bruttezza che andrebbe boicottato, ma c'è dell'altro per cui questa pellicola meriterebbe di essere bruciata, come avevano minacciato di fare ai tempi con Bertolucci. Qui si vede l'uccisione di diversi animali, cosa che è stata fatta realmente per le riprese del film, causando la giusta indignazione che un atto simile comporta. Ora specifico, io non sono uno di quegli ipocriti che guarda Paperisisma e dice che: "Quando si fanno male gli uomini rido, ma quando ci vanno di mezzo gli animali no", semplicemente, io non godo della sofferenza di nessuno. Manco di chi, forse, se la meriterebbe - ma chi sono io per essere giudice? E qui c'è solo rappresaglia, sia verso gli innocenti che verso chi se lo merita. Per una pellicola questo è abbastanza per argomentare un discorso tanto pretestuoso? Io credo di no, pertanto bollo questo film come merda. Manco sul versante attoriale c'è molto da dire, a parte per la iconica presenza di Paolo Paoloni, il Megadirettoregalattico della celeberrima saga di Fantozzi. Di gran lustro invece le musiche di Riz Ortolani, forse l'unica cosa salvabile di questa cloaca, che nonostante tutto è diventata un cult. Mi chiedo proprio se Ruggero Deodato, il regista e ora scrittore saltuario per la rivista Nocturno, non potesse continuare a fare l'aiuto regista per Rossellini e basta. So che questo film ha molto successo fra i gironi del trash, che all'epoca entusiasmò Tarantino e che molti anarcoidi hanno modo di amarlo, ma proprio non ce la faccio a sostenere tutta questa violenza gratuita, passata poi con un finti scopo di denuncia.

Vabbeh, contenti loro, io vivo anche senza. E mi farebbe dormire più tranquillo se anche voi faceste lo stesso.


Voto: 

2 commenti:

  1. Oh, finalmente!
    Sono più che d'accordo. E vogliamo parlare di tutta la dietrologia commerciale che ha avuto 'sta roba? Tutti i processi per il presunto snuffing? In una sola parola: inaccettabile. E finalmente trovo qualcuno che concorda. :-)

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    1. La 'dietrologia' [scusa, nel vedere la locandina e leggere questo termine faccio degli accostamenti veramente squallidi XD] mi sono dimenticata di accennarla, ma a mio avviso è il problema minore. Il problema è che questo film è un caccona, ed ha pure la pretenziosità di aver qualcosa da dire.
      Mi stupisco anch'io che piaccia a così tanta gente.

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Ragazzi, mi raccomando, ricordiamoci le buone maniere. E se offendete, fatelo con educazione U.U