martedì 1 gennaio 2013

Cloud Atlas


Ne avevo sentito parlare molto di questo Atlante delle nuvole, prima leggiucchiando qualcosa nell'etere e nei vari blog di cinema che seguo, poi sentendo dei vari lavori che si erano mossi in merito. Insomma, sembrava che i fratelli Wachociosi, dopo una serie di colpi bassi e andati male, finalmente avessero trovato la strada giusta, facendo un film che facesse dimenticare l’ombra della trilogia cyberpunk che si portano dietro da più di un decennio, dando inizio così a una nuova era autoriale. Andando avanti con le mie indagini scoprii che era tratto da un libro di David Mitchell, autore del quale purtroppo non ho avuto modo di leggere nulla, manco il libro dal quale è stato tratto questo film a causa di altri titoli che avevo rimandato da troppo tempo e che non potevano aspettare oltre. Un giorno al cinema però ebbi modo di vedere il primo trailer italiano, e devo dire che la cosa cominciò a incuriosirmi molto, pur non avendoci capito in beneamato cazzo, però la fantascienza filosofica alla quale sembrava appartenere mi ha fatto subito pensare al meglio. Ma spesso il non capire nulla di quello che ci viene proposto fa venire sempre un po’ di curiosità, forse perché il cercare chiarezza è un istinti primordiale ed è quello che cerchiamo sempre, nonostante anche il perdersi sia un’attrattiva degna di nota.

Abbiamo modo di vedere lo svolgersi di sei storie, diverse fra loro in quanto genere, ambientazione ed epoca storica. A metà dell'800 un avvocato americano in viaggio per affari instaura una strana amicizia con uno schiavo di colore; negli anni '30 un compositore omosessuale si ritrova a lavorare presso un grande compositore impossibilitato, ma il loro rapporto degenererà; negli anni '70 un'avvenente giornalista cerca di impedire la costruzione di un reattore nucleare; ai giorni nostri un anziano editore viene rinchiuso con l'inganno da suo fratello in una casa di riposo; nella Seul del 2144 un clone appartenente a una fabbrica di fastfood si allea con dei ribelli; mentre nel 2321, dopo un'apocalisse non ben specificata, un indigeno perseguitato dai sensi di colpa e da alcune visioni si allea con una esponente di una civiltà tecnologicamente più avanzata.

In poche parole... minchia che due coglioni! Veramente, una delle cose più noiose che mi sia mai capitato di vedere. Sia chiaro, il film ha delle potenzialità e sembra intenzionato a sfruttarle fino all'osso, ma a lungo andare il peso della propria ambizione si fa eccessivo, finendo per farlo tracollare su sé stesso con un sonoro tonfo. Gran parte della colpa va dato alle sei storie, davvero troppe per un unico prodotto e che rischiano di far perdere la concentrazione anche allo spettatore più attento. Qui va dato il giusto demerito ai tre registi/sceneggiatori, i fratelloni cyberpunk e il tedesco Tom Tykwer [che inizialmente doveva essere la mente unica dietro a questo progetto], già regista de Il profumo, che spezzettano le varie storie con una logica quasi casuale, creando delle vere e proprie problematiche a livello di ritmo narrativo. Anche il fatto di avere tre menti dietro la macchina da presa ha contribuito a una sorta di schizofrenia poco digeribile, poiché avendo gestito ognuno delle parti diverse in contemporanea - i Wachowski quelle più fantascientifiche, mentre a Tykwer sono toccate quelle più 'reali' - con due troupe diverse hanno fatto in modo che nel tentativo di uniformare i loro stili venisse a crearsi un appiattimento registico che in alcuni punti sfiora addirittura il ridicolo, entrando in diverse facilonerie che proprio non sono riuscito a digerire. Certo, ci sono alcuni momenti degni di nota, ma non sono abbastanza per risollevare le sorti di un progetto confuso ed eccessivamente desideroso di portare a termine un discorso incompiuto già in partenza. Non posso dire se parte della colpa va a riscontrarsi addirittura nell'originale cartaceo, non avendolo letto, ma il risultato cinematografico che ho avuto modo di visionare si è rivelato solo un lungo ed infinito ammucchiare di storie, montate alla bell'è meglio, alcune delle quali presentanti anche delle facilonerie di trama che mi hanno fatto storcere il naso. Si evince un senso filosofico davvero profondo, che ricalca un discorso molto interessante su come ogni nostra azione ricalchi un proprio peso sul futuro della storia, che per essere enfatizzato ha visto un coinvolgimento degli stessi attori in tutte e sei le storie, alcuni truccati in maniera davvero irriconoscibile in modo che potessero moltiplicarsi e interpretare così molteplici ruoli, ognuno diverso dall'altro e dando prova così della loro immensa bravura. Sul punto di vista attoriale infatti si possono fare solo lodi, a cominciare da un redivivo Tom Hanks, affiancato da una bellissima Halle Barry, anche se mantiene alta la bandiera un versatilissimo Hugo Weaving. Il trucco migliore però è quello di Jim Sturgess, orientalizzato nel segmento della Korea futuristica, e pure Hugh Grant riesce a togliersi di dosso l'alone da eroe da commedia romantica col quale molti lo conoscono. Ci sono anche dei tratti in cui la pellicola cerca di essere autoironica, ma sono solo dei brevi sprazzi che finiscono per stonare totalmente con l'eccessiva serietà con la quale andrà a prendersi per tutto il resto degli infiniti minuti di visione. La durata eccessiva infatti è un altro elemento che per molti giocherà uno scomodo ruolo. Da quello che sto leggendo per la rete questo film ha saputo dividere. Per molti è stato un boccone fin troppo amaro ed abbondante, per altri invece un capolavoro. Io so che per quasi tutta la durata ho continuato a sperare che finisse in fretta, perché proprio cominciavo a non poterne più di queste storie che continuavano a non compiersi, proseguendo poi senza che ci fosse un avvenimento (o una banalissima sequenza d'azione) che desse il giusto momento di pausa.

Potrà incuriosire - e non mi vergogno ad ammetterlo, ha tutte e carte per solleticare l’interesse - ma non lo consiglio a coloro che vogliono opere stringate e concise.


Voto: ★★ ½

7 commenti:

  1. A me ha convinto, come puoi vedere nella mia recensione, anche se condivido gli errori che tu hai sottolineato.

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  2. "In poche parole... minchia che due coglioni! Veramente, una delle cose più noiose che mi sia mai capitato di vedere. Sia chiaro, il film ha delle potenzialità e sembra intenzionato a sfruttarle fino all'osso, ma a lungo andare il peso della propria ambizione si fa eccessivo, finendo per farlo tracollare su sé stesso con un sonoro tonfo. Gran parte della colpa va dato alle sei storie, davvero troppe per un unico prodotto e che rischiano di far perdere la concentrazione anche allo spettatore più attento." HAHAHA GRANDE!!! Sono dello stesso avviso!

    "Io so che per quasi tutta la durata ho continuato a sperare che finisse in fretta, perché proprio cominciavo a non poterne più di queste storie che continuavano a non compiersi, proseguendo poi senza che ci fosse un avvenimento (o una banalissima sequenza d'azione) che desse il giusto momento di pausa. " Per me è stato lo stesso, anzi, ti dirò di più. MAI mi era successo al cinema di essere impaziente di andarmene. A un certo punto mi sono anche appisolata. Che tristezza... Epperò il film proprio non mi ha presa.

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    1. Noto che sta dividendo, c'è chi lo osanna come capolavoro o come cazzata cosmica. Chissà, magari fra qualche anno lo rivaluteremo XD

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    2. Per me addormentarmi al cinema è una cosa gravissima. Cioè,se è successo,è grave...

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  3. Caro Jean Jacques, credi che tu ti sia dimenticato per strada un paio di stelline ;)
    Leggi il libro leggi il libro leggi il libro non sai che ti perdi :)

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    1. No, ho dimenticato un paio di apprezzamenti su Halle Barry, piuttosto ;)
      Eh non sei il primo che me lo dice :/ solo che con tutte le cose in arretrato che ho da leggere ultimamente non so quando sarà possibile, purtroppo...

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Ragazzi, mi raccomando, ricordiamoci le buone maniere. E se offendete, fatelo con educazione U.U