domenica 6 gennaio 2013

Cloverfield


Non sono un grande amante dei monster movie, a parte per le serate trash fatte con gli amici a base di popcorn, qualcosa di alcolico [bugia, sono mezzo astemio] e tante battutacce fatte per commentare ciò che si sta visionan-do. E mi piacciono ancora meno i film girati come se fossero dei mockumentary (anche se questo è un found footage), ovvero dei film girati con una telecamerina a mano dagli stessi protagonisti. Sarà forse il malevolo ricordo dell'orrido Blair witch project, ma proprio sono qualcosa che non riesco a digerire. Poi ci sono sempre le eccezioni. L'ultima è stato il recente Chronicles, ma il capostipite di questo ricredersi artistico fu proprio il Cloverfield qui recensito. E dire che all'epoca non ero manco fan di Lost, del quale J.J. Abrams, uno degli autori della superserie televisiva, era qui presente nelle vesti di produttore.

A Manatthan, durante la festa d'addio per un amico che dovrà intraprendere a breve un viaggio di lavoro, un mostro si abbatte sulla città. Il festeggiato, l'ex ragazza con la quale si era lasciato in maniera burrascosa e tre loro amici cercano di darsi alla fuga, fra i ruderi lasciati dalla creatura ed i militari che cercano di porre rimedio.

I cultori della fantascienza più cerebrale e logica rimarranno delusi, suppongo. Non si saprà mai da dove viene il mostro, né perché la gente esplode quando viene morsa dai suoi piccoli. La creatura è solo un pretesto per inscenare la grande fuga che qui avremo modo di assistere per tutta l'ora e mezza di durata della pellicola. Il film è a low budget [è costato solo venticinque milioni di dollari], ma da quanto è ben fatto negli effetti speciali non si direbbe, e più volte si avrò l'impressione di aver a che fare con un kolossal. Da questo punto l'intera produzione è solo da stimare, per il buon lavoro fatto a dispetto dei mezzi ridotti. Tutto merito quindi dello sceneggiatore Drew Goddard, che imbastisce una trama arricchita dalle varie interazioni dei comprimari che durante la fuga nella città desolata avranno modo di palesarsi in tutta la loro moderata potenza psicologica, rendendo quindi l'opera leggibile su più di un livello. Non stiamo parlando di un qualcosa che trascende il genere, ma che pur essendo profonda-mente amalgamato nello stesso riesce a dare una lettura non superficiale a ciò che viene mostrato dalla macchina da presa. Tutto questo è possibile grazie anche alla regia di Matt Reeves che trova il giusto equilibrio fra la cao-ticità che uno stile di ripresa come questo comporta e la giusta calma per far comprendere anche allo spettatore meno attento quello che sta succedendo. Non ci sono musiche per accompagnare e ad alleggerire la visione, ma solo il rumore dei passi e il ruggito della bestia, oltre che gli ansimi dei cinque protagonisti, e quindi l'immedesi-mazione è immediata. E' su questo che la pellicola punta infatti, l'immedesimazione coi protagonisti. Purtroppo chi si aspetta di più verrà decisamente deluso, ma il film si dimostra coerente con questa sua volontà ricreando qual-cosa che vale da pena di essere visto, specialmente in un panorama deludente e anonimo come quello di adesso. Non male anche il complessivo design del mostro, che ho trovato davvero figo e ben costruito con quel suo corpo così asimmetrico e pipistrelliforme, e qui infatti dobbiamo fare tanto di cappello alla Double Negative a ai Tippet Studios, questi ultimi già responsabili della gestione degli effetti speciali computerizzati dei più grandi franchise degli ultimi anni - tipo la saga di Twilight e per molti altri film a sfondo avventuroso di Steven Spielberg - che han-no saputo rendere credibile una scena assurda come quella della testa della Statua della Libertà già presente nel trailer. Poco da dire sugli attori, quasi tutti provenienti dalla tv o da qualche altra piccola produzione, ognuno di loro fa quello che può senza brillare ma nemmeno sfiorando l'insufficienza, creando una buona sinergia di gruppo. Se non altro le tipe sono mediamente gnocche, piccola consolazione perché non ci sarà possibile vederla in pose o vestiari particolarmente succinti. Una a un certo punto esplode, ma se vi piacciono cose simili forse dovete farvi un pochetto curare...

Io lo consiglio per quella che può rivelarsi come una buona serata di cazzeggio. Vi ritroverete a guardare un film che può essere soggetto a tutti i doppisensi del cinema catastrofico-trash, ma che a fine visione vi saprà offrire qualcosa in più del solito divertimento al fulmicotone.


Voto: ★★★

4 commenti:

  1. Ero partita con gli stessi pregiudizi per poi sentirmi coinvolta nella storia e sobbalzare dalla poltrona di continuo! Se le cose le si sanno fare, funzionano!

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    1. Eccome! Poi parliamo di un regista che ha fatto un remake decente ["Blood story"]. Mi sa che Reeves è specializzato nel sovvertire le aspettative, quando farà un film con dei buoni presupposti farà una cazzatona XD

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  2. Ottima recensione, io l'ho amato molto.
    Al cinema poi era una bomba.
    Due considerazioni. L'assenza di colonna sonora è quasi obbligatorio (quasi senza quasi :) ) essendo un mockumentary.
    Del mostro non si sa nulla, è vero ma ho una chicca per te. Non so se hai il dvd o l'hai scaricato, ci vuole una definizione ottima per vederlo. Ma in una delle ultime sequenze del film, forse l'ultima?, quando si vedono loro mesi prima felici con il mare dietro guarda verso destra. Qualcosa dal cielo atterra in mare...

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    1. Grazie per i complimenti, carissimo, e ben ritornato su questi nuovi lidi ^^
      Quella della colonna sonora p vero, ma esistono anche delle eccezioni, inoltre è un particolari che a molti può dare fastidio quindi ho preferito ribadirlo. Dell'ultima scena invece non ne sapevo nulla O_o appena ho tempo vado a controllare!

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