mercoledì 30 gennaio 2013

John dies at the end


Alle volte certi film vengono distribuiti con ritardo nel nostro paesucolo, mentre altre volte non verranno distribuiti giammai. Questo John dies at the end sicuramente rientrerà nella seconda categoria. Come faccio a saperlo? Perché raramente mi è capitato di assistere a un film così folle, visionario e anarchico, che non vuole appartenere a nessun genere e che al contempo vuole rifarsi a tutti gli stilemi narrativi esistenti. Una cosa così non può aver successo della Terra dei Cachi, dove tutti vogliono sempre le stesse cose ben assestate nei generi predefiniti - e che rifuggono per puro pregiudizio i prodotti di madrepatria. Ma il fatto che forse non lo vedremo mai al cinema a mio parere è, per certi versi un been. Da un punto di vista perché lo andrebbero a vedere in troppo pochi, dall'altro perché fondamentalmente non è il film imperdibile che tutti dicono. Pur essendo così mistico, casinista, anarchico, visionario, folle... e tutte quelle robe lì.

Il tutto inizia con il nostro protagonista, David Wong, che deve affrontare un certo zombi fastidioso. Poi siamo spostato all'interno di un ristorantino, dove David deve parlare della storia a un giornalista. E narrerà di quando John... beh sì, perché c'è stato un fatto che a una festa... beh, lui è morto, ma non lo è del tutto perché... una nuova droga, chiamata Salsa di soia, circola fra i giovani, e fa provare delle esperienze extrasensoriali... ma poi c'è un complotto ai danni dell'universo... e insomma, in principio... Beh, se non l'aveste compreso, non c'ho capito un cazzo! O forse c'era davvero ben poco da capire, at the end...

Non avevo mai avuto modo di vedere un lavoro di Coscarelli, manco il suo episodio dei Master of horror [serie che ho finito con l'odiare], ma avevo avuto modo di venire a conoscenza della sua stramberia grazie ai vari recen-sori dell'etere più informati di me. Non ci volle quindi tanto prima che finissi col cercare nell'etere una versione subbata di questo film e che mi facessi catturare dalle promesse che elargiva a destra e a manca in ogni secondo. Alla fine posso ben dire che tali promesse sono state mantenute in pieno... forse con eccessiva enfasi, cosa che alla fine ha nuociuto in minima parte alla pellicola. Bastava giù un titolo così strano per invogliare alla visione, ma non poteva far presagire la pazzia che sarebbe seguita. Pazzia salutare e goliardica, certo, ma sempre eccessiva e poco controllata. Perché è inutile girarci intorno, alla fine anche l'estro creativo deve attenersi a quelle che sono delle velate regole narrative. Il problema di questo film infatti è che è così intento a svillire ogni canone narrativo per tutta la propria durata, da far divenire questa iniziale meraviglia un gioco ripetitivo che finisce per non far più ridere già da metà film. La trama è un qualcosa di volutamente ridicolo e nonsense, ma alla lunga si sente davvero la mancanza di un qualcosa che dia delle basi solide sulle quali sorreggere la serie di manierismi demenziali che susseguiranno. C'è chi l'ha paragonato a Donnie Darko, anche quello film tutt'altro che perfetto e in preda a una follia molto più controllata, ma anche se nei primi minuti le due pellicole coincidono per alcuni aspetti fra le due opere il divario è infinito. DoppiaD aveva alla base una storia solida e ben articolata che nella sua schizofrenia aveva saputo dare un messaggio, forse troppo pretestuoso o non degnamente concluso in tutti i suoi punti, e che aveva dimostrato una grande intelligenza dietro a un progetto all'apparenza strambo e campato in aria, finendo addirittura per dividere la critica. Questo film invece non ha nessuna pretesa, se non quella di mettere in fila il più grosso numero possibile di cazzate possibile senza curarsi della logica o del buon gusto ideologico e narrativo, fi-nendo per dividere anch'esso. Capolavoro del trash oppure monnezza trash senza precedenti? Due paragoni similari che però possono diventare tutt'altro se letti con più attenzione. Dal canto mio, come al solito ho fatto il neutrale mettendomi in una classica e comodissima via di mezzo, dicendo che è un film che parte con grinta per poi arrovellarsi su sé stesso senza alcun amor proprio, somigliando maggiormente a una puntata allungata di Futurama che a un film vero e proprio che dovrebbe anche far ridere. A questo poi aggiungiamo una componen-te tecnica davvero discutibile, ma l'unico colpevole rimane un budget non sufficiente. La regia di Coscarelli fa quel che deve, dandosi a delle strane impennate nei momenti più impensabili, mentre lo stesso non si può dire dei due attori protagonisti, decisamente monoespressivi come il resto del cast. Fatta eccezione operò per un Paul Giamatti, come sempre eccelso anche in parti che non lo richiederebbero, che però compare per un quantitativo di tempo decisamente ridotto.

Film per nerd cazzoni e un po' fattoni, che saprà rallegrare certe serate. O per chi vuole sentirsi alternativo vedendo una cosa conosciuta da pochi, o per chi nonostante i miei avvisi vuole guardare qualcosa di diverso e, a suo modo, memorabile. Perché devo ammettere, at the end, che alla fine un ciccinino mi è anche piaciuto.


Voto: ★★½

Nessun commento:

Posta un commento

Ragazzi, mi raccomando, ricordiamoci le buone maniere. E se offendete, fatelo con educazione U.U