sabato 5 gennaio 2013

Lincoln


Ed ecco che come ogni anno - anche se è appena iniziato - il cinema ci ripropone uno dei classici ritorni di fiamma, una di quelle pellicola tanto attese più per il grande nome che ci sta dietro che per l'argomento in questione. Stavolta tocca al beneamato Steven Spielberg, quello che alle medie era il mio regista preferito, quello che mi ha fatto appassionare al cinema con un filmetto quale Jurassic park, quello che mi ha spinto a leggere Philip K. Dick con Minority report, e tante altre cose belle tutte insieme si occupa della storia americana rileggendone una delle figure cardine. Il che mi fa tremare, perché ben attenendomi allo stereotipo sono ben con-scio di quanto gli uomini stellestrisce possono essere davvero pesanti e retorici su quelle che sono le figure che hanno segnato la storia del loro amato/odiato paese. E per quanto il buon zio Steve sappia essere un narratore eccelso, la sua natura geografica mi spaventa spesso quando ci sono di mezzo progetti come questo. Insomma, non è che io sono razzista... sono loro che sono americani!

Il film si rifà al libro biografico del drammaturgo Doris Kearn Goodwin, e vediamo il sedicesimo presidente americano sul finire della Guerra di Secessione americana, concentrandosi sui suoi sforzi per abolire la schiavitù con il tredicesimo emendamento.

Anche se non in maniera marcatissima le mie paure si sono rivelate fondate. Questo Lincoln, non che l'aspettassi con chissà quale entusiasmo, si è rivelato una mezza delusione, più per il grande nome che sta dietro a questo progetto che al film in sé. Non è la prima volta che lo zio Steve si mette a fare un biopic [pensiamo al bellissimo Schindler's list, o al mediocre The terminal], ma qui più che altro siamo più vicino alle parti di Amistad, anche per il tema comune della schiavitù che viene toccato. Tecnicamente la pellicola rasenta la perfezione, con una scenografia davvero sontuosa e una fotografia davvero eccelsa, che fa piombare lo spettatore in mezzo a quell'ambientazione, facendogli credere di essere proprio nell'800 e di star discorrendo insieme ai politici vari come il paese debba muoversi in vista dei tempi che stanno arrivando. Tutto questo è costato 'solo' 50 milioni di dollari, quando film che possono vantare una budget decisamente superiore sono fatti in maniera molto più posticcia e raffazzonata. Ma questo è un discorso che si può anche evitare, perché mi pare poco plausibile che un artigiano come il nostro Steve non sappia come ottenere il massimo risultato con la minima spesa, specie dopo tutti i decenni passati dietro a una macchina da presa, e infatti qui le bellissime inquadrature danno al tutto una forma visiva davvero azzeccata e un ritmo non indifferente per un film di questo genere. Quello che non mi permette di dare un giudizio più che positivo alla pellicola, però, è l'eccessivo lirismo messo al servizio di una figura simile. Il film non risulta abbastanza obiettivo, impregnato fino in fondo della propria americanosità, e sembra più impegnato a ritrarre la figura di Lincoln come il classico uomo saggio delle favole anziché raccontare una versione più plausibile di come la storia andò. L'idealizzazione, come d'altronde fa ben evincere la locandina, è quanto più più assoluto sia stato fatto, cosa che impedisce a un certo tipo di pubblico una particolare identificazione col protagonista, che mostra ben poche zone d'ombra a favore di quello che il pubblico medio vorrebbe vedere quando si parla di colui che ha segnato in quel modo la nazione. Restano comunque ben studiate le varie interazioni col Gabinetto, e i vari sotterfugi usati dai politici per aderire ai loro scopi, cosa che danno alla prima parte della pellicola il giusto brio, senza però andare più in là del compitino ben fatto. Non mi stupirei infatti se in un futuro questo film venisse imposto come visione obbligatoria nelle scuole americane, poiché qui l'intento mi sembra più didascalico che artistico. Da masturbazione perenne il cast, sul quale regna incontrastato un Daniel Day-Lewis (inizialmente fu considerato per il ruolo Liam Neeson, mentre la versione italiana è doppiata da Pierfrancesco Favino - che per carità, è un ottimo attore, ma non è un doppiatore) in ottima forma, che porta sulle proprie spalle una parte che sulla carta doveva risultare davvero imponente, e alla quale lui fornisce la giusta dignità con stoica devozione. Lo affiancano numerosi com-primari, tutti di ottimo livello, fra i quali possiamo vedere anche Joseph Gordon-Levitt. L'edulcorante ideologia da buon cittadino purtroppo abbonda, ma senza mai rasentare livelli troppo zuccherosi o irritanti, ma non basta questo a risollevare un film forse troppo pomposo e ideologico. E l'ideologia mi spaventa quando viene impiegata nell'arte, specie quando si vanno a descrivere personaggi che hanno fatto parte di un credo ideologico, perché è difficile capire a un certo punto dove finisca l'uomo e dove inizi l'idea che il mondo e la storia si è fatta di lui.

Gli amanti della Hollywood più classica decisamente lo adoreranno per via del suo accademismo, ma chi cerca un qualcosa di più reale e sfaccettato rimarrà deluso.


Voto: ★★

4 commenti:

  1. A me la maestria, il lirismo e la retorica con tutto quello che hai detto e che non contesto perché terribilmente vero, mi mettono l'acquolina però. ;-) So che Spielberg risulti spesso così patriottico, poi però alla fine vince il suo modo certosino e da almanacco di destreggiarsi con la macchina da presa. Sono curiosa...poi ti dirò la mia. ;-)

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    1. Qui è una questione di gusti, e non ribatto U.U sono comunque curioso. Fammi sapere al più presto ^^

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  2. Il solito Spielberg banale, elementare, retorico. Non mi è mai piaciuto Spielberg. Il mio regista preferito, fin dalle medie, è sempre stato Coppola. Poi è arrivato Scorsese e lì sono stati cavoli, perché è un altro straordinario.

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    1. Alle medie Spielberg era il mio regista preferito, e infatti sono cresciuto con "Jurassic park" e i vari "Indiana Jones". Ma rimane questo fatto, Steve è bravo a fare storielle, non film impegnati - a parte "Schindler's list" che è struggente...

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Ragazzi, mi raccomando, ricordiamoci le buone maniere. E se offendete, fatelo con educazione U.U