venerdì 1 febbraio 2013

Cercasi amore per la fine del mondo


Una delle cose alle quali non riesco a resistere sono le commedie indipendenti americane, quelle che magari arri-vano da noi con un poco di ritardo, magari dopo aver visto al Sundance Film Festival, e che aizzano una serie di dibattiti interminabili. Tutte caratteristiche al quale questo Seeking a friend for the end of the world appartiene almeno su carta. Senza contare poi che i due attori protagonisti sono Steve Carell, attore che pur avendo fatto molti film non particolarmente memorabili, salvo alcune accezioni, ha una presenza scenica che incarna perfetta-mente lo sfigato medio dei nostri tempi oltre che un garbo comico senza pari, e la bellissima Keira Knightley, at-trice a mio parere davvero brava che, pur non essendo particolarmente popputa [minchia, è una tavola!] sa risul-tare davvero seducente anche con una semplice camminata. Senza contare che poi questa è un'opera prima, quindi l'interesse sale maggiormente dato che forse ci si trova di fronte a un nuovo fenomeno della settima arte da iniziare a seguire...

La fine del mondo è prossima! L'asteroide Matilda è in procinto di schiantarsi sulla terra, e gli sforzi per cercare di distruggerla sono risultati vani. Al mondo quindi restano solo e unicamente tre settimane di vita. Dodge, assicu-ratore abbandonato dalla moglie (che fra parentesi, è la consorte di Carrell anche nella realtà), ha modo di cono-scere Penny, sua stralunata vicina, disperata perché a causa della propria pigrizia non può raggiungere i genitori in Inghilterra. Dopo aver trovato una lettere di un suo vecchio amore del liceo, Dodge parte con Penny verso un folle viaggio, prima che il mondo finisca, affinché ognuno riesca a fare nelle ultime ore di vita la cosa giusta...

Di commedie che mischiano i generi se ne sono viste oramai di tutte le salse. Non è quindi un errore dire che in narrativa il genere puro non esiste quasi più e che quelle volte nelle quali viene proposto un senso di deja-vu verso altri millemila titoli è imminente. La commedia catastrofica qui presentata dalla sceneggiatrice Lorene Scafaria, alla sua prima regia dopo aver realizzato gli script per alcune commediette hollywoodiane, offre dei buoni spunti che però non riesce a mantenere per tutta la durata. Cosa tipica di molti esordi, anche se l'ormai consolidata carriera dell'autrice avrebbe dovuto insegnarle quali sono i tranelli da evitare nel narrare una storia. La prima ora è un qualcosa di assolutamente gradevole e brioso che prosegue con un crescendo continuo di ilarità e simpatia, presentando anche alcune situazioni drammatiche ma mantenendo sempre un livello di umorismo mai troppo sbroccato o irrispettoso, senza cadere nella depressione più pura. Tutte cose che fanno invogliare nel proseguire la visione, mantenendo alto il livello di aspettativa già preesistente da un qualcosa che si offre con questa idea così originale. Purtroppo la mezz'ora finale si dimostra un qualcosa di assolutamente mal gestito, con delle cadute nel buonismo davvero disarmanti che raggiungono dei livelli di stucchevolezza davvero osceni, smerdando quanto detto in precedenza. Si recupera un attimo sul finale, gestito con una parvenza dell'agognata delicatezza iniziale, ma oramai il danno è fatto. La storia oramai è bella che rovinata dai caratteri troppo sui generis che si andranno a ritrovare nella seconda parte, oltre che alle melensaggini già citate, insieme al fatto che tutti gli incontri fatti sono davvero ininfluenti per lo sviluppo della trama. Rappresentano certo dei modi diversi di reagire all'imminente catastrofe, ma non si tratta di nulla che non sia già stato visto in altre pellicola decisamente più riuscite od edificanti, lasciando così un senso di inconcludenza a fine visione. Nessuno di essi fa maturare i due personaggi, a parte quello finale, e infatti andranno a incamminarsi sempre più in un'America che poco o nulla di interessante ha da offrire, senza che possano apprendere nulla da questi incontri. A questo non sa sopperire una regia davvero troppo classica che adotta la formula della semplicità, cosa efficace se questa fosse stata una normale commedia, ma che qui sa davvero di occasione mancata. Il film come avrete capito quindi mi ha lasciato davvero un gran senso di amarezza, perché proprio con quell'inizio cinico e a tratti davvero dissacrante mi aveva fatto sperare in un qualcosa che nonostante la base di partenza modesta potesse arrivare a esplodere col giusto botto. Rimane solo una storia dal finale agrodolce che però tende troppo al dolciastro, oltre che un cast davvero di tutto rispetto. Steve Carell è fenomenale come sempre e sebbene la mia amata Keira giochi a fare il personaggio vagamente schizzoide che ha abbracciato nelle ultime produzioni, fa egregiamente la propria parte - ma non badateci troppo, parlo col cuore di uomo innamorato... Molto gradevole anche la comparsata dell'immenso Martin Sheen, forse in quella che è la sequenza più odiosa ed ipocrita di tutte, insieme al fine buonista e davvero superficialotto.

Non tutto quello che è indipendente è oro, purtroppo, e questa pellicola me ne ha fatto accorgere in pieno. Ma la delusione è ancora maggiore se si pensa a quanto in alto poteva volare se avesse mantenuto le premesse e l'andazzo iniziali, senza vendersi così tanto alla mercé dei cuori caldi che troppo spesso affollano le sale cinematografiche - e purtroppo, non solo quelle...


Voto: ★★½

4 commenti:

  1. Sì, è veramente una tavola la tua bella Keira. Come dice mio nonno: è passato San Giuseppe con la pialla.
    Steve Carrel è un bravo attore e lo sto riscoprendo ora guardando la serie tv "The Office" ogni mercoledì su Italia2.
    Sulla Knightley non mi pronuncio, così come sulla Portman, se no mi arrostisci XD

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    1. A me la donna androgina non dispiace, quindi mille anni di Keira da qui in avanti ^^ di "The office" io guardavo la serie su MTV, dove lui nin era presente, non ho mai capito che se due sono collegate, remakate o soffrono semplicemente di omonimia.
      oh beh, fai pure, alla fine qui si è per discutere in allegria e simpatia. Ma se dai contro a loro due non sei né allegro né simpatico a prescindere u.u

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    2. C'è la serie tv "The Office" britannica con protagonista Ricky Gervais e poi c'è quella americana con protagonista Steve Carell. Comunque tranquillo: la Portman e l'androgina te le lascio volentieri.

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Ragazzi, mi raccomando, ricordiamoci le buone maniere. E se offendete, fatelo con educazione U.U