giovedì 28 febbraio 2013

Gangster squad


Dovevo avervi già detto del mio debole per i gangster... esatto, credo proprio nella recensione di Lawless, gran bel film uscito poco prima di questo. Insomma, questo 2013 è iniziato benone se verso la fine dell'anno precedente e l'inizio di questo ho avuto modo di vedere due film ambientati nell'epoca doro del crimine organizzato. Ambedue delle pellicole con dei cast strepitosi ma che puntano su delle tematiche ed uno stile totalmente diversi. Da questa mi ero fatto catturare per via dell'azione ultraviolenta promessa dal trailer e per quella musichetta rap che mi fa-ceva pensare a un qualcosa di deliziosamente anacronistico, anche se alla fine il tutto si è trattenuto si schemi ab-bastanza classici. Ma il bello del cinema e della narrativa in generale è anche questo, e se attraverso formule più rodate si riesce a dire un qualcosa di nuovo con un nuovo metodo, allora il gioco è fatto. Ma è davvero andato così con questo film? C'è da sperare di sì, sennò è meglio formare una squadra...

Mickey Cohen è un ex pugile ebreo che ha scelto di abbandonare lo sport per intraprendere la carriera del gangster. La cosa gli è andata molto bene, e così nel 1949 ha il controllo dell'attività criminale di Los Angeles, fino a che non decide di allargare i suoi domini anche a Chicago. Il capo della polizia Bill Parker, vista tutta la corruzione presente nella città, si trova costretto a chiedere al fido e incorruttibile John O'Mara do formare una squadra in modo da tarpare le ali alle varie attività criminali di Mickey. Si tratterà di una battaglia senza esclusione di colpi.

La trama come avete avuto modo di leggere non è nulla di che - anche per il fatto che, in parte, è ispirata alla storia vera del criminale Mickey Cohen - ma nulla che una penna abbastanza abile non possa migliorare anche con risultati soddisfacenti. Tutto questo però non accade, e le linee classiche della narrativa classicheggiano a più non posso, stupendo solo in rarissimi casi. D'altronde già la sequenza iniziale fa intuire che la pellicola va a parare in una direzione decisamente patinata e fighetta, il che non sarebbe di certo un male, peccato però che a lungo andare il glamour sembra passare in secondo piano e pure la regia s'infighettisce sempre meno, arrivando ad es-sere unicamente di pura ordinanza. Il che non sarebbe un male, ma dopo quella strana immagine iniziale uno si fa un'idea particolare, senza contare che la trama non ha degli sbocchi così particolari da compensare un linearità così eccessiva. I personaggi sono appena abbozzati, e non sembrano di particolare interesse, tanto che per la crudeltà e le vette toccate (almeno in quello) dall'antagonista, si arriva a parteggiare più con Cohen che con la squadriglia di poliziotti in incognito che dovrebbe sconfiggerlo. Gli attori sono tutti bravissimi, ma questo non risolleva dei personaggi così fiacchi e stereotipati, anche se un po' più dio grinta sarebbe servita a quello di Emma Stone, figura femminile decisamente passiva - tranne che per un debole spiraglio nel finale, ma brevissimo - che non rende giustizia a una giovane attrice così brava che per una volta non fa il ruolo della scolaretta. Josh Brolin fa quello che può col concentrato di ideali giusti che si ritrova a incarnare, mentre Ryan Gosling in certi casi sembra davvero fuori luogo, nonostante abbia dimostrato di essere più che bravo. Poco da dire sugli altri, se non che Sean Penn è uno degli attori migliori ancora esistenti, e che i personaggi estremi gli riescono ancora bene come un tempo - non ho ancora dimenticato la sua magnifica parentesi con Eastwood. Da qui quindi il dilemma: Gangster squad è un film di merda o cosa? Di certo no. Mediocre, forse, ma non di merda. La trama è lineare e preve-dibile, e il finale pure, ed i personaggi non hanno un adeguato studio psicologico alla base. Ma nonostante tutto questo si fa guardare, complice anche una fotografia eccessivamente postmoderna che però crea una certa as-suefazione, e un incedere di regia forse troppo consolidato ma carico di ritmo, che fino alla fine non fa staccare gli occhi dallo schermo. Il film quindi risulta essere come l'ennesima visione scazzo che potrete affrontare quando proprio non sapete che fare della vostra vita, senza perdere un quantitativo di tempo o numero di neuroni ecces-sivo. Perché forse alla fine la mediocrità è meglio della merda, specie se le cose da fare la domenica pomeriggio scarseggiano e non avete voglia di cose impegnative.

Wow, dovrebbero farmi un monumento, per aver trovato così tante cose da dire per un film che forse non le meritava. Ma questo è il duro lavoro del blogger recensionista, ovvero il trovare le cose da dire anche quando non ci sono. Pure se la cosa lo costringe a fare un paragrafo inutile e stupido, come in questo caso. Quindi prima di degenerare troppo vi saluto e vi auguro una buona giornata. Bai bai!


Voto: ★★ ½

7 commenti:

  1. filmetto modesto.
    io comunque l'ho preferito al noiosissimo lawless...

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    1. da qui a dire che è meglio di "Lawless"... sei proprio un cannibale intellettuale XD

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  2. mi riconosco totalmente in quello che dici...film medio per non dire mediocre: cioè al momento ti diverti anche ma poi non ti lascia nulla dentro e lo dimentichi in fretta...

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    1. Infatti. E inoltre... che cazzo è "Gangster squad"? XD

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  3. Non è il paragrafo ad essere inutile, questo film è inutile :)

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    1. Come direbbe Yotobi: "so bad it'so good" :)

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