venerdì 15 febbraio 2013

Grotesque


Certo che sono proprio un coglione, e ogni tanto riconfermo questa certezza. Stavo navigando sui vari blog che seguo nella rete alla ricerca di news succulente [e già qui potete legnarmi perché spreco così il mio tempo anziché scopando] fino a che non incappo nella succulenta rubrica del Bradipo circa i film giapponesi, e inizio a leggere a proposito di uno che lui sconsigliava assolutamente. Il film in questione è proprio questo Grotesque, e leggendo la sua recensione stroncatrice noto scritto che in alcune parti lo hanno definito come l'horror più truculento arrivato dall'oriente. E per uno che oramai può vantarsi ['nsomma, diciamo così...] di aver visto cose come Antichrist o A serbian film, quelle parole suonano come un invito a nozze. Una sfida con il piccolo Clint Eastwood che c'è dentro di te, per vedere se il tuo stomaco regge ancora come un tempo. L'ho già detto a tal punto che sono un coglione?

Un maniaco rapisce una coppietta al loro primo appuntamento, torturandoli a morte fino a che non riusciranno a eccitarlo. Sì, la trama è tutta qui. Almeno il film dura poco meno di un'ora e venti.

Un'ora e venti che però si fanno sentire tutte, se non per le scene di profondo disgusto per la noia dovuta a una trama così prevedibile, sgangherata e totalmente assente. Anche il fatto che sia stata vietata la distribuzione in In-ghilterra per le scene di violenza eccessiva mi sembra esagerato, perché lo splatter sì abbonda in maniera davvero crudele e gratuita, ma nel contesto manca tutto quel retrogusto psicologicamente malato che ha reso certe pellico-le (come le due citate nel primo paragrafo) così ostiche da vedere. Qui abbiamo un matto, un simpatico malato di mente che mutila le sue vittime per procacciarsi l'orgasmo quotidiano, ma così caricaturalmente abbozzato che fi-nisce per apparire solamente ridicolo, specie per tutta la serietà con la quale la pellicola si prende. Quello che si ha infine è solo uno spettacolo vuoto di splatter e violenza gratuita che, se alle prime riesce davvero a schifare anche gli stomaci più forti, alla lunga finisce solo per rendere assuefatti e manco più partecipi al dolore dei due poveri sventurati. Ma non è finita qui, perché dopo un'ora di trama assente [e che quando c'è prende delle vie totalmente nonsense, come in uno degli ancora insoluti colpi di scena] avremo tempo anche per una rilettura psicologica dell' antagonista indegna anche della peggior sottocategoria del Razzie Award, realizzata con una tale accozzaglia di banalità [personaggio che non è stato amato da nessuno, madre zoccola e via dicendo] da far sembrare tutto quel-lo visto prima come un qualcosa uscito da una pellicola di Kubrick. Qui quindi mi vengono alcune riflessioni, che trascendono la critica al film in sé [sul quale effettivamente non c'è molto da dire] e vanno a dilungarsi sulla pre-sunta filosofia che sembra esserci nel realizzare pellicola di questo tipo: ma la violenza alla fine è davvero così ne-cessaria? La posso capire in un film di mafia o in una pellicola di guerra, perché ritraggono due realtà dove la vio-lenza estrema è ordinaria routine, e lì ne beneficia il realismo e un certo tipo di messaggio perché un eventuale senso di disagio o disgusto va a incidere maggiormente sulla percezione dello spettatore. Quello che non capisco invece è la violenza presa per divertimento, a patto che non diventi cartoonesca o volontariamente autoparodistica, perché non comprendo com'è che ci si possa divertire vedendo della gente che si fa male. E non vedo che genere di messaggi si possano dare nel mostrare ore e ore di gente che viene smembrata e sessualmente umiliata in con-tinuazione. Che poi i giapponesi siano dei maestri della perversione, beh, ci sono decine e decine di manga che possono confermarlo, ma c'è una vaga differenza fra quelli e questo film. Posso pensare alle vagonate di intestini volanti di un Berserk ma lì sotto i cadaveri dei soldati massacrati dal prode Gatsu abbiamo una storia ben scritta e dei personaggi ben caratterizzati, e la stessa cosa può dirsi per le esplosioni corporee di Hokuto no Ken. Qui in-vece la storia, come già detto, è insulsa, e una regia inetta insieme a una fotografia casereccia di certo non aiuta-no, perché lasciano da parte l'atmosfera concentrandosi solo sul sangue. E mi stupisce che la violenza tiri ancora così tanto, specie in un mondo massmediatico dove è perennemente esposta anche all'attenzione delle fasce più piccole, perché se non fosse stato per quel particolare divieto questo film non me lo sarei mai cagato, come forse avrebbero fatto molti altri. Ma si sa, finché non si vede non si può giudicare... ma il fatto che gente esperta che l'ha già visto prima di te lo smerdi, forse può lasciare la giusta certezza anche senza visione alcuna. Ma d'altronde io l'ho detto, sono idiota. 

E quindi ora tutti voi lettori assidui [se siete mai esistiti] dovrete farvi un'unica e preoccupante domanda: se è vero che chi va con lo storpio impara a storpiare, chi va col coglione...


Voto:

6 commenti:

  1. d'accordissimo con te , Giacomo e grazie per la citazione. Anche io l'ho trovato un film imbarazzante...l'unica cosa che mi ha fatto notare è che l'asticella del proibito in Giappone è posta ad altezza diversa che da noi quello che per loro è insostenibile per noi europei non lo è...e viceversa...

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    1. Lo si può evincere già dai manga, e la cosa solitamente non è un male, ma l'insostenibilità da sola non fa una storia. Questa poi... ma l'autore ha mai preso una lezione di cinema o di narrativa in vita sua?

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  2. Se l'Inghilterra non si fosse fatta sentire, film del genere sarebbero sotterrati nelle ceste dei dvd a 5 euro e li conoscerebbero in due gatti..non credo che avrò mai lo stomaco di guardalo, ma a quanto pare è meglio così:)

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    1. che film come questo li conoscano solo 2 gatti è solo un bene XP se vuoi lo trovi subbato sul tubo, ma evitalo come la peste.

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  3. Takashi miike io penso che la pecca del film sia il finale esagerato,poi per il resto ve lo consiglio!!!ottimo prodotto del maestro takashi miike,e buona recitazione!certo e un Gore porno quindi a molti non piacerà,solo per veri amanti dell horror con stomaci fort
    i

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    1. a non è di Miike, è di Koji Shiraishi .___.
      Oddio, fosse solo il finale... a mio parere è tutto il film che è da buttare.

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Ragazzi, mi raccomando, ricordiamoci le buone maniere. E se offendete, fatelo con educazione U.U