domenica 3 febbraio 2013

[●REC]


Col genere horror ho sempre avuto un rapporto un po' particolare. Lo amo alla follia, sia come semplice spettatore o lettore, che come 'autore' - le virgolette sono necessarie perché, per quanto mi diletti a scrivere, questa passione è rimasta ancora per un buon 95% solamente un hobby. Da sempre mi è capitato di adocchiare trailer davvero intriganti ma che, dopo la prima visione, hanno mostrato di come quella di creare pubblicità sia un'arte sottile e non priva di persone talentuose. Quindi non c'è da stupirsi se per molti anni ho deciso di ignorare bellamente questo [REC]recuperandolo solamente in tempi recenti, spazientito dai consigli degli amici che continuavano a infognarmi le pelotas circa quanto dovevo assolutamente vedere questa pellicola. E vi dirò, sono stato decisamente coglione a lasciarmi scappare un simile gioiellino.

Seguiamo le terribili avventure della presentatrice televisiva del programma mentre dormite e del suo cameraman. Nel riprendere gli interventi di una squadra di pompieri, finiscono intrappolati dentro una palazzina, dove i vari abitanti sembrano essere vittime di una strana infezione che li tramuta in zombi...

Non sono uno che si impressiona facilmente, e dopo un'adolescenza passata a guardare cose di Carpenter, Cro-nenberg e del primo Wes Craven, posso dire che mi sono fatto un bello stomaco, anche per via delle cose più vomitose e vomitevoli fatte dai simpatici Miike a affini, che possono essere una buona palestra. Il problema però è che questo film non punta sigli aspetti gore o sanguinolenti, quanto più sull'atmosfera. Il che non è un aspetto che ho mai trascurato nelle mie visioni, ma veramente, non mi aspettavo una cosa così ben congegnata, pur avendo una trama così risibile. Così volutamente risibile, oserei dire, perché quello di fornire un intreccio particolarmente elaborato è l'ultima delle intenzioni dei due cineasti, che a una storia che avrebbe potuto inventare anche un bambino dislessico preferiscono lunghi e realistici piani sequenza carichi di tutti quegli elementi che possono infartare anche le vecchie rocce come me. Perché a me non sono le cose irreali a spaventarmi, bensì quelle realistiche... e di realismo qui ce ne è molto, cosa enfatizzata anche dall'aspetto mockumentary che fa pensare di essere direttamente la persona dietro la macchina da presa, favorendo quindi una immedesimazione immediata. Senza contare che quello degli zombie è un genere che solo ultimamente mi sta prendendo, e che qui si svolge in uno spazio ristretto dove tutti sono vittime possibili e dove nessuno viene risparmiato. Si inizia per gradi, con una vecchia cicciona che mi ricordava una propria simile nel remake snyderiano del capolavoro di Romero, per arri-vare infine a una follia di massa che apre le porte a un terribile tutti contro tutti. Ben fatto da quel punto di vista il trucco degli infettati, minimale e forse proprio per questo così deviante, insieme a delle fughe rocambolesche scandite dal riprendere della videocamera sorretta dai due inviati. Ottimi anche i giochi di luce, che vedono un alternarsi altalenante della corrente fino a delle riprese in visione notturna, per quella che si tramuterà in una claustrofobia pura. Verso la fine troveremo anche un abbozzo di quella che è una genesi dell'infezione, cose che quindi mi spingerà anche a vedermi i due (finora, almeno) seguiti che sono stai prodotti. Insomma, se non si fosse capito la pellicola mi è piaciuta alquanto, e mi ha saputo dare davvero delle scosse che da anni non provavo, perlomeno dai tempi del bel Cloverfield di Matt Reeves, cosa che mi fa presagire che forse quella di saper spa-ventare non è una prerogativa andata esaurendosi negli anni ottanta.

Recensione corta perché, tutto sommato, alla fine non è che vi sia moltissimo da dire su questo film. E' una pellicola semplice che in maniera assai genuina sa spaventare con degli elementi basilari e quasi meccanici, ma che se usati con una certa intelligenza sanno diventare davvero efficaci. Davvero consigliato, io nel mio piccolo l'ho adorato!


Voto: ★★★ ½

10 commenti:

  1. Me lo sono perso, ma da quello che scrivi è da vedere. Me lo segno, grazi.

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  2. oddio io e l'horro proprio non andiamo d'accordo...
    però tu non ne narri malvagità cinematografiche...
    sono combattuta!

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    1. se non ti pioace il genere manco guardarlo XD è un film coerente con qualche momento da cardiopalma. Una visione la merita, a mio modesto parere, se lo sai prendere per l'esperimento che è

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  3. Mi sono addormentata mentre lo vedevo a casa di amici.
    Purtroppo questo genere, il mockumentary, non mi attira molto. Neanche il capostipite The Blair Witch Project mi piacque molto.
    Però Cloverfield lo salvo e salvo l'ottimo District 9, buono Quarantena. Come serie sul genere ho apprezzato The river.

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    1. "Blair BITCH project" è urendo XP non è èpiaciuto manco a me.
      "Cloverfield" è un altro esperimento ben riuscito, e anche "District 9" [per quato quest'ultimo non sia un mockumentary fino in fondo]. Gli altri non li ho visti, purtroppo...

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  4. REC è uno dei miei horror preferiti.
    Lo avevo visto al cinema e mi aveva messo addosso talmente tanta ansia che avevo passato le due ore seguenti con la nausea e i capogiri. E sì che non sono una persona così "sensibile" per quanto riguarda l'horror!!
    Riguardandolo ovviamente non mi ha fatto più stare male, ma riesce sempre a mettermi un'ansia incredibile, e visto in lingua originale ottiene persino una marcia in più!
    Il secondo è molto inferiore come qualità, regge meno il gioco del "cinema verità" e la trama è scritta un po' coi piedi.
    Il terzo risolleva la serie annullando completamente le regole dei due film precedenti ed è divertentissimo e girato da Dio!

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  5. Colgo l'occasione, in questo caso il post, per congratularmi con te per il premio che hai ricevuto:) Bravo.

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    1. grazie ma... quale premio? O_o

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    2. Non l'hai saputo? O.O Il prestigioso Boomstick Award 2013. Sei tra i sette blog che Babol (Il bollalmanacco di cinema) ha premiato con questo premio. Corri a vedere il post sul suo blog:)

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Ragazzi, mi raccomando, ricordiamoci le buone maniere. E se offendete, fatelo con educazione U.U