lunedì 11 febbraio 2013

Warm bodies

I pregiudizi sono una bruttissima cosa, portano al razzismo e a una chiusura mentale che non fa decisamente bene all’intelletto, perché lo frena entro degli specifici ragionamenti che impediscono di ‘andare oltre’. Distributori e pubblicii però ce l'hanno messa tutta per farmi partire con dei preconcetti verso questo film e il fatto che sia prodotto da tutte quelle brutte persone che hanno dato luce a un nonnulla concettuale e cinematografico come Twilight (che comunque, per quanto sia insulso e brutto, non è la totale bassezza detta da molti - perché dopo un poco manco i vampiri che brillano ti sconvolgono) era solo l'ultima delle questioni. Ma però non si può mai dare un giudizio assoluto sulle opere prima di averle viste, e l'essere una persona così corretta e ligia al dovere dava per scontato che in un modo o nell'altro avrei visto questa presunta monnezza. Visto. In un modo o nell'altro. Quindi forse non necessariamente al cinema. Forse in un modo che la guardia di finanza non approverà. Ma comunque visto. E questo perché sono senza preconcetti. Sperando che alla guardia di finanza la cosa faccia piacere. Quindi addentriamoci in questo mondo di zombi romanticoni e sui generis, sperando che per una volta la patinata industria di Hollywood sappia stupire nel suo piccolo.

Siamo in una realtà alternativa dove una non ben specificata epidemia ha trasformato gran parte delle persone in zombi. Qui seguiamo le avventure di R, zombi che si chiama così perché ricorda solo la prima lettera del suo nome da umano, che vivacchia eseguendo le funzioni primarie che gli impone il suo status. Un giorno, durante una razzia di gruppo, incontra July, bionda e guerrigliera ragazza, della quale si innamora dopo averle mangiato il fidanzato. Quell'innamoramento è il primo sentimento che prova nella sua vita da zombi... peccato che lei sia figlia del capo della rivolta contro i non-morti!

E' impossibile negarlo, questa pellicola è quanto di più meyeriano esista al momento in circolazione. Ma strano a dirsi, il che non si rivela un male, e pur avendo degli innegabili passi falsi alla fine riesce addirittura a essere una visione tutto sommato gradevole. A differenza dei vampiri sbrilluccicosi che hanno dominato le scene nell'ultimo mezzo decennio, la figura dello zombi qui per quanto inserita in un contesto romantico e a tratti decisamente bimbominkiesco, è trattata con una certa contestualizzazione. Lo zombi si muove come una zombi, agisce come uno zombi e si presenta come uno zombi classico mangiando cervelli. La snaturazione del personaggio quindi avviene partendo da una base classica che tutti conoscono, e non si partirà con quel senso di uattaffacca?! che mi aveva colto in più punti durante la visione delle avventure di Bella ed Edward, perché qui lo stravolgimento del preconcetto che lega la figura cardine fa parte dell'evoluzione del personaggio, e non è data necessariamente per scontata. Un poema di paroloni complicati per un film che tutto sommato, alla fine, ne meriterebbe forse solo la meta, ma il discorso andava comunque fatto per un rigore di coerenza recensitrice. I più quindi potranno iniziare la visione col cuore in pace, ma vanno detti anche per la medesima e summenzionata coerenza anche i molti aspetti negativi che una produzione simile comporta. Non si può negare che per quanto la storia sia decisamente tenerella ed abbia un paio di momenti molto buffi - oltre a non prendersi mai generalmente troppo sul serio - il tutto sappia incredibilmente di già visto. Non c'è nessun momento decisamente memorabile o che spicchi da una massa di similitudini che la settima arte ha attraversato nella sua secolare storia, e verso la fine si ha decisamente un gravoso rallentamento del ritmo che non beneficia sull'eccellente lavoro fatto all'inizio. L'ambientazione inoltre non può dirsi particolarmente dettagliata, e ci saranno sempre dei particolari mai del tutto specificati che con con un poco di puntigliosità in più avrebbero saputo dare alla pellicola quella grinta che alla fine finisce per mancare. Non so se il tutto era già preesistente nell'originale cartaceo edito da noi in Italia da Fazi Editore [da bravo bambino infatti manco l'ho letto] ma mi sarei aspettato che la sceneggiatura del regista Jonathan Levine avrebbe sopperito queste eventuali mancanze. Invece siamo in una classica epoca postapocalittica e vediamo i classici personaggi bellici tagliati col machete, fino a varie prevedibilità condite da perbenismi di sorta. Se ne ha una favola per famiglie un po' macabra, ma tutto sommato godibile se presa con un certo cipiglio. Molto buona la componente tecnica, che anche se pecca di una CGI non sempre all'altezza, offre una regia con qualche idea e una fotografia che sa effettuare dei giochi di luce decisamente interessanti - tutte cose che nella saga analoga già citato mancavano in svariati episodi. Poco da dire sui due giovani protagonisti (lui troppo impedito da trucco e lei decisamente lontana dalla maturità artistica) ma sono affiancati da un fuoriclasse come John Malkovitch, forse decisamente sprecato per un progetto simile. Rimane comunque un film carino, magari da vedere con la ragazza - se ce l'avete - in modo che così potrete finalmente vedere un qualcosa che presenti degli zombi come si deve in maniera più accattivante per il gentil sesso. Se invece siete single potrete dargli comunque un chance e vedere se il genere sta andando veramente a puttane come credevate, oppure no.

Fatto sta che perderete poco, ma in tempo di crisi il guadagno, anche se minimo, è sempre guadagno. E una pellicola leggera, soprattutto se coerente e rispettosa dei propri limiti, non fa mai male.


Voto: ★★½

4 commenti:

  1. Me lo sono perso o non hai citato per niente Shakespeare, in questa recensione?

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    1. Avrei voluto farlo, ma il paragone mi è venuto in mente solo dopo aver letto la tua recensione, quindi mi sembrava un semi-plagio. Inoltre il Bardo è un paragone troppo alto per essere accostato a un film così. Ancora inoltre in questi giorni faccio la comparsa per lo sceneggiato di "Romeo e Giulietta", quindi di Will per un po' non voglio sentirne parlare XP

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  2. Mi vergogno ad ammetterlo, ma l'ho trovato molto divertente e, anche se sono andata in sala prima di aver letto il tuo post, ho inconsciamente seguito il tuo consiglio: ci sono andata con il ragazzo, "per vedere un qualcosa che presenti degli zombi come si deve in maniera più accattivante per il gentil sesso". No, aspé, c'è qualcosa che non mi torna...

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    1. Ma alla fine è piaciucchiato anche a me! Poi forse sta anche il fatto che io l'ho visto da solo, inconscio del fatto che esistono anche ragazze che amano gli zombi

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Ragazzi, mi raccomando, ricordiamoci le buone maniere. E se offendete, fatelo con educazione U.U