venerdì 1 marzo 2013

Anna Karenina


Di Fëdor Dostoevskij ho avuto modo di amare, in seconda superiore, un romanzo immortale come il bellissimo I fratelli Karamazov. Poi, dato che era decisamente più corticini, sono passato per Il sosia e Il giocatore, fino ad arrivare anche all'imponente Delitto e castigo. Il mio amore per questo autore è cresciuto sempre più col tempo, e anche se necessito di prenderlo sempre a piccole dosi e ad una debita distanza di tempo fra una sua lettura e l'altra, il sapere che avevano fatto un film dal suo Anna Karenina mi... come? Ah, Anna Karenina l'ha scritto Lev Nikolàevič Tolstòj? Quello che qui in Italia hanno terribilmente italianizzato come Leone Tolstòj? Quello che ha scritto Guerra e pace? Bene, allora la gaffe è doppia, perché di suo proprio non ho mai letto manco una sillaba, pur essendomi ripromesso di farlo più volte nel corso della mia esistenza. Solo che, fra lavoro, tempo tiranno, altre letture che mi ero ripromesso di fare ancor prima, la mia lacuna non è stata ancora colmata. Dannazione, si potesse avere il tempo per far tutto...

Anna Karenina è la giovane moglie dell'ufficiale Aleksej Karenin, col quale ha un figlio. Un giorno deve andare a Mosca per convincere Dolly, moglie di suo fratello Stiva, a non lasciarlo dopo che egli l'ha ripetutamente tradita. Durante ilò viaggio avrà modo di conoscere la contessa Vronskaja, e il di lei affascinante figlio, il conte Vronskj. Fra i due sarà l'inizio di una tormentata storia d'amore...

L'approcciarsi a un film dovrebbe essere accompagnato anche alla lettura dell'opera dalla quale è tratta, ma purtroppo il tempo, la voglia e la pigrizia spesso la fanno da padrone. Contando poi che oltre ai film sono anche un vorace lettore non solo di libri, ma anche di fumetti, tutto questo unito alla mia recente passione per le serie tv non mi lascerebbe manco un poco di tempo libero. Siate quindi pazienti se non ho mai letto qualcosa di Tolstòj, e mi limito a giudicare questo film col terzo occhio dello spettatore saccente. E per gli occhi, anche se terzi e supplementari, qui c'è tanto. Basti pensare che quasi tutta la pellicola, a parte per degli sporadici esterni, è tutta ambientata all'interno di un teatro di posa. Niente robe minimali alla Dogville, quello proprio no, ma una sontuosa e perenne coreografia che vede protagonisti degli affascinanti cambio scena, realizzati proprio a regola d'arte. Una trovata registica che in un primo tempo affascina in maniera davvero viscerale, ma che a lungo andare in un paio di tratti arriva ad essere decisamente pensate ed eccessiva, poiché la mente e l'occhio non ne possono più di raccogliere particolari in maniera così marcata. Joe Wright però dimostra di avere il pieno controllo della macchina da presa, riuscendo a farle fare delle vere e proprie acrobazie che personalmente, fino a certi limiti, avrei ritenuto quasi impossibili. A questo mero manierismo fine a sé stesso però vanno accostate altre trovate concettuali davvero interessanti, come la scena del ballo fra Anna e il conte, che ironia della sorte si rivelano essere le più semplici. L'inizio quindi, quando questo look è ancora una novità e cattura per la sua immediatezza, parte spedito e senza un attimo di freno, ma il secondo tempo finisce per diventare davvero palloso fino a far ammalare di sbadiglite. La colpa lì va data alla sceneggiatura di Tom Stoppard, uno che di teatro se ne intende, che però non riesce a ricreare dei dialoghi e delle vicende che catturino a sufficienza l'attenzione dello spettatore. Non so dire se qui la colpa va ricercata anche nell'originale cartaceo di Leone... ops... Lev, fattostà che verso la fine abbiamo un perenne ingolfarsi della pellicola, supportata da lì in avanti dal manierismo quasi autocompiaciuto di Wright. Non voglio dire quindi che la forma è più importante della sostanza, ma in un film, che fa parte delle cosiddette arti visive, la cosa può arrivare ad essere un necessario salvavita, come in questo caso. Perché il film senza questi accorgimenti non sarebbe diventate brutto, bensì vagamente noioso. Va dato il merito però a regista e sceneggiatore di aver saputo dare il giusto spazio anche a quella che era l'ipocrisia bigotta del tempo, che in mezzo a uomini cornificatori e dalla dubbia morale, è riuscita a condannare una donna come Anna solo perché non ha ufficializzato il proprio divorzio ed è stata rapita dai propri impulsi. Non voglio dire quindi che giustifico la troiaggone, anche perché Anna non si è esercitata proprio in quell'esercizio, ma che il giudicare è come il galleggiare: così semplice che lo fanno anche gli stronzi. Ed è proprio lì che la pellicola (e leggendo qualche cosa su internet, anche il libro) vuole andare a parare, ovvero nel giudicare una società bigotta che punta tutto quasi unicamente sull'apparenza. Il film da questo punto di vista può dirsi abbastanza riuscito, complici anche un trio di attori in splendida forma. Keira Knightley (che collabora di nuovo col regista dopo Orgoglio e pregiudizio ed Espiazione) è splendida come sempre, e qui fa una performance davvero meritevole, e le fanno dignitosamente da spalla un semi irriconoscibile Jude Law e un impomatato Aaron Johnson. Certo, resta sempre il dispiacere per non essere riuscito a fare i giusti paragoni col libro, ma come ho già detto, l'ignoranza predomina in me. Di certo spero che la cosa mi spinga ad approfondire con qualche sua lettura il discorso su questo autore russo così famoso e rinomato, in modo da fare in futuro un discorso più ampio sull'argomento. 

Intanto non mi resta che augurarvi buona visione, perché il film tutto sommato merita. Di certo è un vero e proprio sfarzo per gli occhi.


Voto: ★★★

10 commenti:

  1. Come ti ho scritto dalle mie parti, sfarzo incredibile ma pochissima sostanza. Wright conferma di essere un signor regista, tecnicamente parlando.

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    1. La poca sostanza è un qualcosa che riscontro in tutti i suoi film che ho visto, anche se visivamente ha sempre la sua efficacia.

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  2. è uno spettacolo per gli occhi questo film, un invito a teatro, però per quel che mi riguarda, al di là dell'operazione estetizzante, è riuscito anche ad emozionarmi e a toccare quelle stesse corde che mi aveva toccato il libro (che cmq è irriproducibile per intensità, passionalità e forza!).

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    1. capperi, dovrò proprio leggerlo, allora. Se non altro non è venuto fuori un cineteatro alla Branagh XD

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  3. Io sono alle prese da un paio di mesi con Guerra e pace mentre la signorina Karenina ho avuto modo di amarla anni addietro. Che dire, il respiro lento della letteratura russo non è per niente presente nel film ma l'ho trovato comunque un'idea originale e decisamente ben fatta per trasporre il romanzo, visivamente pazzesco!

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    1. Visivamente è da pipponi, non l'ho negato. Però la lentezza si sente eccome, non come nei romanzi russi, ma c'è.

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  4. Ho visto che c'era la tua donna androgina preferita e ho passato;)
    Beh, Dostoevskij ha inventato la psicologia prima di tutti gli altri. Ti consiglio di leggere "Memorie del sottosuolo".

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    1. Androginaaaaaaaaaaaa :-Q________
      Quello me l'hanno consigliato tutti, ma non ho ancora rimediato. Spero di riuscire a rimediarlo in fretta.

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  5. Io ho letto anche questo romanzo e il film purtroppo, soprattutto nell'ultima parte non restituisce nemmeno un briciolo del dramma interiore di Anna. In ogni caso resta un film originale che ho apprezzato molto.

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    1. Tutti quelli che hanno letto il libro mi stanno dicendo la stessa cosa: "Non tocca le vette del romanzo ma è originale" XD

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Ragazzi, mi raccomando, ricordiamoci le buone maniere. E se offendete, fatelo con educazione U.U