martedì 12 marzo 2013

Gantz


Devo ammetterlo, senza peli sulla lingua... durante i primi anni delle superiori sono stato di certo un otakuminkia. Un otaku, ovvero uno di quei nerd pippaioli che amano i fumetti giapponesi e tutto quello che richiama l'oriente, pensano che sia il paese più bello del mondo, ma che effettivamente di quella cultura sanno davvero poco. Crescendo mi sono evoluto, e anche in ambito fumettistico ho avuto modo di allargare gli orizzonti. E per quanto ora possa dirmi un semi-fumettista circa le vignette dei Googes, i manga rimangono un piccolo mondo felice che tanto ha saputo darmi. Purtroppo però, nella mia infinita e asosluta ignoranza, non ho mai avito modo di leggere il celeberrimo Gantz, seinen horror/azione/fantascientifico di grande successo, del quale questo film è la trasposizione. Non so, ma proprio aveva davvero poche cose che mi attiravano, e dato che mi sembrava più un pornosplatter che altro ho sempre rimandato. Il che è molto ipocrita da parte mia, perché uno dei miei fumetti (quindi non solo manga) preferiti è il Berserk di Kentaro Miura...

Lo studente Kei Kurono ha modo di incontrare l'amico d'infanzia Masaru Kato quando, in stazione, questo va a soccorrere un uomo caduto sui binari della metropolitana. Nel cercare di aiutarlo a risalire prima che il treno passi, i due vengono investiti... ma stranamente hanno modo di risvegliarsi in una stanza insieme a degli altri individui, dove a sorvegliarli c'è un'inquietante sfera nera che fornisce loro armi e indicazioni su delle forze aliene da an-nientare. Questa sfera, chiamata Gantz, tiene anche un resoconto delle persone sopravvissute o morte durante le missioni, stilando una sorta di punteggio come se fosse un gioco, e grazie ai punti accumulati è pure possibile sce-gliere se uscire da quest'avventura dimenticando tutto o riportare in vita un amico morto durante una delle missio-ni. Che è Gantz? Kei e Masaru sono morti oppure no?

Di certo nella terra del pesce crudo questo doveva essere un film atteso con una certa ansia, dato che il manga ha avuto un vasto successo anche quid a noi - che per quanto riguarda la cultura del fumetto, come se non bastasse quella generale, non siamo proprio al top della forma. Come ho già scritto ho letto solo poche pagine del manga originale, e quasi sempre per gustarmi qualche scena di sesso estremo che sicuramente avrei trovato aprendo il tankobon a caso, perché in quella giapponesata sembravano esserci solo orge e squartamenti, spesso contempora-neamente. Cose che in un live action avrebbero potuto essere ancora più traumatiche, se gli effetti speciali raggiungevano un carta portata, quindi mi sono preparato alla visione con una certa preparazione psicologica. Preparazione psicologica che poi si è dimostrata inutile perché gli squartamenti ci sono, ma davvero a dosi piccole e con un vertice di violenza davvero risibile per chi ha lo stomaco abituato a certe cose - anche perché dopo A Serbian film tutto sembra più leggero. Ha però un bell'inizio, lento quanto basta, che fa addentrare nella vicenda con la giusta dose di mistero e curiosità, con questi personaggi proiettati nell'ambiente misterioso e questa scatola nera dall'inquietante presenza che fa materializzare gente ed armamenti a random. Il problema però si fa irrisol-vibile quando le tute sono indossate e le missioni iniziano. La regia di Shinsuke Sato prosegue con una lentezza quasi autoriale per una pellicola che tale sembra proprio non essere, arrivando quindi a rasentare la totale inca-pacità in più punti, quando l'azione dovrebbe farsi davvero estrema, finendo però per diventare ridicola. Peccano anche gli effetti speciali, e se il primo alieno può dirsi riuscito, a lungo andare si hanno delle clamorose cadute nel trash, come il secondo robot o la statua gigante, quest'ultima visibilmente ricreata al computer in maniera non proprio eccelsa. Cosa che però mi ha davvero destabilizzato sono certe smenate pseudofilosofiche tirate fuori da Kei, che potrebbero avere pure una loro valenza ma che finiscono per essere dimenticate del tutto strada facendo, togliendo molto dell'interesse che poteva sussistere in esse. Ma la vera caduta di stie finale, quella che arriva per ultima dopo molte scelte infelici, è il finale tronco. Certo, ci sarà un seguito che spiegherà tutto, ma non è questo il punto... il problema è che il film finisce senza che si sia fatto un discorso coerente intorno a questa storia. Guardiamo ad esempio i tre film della trilogia tolkieniana, per quanto anche alla fine di quelli ci sia l'immancabile continua, ognuno chiude un arco narrativo preciso (formazione e disgregazione della Compagnia, la battaglia per Rohan e poi la distruzione dell'Anello), cosa che qui purtroppo non avviene minimamente. Si ha un progressivo aumento delle difficoltà nelle varie missioni, come se fosse un videogame, peccato però che non si possa giocare direttamente. Gli attori protagonisti almeno non sono malaccio, ed a beneficiare il trio protagonista abbiamo l'ormai celebre (almeno in Giappone) Shinhichi Matsuyama e la ragazza pel di carota che vedete anche nella gallery qua sotto, della quale possiamo vedere anche uno scorcio delle tette nella sua prima apparizione - poca cosa purtroppo, anche perché la ragazza merita, ma pure la tuta in pelle le rende giustizia.

Insomma, non ho altre parole per definire questa cosa, e forse ne ho spese anche troppe. Di certo non mi invoglia a leggere il manga, specie se dopo questo aggiungiamo un paio di episodi della serie anima, la quale a causa della sua fattura davvero scadente mi ha fatto chiudere ogni spiraglio d'apertura verso il mondo di Gantz. Ma si sa, io mi voglio male, quindi prepariamoci a visionare e recensire anche il sequel chiarificatore...


Voto: ★ ½

4 commenti:

  1. A me è piaciuto abbastanza..da come ne parli sembra meritare più di una stelletta e mezza di valutazione finale....

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    1. Il problema è che i primi minuti sono ben fatti, da dopo quelli è una delusione dietro l'altra, da qui la stella e mezza di valutazione.
      Poi boh, leggo pareri abbastanza discordanti in rete, fra chi lo ha leggermente gradito e chi l'ha odiato.

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  2. Devo presentarti a una mia amica, che ama il Giappone, i manga, gli anime, e studia lingue orientali all'Università. Forse potresti essere la sua anima gemella.

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    1. Eh, non fosse che sono felicemente fidanzato da anni mi ci fionderei XD ma anche vabbeh, col tempo la fissa del Giappone mi è vagamente passata

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Ragazzi, mi raccomando, ricordiamoci le buone maniere. E se offendete, fatelo con educazione U.U