domenica 31 marzo 2013

G.I. Joe - la nascita dei Cobra


Non mi suonava nuovo il nome dei G.I. Joe. Col tempo poi, dopo aver visto l'orrido trailer, mi ricordai che erano una serie di pupazzetti e cartoni animati (non ho mai capito chi nacque per primo e mai mi è importato, a dire il vero). A quanti sembrava ne avevano appena fatto un film, e quando ebbi modo di andare a San Francisco con la scuola, vidi sui pullman e per le strade americane numerose locandine che sponsorizzavano l'evento. La cosa mi ha sempre lasciato abbastanza interdetto, perché già da piccolo la serie mi faceva abbastanza cagare, figuriamoci quindi il trarre un lungometraggio da una cosa che era così... così... insomma, così schifosamente anni Novanta. Ma d'altronde, se avevano fatto il mezzo miracolo con Transformers, tanto valeva dare una chance a questi eroi in armatura aderente, giusto? Un po' come si deve dare una piccola chance alla ragazza grassa, le ascelle pelose e l'alito di fogna che ci muore dietro, perché forse può rivelarsi un'inattesa sorpresa. Inutile dire però che il più delle volte non è così...

Il magnate della multinazionale MARS ha fatto il colpo del secolo: grazie all'avanzamento tecnologico delle nanotecnologie, è riuscito a creare delle sofisticatissime armi che rivende ai governi, fornendo poi agli stessi i meziz per proteggersi dai loro pericolosi acquisti, dominando così il mercato mondiale. Se ne accorgono due soldati semplici che vngomo attaccati mentre trasportano due pericolosi 'giocattoli' della MARS, finendo per essere poi assunti fra i plotoni dei G.I. Joe, una squadra segreta di spie superallenate per missioni impossibili.

Come ho già detto, non sono mai stato un grande fan della serie animata, e non ho manco avuto occasione di giocare coi pupazzetti - da piccolo, per ambo i settori, preferivo di gran lunga i Gargoyles - tantoché ricordo con maggior piacere la parodia dei Griffin. Però ogni tanto la mia mente ha bisogno del giusto svago, e per quanto sia solito dire che il vero intrattenimento è quello che non ti fai mai spegnere del tutto il cervello, ogni tanto il vedere molti cazzotti a ancora più CGI risulta salutare per il giusto andamento della mia psiche. Questo film fa presumere che lo sfogo testosteronico sia proprio l'elemento culminante, e già la copertina [con quel titolo sghembo che annuncia tamarrismo a badilate e quella simpatica attrice che mostra le proprie doti milgiori] sembrava attirarmi come il pifferaio di Hamelin faceva coi topi. Incredibile ma vero, però, pure con le aspettative il più basse possibili questo film è riuscito ad essere una cocente delusione. Basterebbe solo il nome del regista Stephen Sommers nei credits per anticipare il tutto, ma pur ritenendolo un essere senz'arte ne parte, ammetto che il suo film de La mummia mi era piaciucchiato, e che per certi versi ho avuto anche il coraggio di non bocciare a priori Van Helsing, quindi speravo che i punti cardine di quei due titoli - aventi già di loro una media molto bassa - venissero mantenuti per fare il film fracassone e cazzaro che desideravo. Quindi qui voglio che si faccia un applauso per questo simpatico ometto, che ha saputo deludere delle aspettative così basse sia sul versante della regia che della sceneggiatura. Sulla trama c'è ben poco da dire visto il materiale di partenza, ma quello che poteva essere un plot lineare ma sempre efficace con tanto di fieri stereotipi stellestrisce risulta essere un qualcosa di confuso che non si capisce bene da che parte voglia veramente andare. Si capisce che non si sta a guardare Fellini o Bergman, ma il primo tempo, dove vediamo i nostri eroi conoscere questa misteriosa agenzia salvamondo, ha saputo davvero destabilizzarmi. Cosa che nei film fatti per puro uso e consumo raramente è un bene. Perché qui tutto è esage-rato, tranne quello che dovrebbe. La regia, per quanto funzionale e scolastica, è totalmente asettica e non riesce ad adrenalinizzare manco nelle sequenza di battaglia (inferiori di numero a quanto mi aspettavo in realtà), che risentono di un montaggio davvero confuso e dei combattimenti davvero privi di quel pathos che un comune Sly o Schwarzy di turno avrebbero potuto dare. I dialoghi poi sono proprio la cosa che mi ha infastidito più di tutto, per l'inattesa idiozia che riescono a dare anche nelle comuni frasi confidenziali scambiatesi fra i personaggi. Le battutine tamarre d'effetto sono ben presenti, ma sono così già sentite che un paio posso ben dire di averle antici-pate. Poco da dire anche sul versante attoriale. C'è Channing Tatum oggi davvero maturato a livello attoriale in maniera sorprendente, ma che qui ha davvero poco da dimostrare - ma non è colpa sua, poveretto. Poi a sorpresa ho visto il coreano Byung-hun Lee, pompato come non mai, e mi è veNuto da chiedere come mai dopo Kim-jee Woon e Park-Chan Wook ha deciso di passare proprio a... questo.  C'è anche Dennis Quais (insieme a un altro special gust che non vi rivelerò per non rovinare la sorpresa), insieme a qualche topona che non ha manco la decenza di mostrarsi nuda, facendo affossare definitivamente il livello del film.

Pure gli effetti speciali mi hanno fatto abbastanza cagare, e mi ha fatto piacere che il film abbia fatto una semi flop in tutto il mondo, ricevendo quindi batoste sia dalla critica che dal pubblico più capra. Batoste che però non hanno saputo mettere freno a questa follia e che hanno fatto nascere un sequel/reboot: G.I. Joe - la vendetta.


Voto: ★ ½






2 commenti:

Ragazzi, mi raccomando, ricordiamoci le buone maniere. E se offendete, fatelo con educazione U.U