mercoledì 27 marzo 2013

La madre


Gli horror estivi sono una brutta bestia. Trailer davvero invitanti e patinati che però alla fine si rivelano uno specchietto per le allodole, qualcosa che alla fine servono a mascherare quello che è un prodotto fuffa in una stagione che necessita di vere e proprie scappatoie per la noia di vivere. E come possiamo biasimarli questi poveri ragazzini, dato che fa caldo e devono sfogare gli ormoni perché nessuna ragazzina gliela da? Ecco quindi che escono gli horror estivi... Ah, quest'horror è uscito verso la fine dell'inverno? Ah, non ci sono poppute protagoniste ma delle bambine inquietanti? Ah, lo produce pure quel ragazzone di Guillermo Del Toro? Ok, forse ho sparato troppe minchiate e dovrei guardare il tutto e giudicare solo dopo aver visto. Potrebbe anche succedere che mi stupisco del risultato finale o, peggio, che mi capiti di vedere un film che tutto sommato non è proprio da buttare. Se non altro recensisco qualcosa di recente che mi da visualizzazioni, e mi permette di diventare ricco con questo blog - credeghe agli ufo...

Jeffrey va fuori di testa (forse proprio a causa della crisi economica della quale parlano alla radio), così dopo aver ucciso due colleghi e la moglie va a prendere le figliolette di tre e un anno, deciso di togliere la vita anche a loro e di suicidarsi. Arriva in una casetta abbandonata nel bosco, dove però viene ucciso da una strana e inquietante presenza. Cinque anni dopo le bambine vengono trovate, cresciute ad uno stato brado e totalmente estraniate dalla realtà, e vengono affidate a Luca, fratello di Jeffrey, che le accudisce insieme alla fidanzata punk-rock Annabel. Stando a un referto psichiatrico però le ragazzine parlano con una strana entità, da loro chiamata Madre. Solo una giustificabile para mentale per quello che hanno passato, oppure sotto c'è di più?

E' curioso che questa pellicola sia uscita in questo periodo. Non intendo la primavera post invernale con tanto di nevicata, quanto la breve distanza che separa questo film da Sinister, film col quale ha più di un punto in comune, che è il quello di essere gradevolissimo pur essendo quanto di più prevedibile e già visto possa esistere. Gli ingredienti sono quelli tipici della ghost story più becera, con tanto di anima in pena che deve riscattarsi col proprio tormento interiore per porre fine alle agonie dei protagonisti. Sarebbe potuto diventare il classico polpettone dimenticabile se non ci fosse l'ala protettrice del talent scout Guillermo Del Toro, che perso nei meandri di una logica lavorativa che trovo inconcepibile continua a trovare registi spagnoli o sudamericani esordienti per farli esplodere col botto in un panorama cinematografico orrorifico oramai asettico e privo di idee. Non che qui le idee innovative si sprechino, sia chiaro, però è lodevole come un già visto così spudorato e manco orchestrato con tanta precisione sia espresso con un gusto visivo così ricercato. La regia di Andres Muschietti, il cui vero esordio lo si deve al cortometraggio omonimo dal quale questa pellicola ha avuto origine, riesce a pregiarsi di diversi trucchi di regia davvero ricercati e raffinati, che avvalendosi dei classici cliché del genere impronta una narrazione solida coi dovuti sfronzoli e manierismi che storie di questo tipo in minima parte necessitano. Fare qualcosa di nuovo in un epoca dove tutto sembra detto e stradetto è sicuramente un qualcosa di difficile, qui però si cerca di andare nell'ordinario e nel già esplicato, narrando il tutto con ferma convinzione. Non se ne ricaverà un capolavo-ro, ma almeno una visione gradevole che nulla deve e ancor meno chiede, poiché l'unico intento del tutto è quello di far passare i minuti di durata (pure quella particolarmente canonica) intrattenendo con la dovuta, anche se moderata, intelligenza. Se non altro rimangono un paio di scene che da sole valgono la visione, come il flashback che spiega la genesi dell'entità che da il titolo al tutto, frutto di una messa in scena sopraffina e davvero intrigante, che da il tocco che mancava a uno script non eccelso - ma non per questo brutto. Se la cavano anche le due piccole protagoniste della vicenda nella vicenda, sicuramente da tenere d'occhio, ma sul resto del cast abbastanza anonimo risplende la protagonista femminile, la bellissima e bravissima Jessica Chastain. Forse calata in una parte che non le rende totalmente giustizia, ma volgiamo mettere i capelli neri e il tatuaggio da metallara? Ecco, solo per una cosa simile io avrei promosso il film, perché (purtroppo, aggiungo) nell'ambiente dei metallari duri e cattivi ci sono in parte cresciuto, e una donna così sarebbe quanto di più vicino possa desiderare in materia - anche se mi accontento di Simone Simons e Tarja Turunen. L'unica pecca gravosa che mi sento di segnalare è un finale tenden-te a un'eccessiva melodrammaticità in grado di protrarsi per una durata forse eccessiva, ma si tratta comunque di un qualcosa di coerente all'insieme che non crea danni irreparabilissimi. A questo accostiamo anche degli effetti speciali nella norma (e non abusati) e un uso delle luci sapiente, ed ecco che il prodotto-tipo è fatto.

Come avrete capito per accontentarmi basta davvero poco, in certi casi, ma se alle volte so essere un cagacazzi di invidiabile talento, in altri casi so quando è bene fermarmi. Questo è uno dei casi. Del resto non si può pretendere la perfezione ogni volta, e il vedere un qualcosa che abbia la sua buona media in un mondo pieno di spazzatura mi basta. Se non altro, c'è Jessica Chastain vestita da metallara... pura gioia per gli occhi!


Voto: 







7 commenti:

  1. Dai, però non mi puoi confrontare quella dea di Simone e quel gatto scorticato di Tarja che se non fosse per il trucco farebbe tutta un'altra impressione.....Invece Simone....chi troppo e chi niente, ha anche una voce celestiale....

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    1. Il film deve averti fatto schifo se l'hai snobbato a tal punto da andare a parare subito su siffatti argomenti XD
      Beh che ci vuoi fare, Tarja nun se tocca, Simone ha dalla sua anche una decina d'anni in meno, alla fine - ma vocalmente è superiore, lo ammetto, pur non amando gli Epica quanto i Nightwish

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    2. al film gli ho dato la sufficienza perchè mi sembra che Muschietti ci sappia fare con la macchina da presa e per un finale non scontato..ma quando mi parli di Simone Simons parto in tromba...

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    3. ... stavo per fare una battuta molto volgare sul termine 'tromba'... guarda tu che pensieri mi fai fare!

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  2. uhm.... dalla copertina sembra molto carino!

    http://lenostreparolerev.blogspot.it/
    passa a spiare il nostro blog. se ti piace, lascia qualche commento e unisciti=)

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    1. oh un blog di libri, mi mancava! Mi unisco subito :)

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  3. Mha io l'ho trovato carino , ben fatto...mi ha emozionato in maniera positiva.
    L'ho in DVD se devo fare dei paragoni l'ho preferito a Babadook (che tanti lo considerano un capolavoro).
    Poi gusti son gusti.
    Ciao
    Max

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Ragazzi, mi raccomando, ricordiamoci le buone maniere. E se offendete, fatelo con educazione U.U