domenica 17 marzo 2013

Sinister


I nostalgici ci sono ovunque, e per certi versi sono davvero una bruttissima cosa. Sì, anche più brutta di questo blog. Però coi nostalgici degli horror anni Ottanta non me la sento di tergiversarci molto, perché pur non avendo vissuto nel decennio più kitsch della storia, devo ammettere che i film di stampo orrorifico negli ultimi tempi hanno cominciato a tirare la cinghia. E' vero che tutto quello che si poteva dire è stato detto, è vero che come Cronenberg non ne nascono più, è vero che il pubblico è pecora e snobba le cose che meritano, ed è anche vero che se non è Guillermo Del Toro a produrre film di questo tipo, ne escono fuori delle grandi schifezze. Da giovane appassionato di questo genere quindi non ho potuto fare a meno di sentir parlare di questo Sinister, e di come la critica è rimasta sconvolta dal risultato finale. I casi erano due, o si trattava di una cazzata immane come Paranormal activity (col quale condivide anche la nomea del produttore, come potete evincere dalla locandina qui sopra), oppure era veramente la perla moderna che ancora mancava. Purtroppo però l'onniscenza non fa (ancora) parte delle mie innate qualità, ergo mi sono premunito di vedere il film per dare anche voce alle mie opinioni su questo piccolo neo-cult che sta impazzando.

La storia è quella di Ellison Oswalt, scrittore che da dieci anni non riesce a replicare il successo del romanzo che lo rivelò al mondo. Per cercare nuova ispirazione, che possa aiutarlo a creare il capolavoro che rimpinguerà le proprie finanze, si trasferisce con la propria famiglia in una casa dove avvenne un terribile delitto: un'intera famiglia fu impiccata al ramo di un albero del giardino, mentre la figlia più piccola scomparve. Proseguendo le proprie indagini, Ellison scoprirà nella soffitta una scatola contenente dei filmini in super8, che contengono le riprese di vari omicidi - incluso quello avvenuto nella nuova casa. Che successe in realtà?

Fin qui nulla di nuovo, direte voi. E c'avete tutta la ragione del mondo. La trama è quanto di più banale si sia visto di recente, la classica casa infestata con conseguente disperazione della famiglia in generale, fino al finale non così insospettato ma che non rivela nulla di nuovo. Cosa rende quindi questo Sinister così meritevole d'essere visto? Principalmente, il modo in cui è raccontato. Derrickson, dopo delle prove passate non proprio eccelse, si rimbocca le maniche e realizza un qualcosa di davvero memorabile. Non si parla di capolavoro del nuovo millennio come hanno detto certi dementi - ma si sa, al giorno d'oggi basta fare una cosa bene che subito sei il nuovo Kubrick del settore - ma comunque di una storia decisamente ben fatta e raccontata con estremo garbo e raffinatezza. La trama scorre lineare e senza particolari capitomboli narrativi, cosa che forse ad alcuni potrà dare un poco di fastidio, ma inizia subito in maniera spedita con uno dei filmini incriminatori che vede la famiglia sulla quale il protagonista inizia ad indagare venire impiccata, il tutto visto attraverso la pellicola suoper8 per mano dell'assassino. Che dire, non male per quello che sembrava i classico horror di mezza stagione americano fino al midollo. Poi la narrazione si fa lenta, ma comunque sempre opprimente anche nelle semplici scene di dialogo, il tutto agevolato da una fotografia veramente efficace che enfatizza anche il minimo elemento oscuro presente nell'inquadratura. Una prova visiva superata a pieni voti, che finalmente riesce a spaventare con un'atmosfera degna di questo nome e ad un saggio utilizzo della macchina da presa e dei movimenti d'essa annessi. La vicenda quindi ha modo di iniziare come un thriller molto stucchevole e patinato, e con estrema lentezza i connotati horror verranno a farsi prepotentemente avanti grazie al nome del demone babilonese che sta alla base del tutto - non preoccupatevi, sono cose che si dicono anche nel trailer. Il ritmo però non può certo dirsi di quelli più hollywo-odiani, dato che la parte centrale è caratterizzata da un'insolita lentezza, perché oltre alla paura più immediata dettata dalle scoperte del protagonista, si andranno ad analizzare quelle del personaggio principale stesso, osses-sionato fin dall'inizio di non riuscire più a raggiungere le vette del proprio passato, e dimenticandosi così di quali sono le vere priorità della vita - messaggio un po' edificante, lo so, ma comunque nel complesso ci sta. Piccoli sprazzi forse eccessivi che però danno un minimo di  psicologia al protagonista, che pur rimanendo sempre nei soliti canoni, ha almeno una parvenza di personalità, anche se tutti gli altri comprimari sono fin troppo esclusi dalle scene e risentono di un eccessivo abbozzamento della loro caratterizzazione. Tutte cose che forse potevano essere gestite meglio, ma la regia del buon Scott Derrickson fa del suo meglio per imbastire uno spettacolo di puro terrore che, insieme ad una messa in scena di tutto rispetto, accompagna le macabre vicende con una colonna sonora minimale che più di una volta si confonde con degli effetti sonori raccapriccianti nella loro semplicità. Arrivando così, infine, ad un finale non proprio imprevedibile, ma realizzato con pura maestria tecnica e concet-tuale. Tiene le redini un Ethan Hawke calato nella parte, anche se a tratti troppo monocorde.

Non il capolavoro che certa gente troppo entusiasta dice, ma comunque un prodotto di tutto rispetto che merita un'opportuna ed accurata visione. E che non sia la volta che questo regista e sceneggiatore, dopo un passato non propriamente illuminante, ci riservi in futuro qualche sorpresa.


Voto: ★ 







16 commenti:

  1. io invece da me l'ho abbastanza triturato perchè mi ha quasi indispettito per la sua mancanza di originalità, l'unica cosa che salvo sono i filmati delle varie famiglie che mi hanno creato un attimo di disagio.Vogliamo parlare poi del villain che sembra il vocalist di una band di black metal?

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    1. I filmati sono davvero la parte più inquietante del tutto, eppure la mancanza di originalità - che ho ben citato - è compensata da un apparato tecnico d'eccezione, che è la cosa che finisce per predominare, alla fine. Tutto sommato questo film è un esercizio di stile.
      Poi sì, il villain sembra l'elemento mancate degli Slipknot XD

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  2. Beh mi ispira, la trama è banalissima, però c'è un problema: gli horror non riesco a guardarli, non ce la faccio, ho già un bypass, non vorrei rischiare.

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    1. Oddeus, la storia del bypass mi mancava... O_o

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  3. Oh, qualcuno d'accordo con me! Mi è piaciuto, fatta eccezione per il finale e il figlio maggiore:)

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    1. Il finale mi è piaciuto più per come è stato raccontato che per la validità in sé... ma è un discorso inerente a tutto il film, questo XD

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  4. Dopo la semi stroncatura del Cannibale, la tua valutazione mi fa ben sperare e a breve lo vedrò anche io... spero mi piaccia, anche se da molto non vedo belle cose tra gli horror. Comunque l'idea di base è molto simile a quella di un videogioco/capolavoro del recente passato: Alan Wake... :)

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    1. Purtroppo, pur avendone scritti un paio, non sono un intenditore di videogame. Poi si sa, il Cannibale è sempre troppo drastico XD

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  5. Il film dubito lo vedrò vista la mia ritrosia per gli horror, ma sono qui per consegnarti un premio (e renderti parte dell'ennesima catena):)

    http://incentralperk.blogspot.it/2013/03/liebster-award-i-magnifici-11.html

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  6. Mi lascia parecchio perplessa proprio per l'apparente mancanza di originalità. Senza fretta magari le darò una occhiata.

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  7. Hai appena vinto un Liebster Award dalle mie parti... =)

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  8. complimenti per la recensione, mi hai fatto venire la curiosità ora mi inserisco tra i tuoi sostenitori, se ti va vieni a fare un salto dalle mie parti http://lafabricadeisogni.blogpsot.it
    e aggiungo, si gli horror non sono più quelli di una volta, speriamo che non rimango delusa ^_^
    ciaooooooooo :)

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  9. Caro Ribelle,
    dalle mie parti hai appena vinto un Liebster Award:)
    Congratulazioni.

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  10. Ce l'ho lì pronto da vedere.
    Intanto mi accodo ai Liebsteri, ne hai vinto uno anche dalle mie parti :PP

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  11. Giacomo, che dirti, ogni cosa che scrivi è condivisibile ma io purtroppo non ho avuto le tue stesse sensazioni alla visione (stesse considerazioni ma non sensazioni...). Ma quanto hai scritto messaggio "un pò edificante" volevi scrivere "poco edificante" no?
    Oh, qual'è sto film che hai citato due volte nel premiarmi?
    Bravo, ho letto belle cose di Old Boy da parte tua.
    Bravo figliuolo.

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