mercoledì 13 marzo 2013

V per vendetta



Oggi, forse per fare onore al nome di questo insulso blog, parlerò di un ribelle. Un ribelle che è nato prima da un fumetto, qui da noi fino a pochi anni fa praticamente sconosciuto, e poi divenuto proprio grazie alla pellicola qui presa in oggetto di analisi un'icona globale. Basti pensare solo al movimento degli Anonymous, o ai vari eventi fatti dalla 'ggggioventù ribelle' nei quali quella mascherona è stata messa in bella mostra. Non c'è che dire, quasi tutti al giorno d'oggi hanno sentito nominare il personaggio di V e delle sue azioni sovversive. Io invece il film al cinema me lo persi, perché a quel futuro distopico preferivo il 1984 di Orwell [che a causa di continui spoiler sulla trama non finii neanche per godermi tutto], ma ebbi modo di scopirlo anni dopo grazie al nome di Alan Moore. Trovai la graphic nov... cof cof... fumetto dell'autore inglese alla fiera del libro di Torino, e decisi di prenderla. Mi piacque molterrimo, pur non arrivando a definirlo un capolavoro [dovevo ancora leggere Watchmen], e la cosa mi spinse quindi a recuperare quel benedetto film, del quale avevo sentito parlare fino alla nausea.

Siamo in una Londra distopica, dove è stato instaurato un regime dittatoriale di tipo nazista. Qui vediamo V, anarchico mascherato con la maschera di Guy Fawkes, che cerca di rovesciare il governo con atti sovversivi in nome della libertà e dell'uguaglianza. Riuscirà con l'aiuto della bella Evey nei suoi intenti? E quale segreto si cela dietro la sua maschera?

È facile arrivare a odiare questo film. Da una parte c’è la fila eterna di ragazzini esaltati che l’hanno eletto nuovo capolavoro della cinematografia recente, dall’altra invece stanno i complottisti che hanno usato la maschera di V in ogni benedetta occasione. È ancora più facile poi se avete letto il fumetto e, non dico lo avete amato, ma avete visto come si muovevano al suo interno i personaggi descritti da Moore, capendo come mai (pur non avendo firmato quello che è il capolavoro detto da tutti) è un autore così capace. Perché alla fine, leggendo quelle pagine, arrivi ad affezionarti a tutti loro, anche ai cattivi, perché con un paio di didascalie e un dialogo è riuscito a farmi empatizzare persino col dittatore, non più mera macchietta antagonista ma una vera figura tragica che assume il medesimo peso dei buoni. E soprattutto, perché non cerca di dare delle risposte, ma di farti porgere delle domande. Il tema dell’anarchia non era usato come espediente per fare propaganda idealistica, era piuttosto una decostruzione di quello stesso ideale (condivisibile o meno) per farti arrivare a un semplice concetto: l’uomo, una volta ottenuta la libertà che tanto agognava, riuscirà a sopravvivere a sé stesso? Era questo che, per me, rendeva quel fumetto una lettura degna di essere fatta. Molto diversamente è andata invece con questo film, che ha drasticamente invertito la marcia, cosa che non è obbligatoriamente un male, ma qui avvengono dei piccoli pastrocchi che non mi sono proprio sentito di ignorare. E posso ben capire che il messaggio che riporta è giusto, che in tempi come questi ci vuole... però è un film. Non basta un buon pensiero a rendere una pellicola meritevole, il cinema e la narrazione hanno delle loro specifiche grammatiche che devono essere rispettate. Non mi basta un pensiero che posso anche condividere a farmi promuovere un film, se tutto quello che ci sta intorno è realizzato molto all’acqua di rose. Perché V per vendetta [film] purtroppo è questo: un prodotto molto modesto, sorretto però dal suo borioso idealismo che però, da solo, non basta a promuoverlo. La sceneggiatura dei fratelli Wachowski (due che dopo Matrix non ne hanno più imbroccata una...) si distacca visibilmente dal fumetto, cosa che di per sé, come già detto, non è un male, ma purtroppo offre molti passaggi che manco con tutta la buona volontà del mondo non posso ignorare. Tutto è reso bidimensionale, tutti o sono buoni o sono cattivi, lasciando da parte quella via di mezzo, quelle tonalità di grigio, che rendono ogni cosa più interessante - che poi non capisco, tutti si sono lamentati di Watchmen, ma vanno a esaltare questo film. La loro non è vera anarchia, è un concetto spremuto e facilitato per essere reso più usufruibile dal grande pubblico che riduce il tutto a una frase da stadio con tanto di happy end finale. Ci sono anche palesi errori di sceneggiatura [siamo in uno stato totalitario che controlla tutto e tutti, però non si accorge che il presentatore di punta della loro tv è gay, che ha fatto una puntata per deriderli, senza contare che riesce a trasmetterla senza problemi] e una regia senza mordente, sia per quanto riguarda le scene d’azione che quelle più riflessive, che vive solo della potenza narrativa del fumetto, qui opportunatamente filtrata e, ironia della sorte, senza quell’esagerazione che avrebbe potuto rendere lo spettacolo più memorabile. Si langue anche sulla fantomatica scena della lettera nel carcere, ben realizzata e di sicuro il punto più alto di tutto il film... peccato che qui diventi puro nonsense. Nel fumetto infatti aveva una logica perché V, facendo vivere a Evey quello che ha passato lui stesso, cercava di convertila il suo pensiero, e la sua camminata sotto la pioggia assumeva il metaforico senso di rinascita totale, proprio perché ideologica. Mentre qui invece la ragazza (una come sempre bravissima Natalie Portman) è già convinta dell’orrore dello stato dittatoriale, rendendo quindi nullo tutto il processo. Un po’ come prendersi a martellate un piede pur sapendo già che ci si farà un male boia... ma vabbeh, parla di sovvertire il potere, quindi è un capolavoro. Mi sembra giusto, come ragionamento.

Il film forse non è brutto, quanto eccessivamente semplicistico. Ma la cosa non gli ha impedito di diventare una sorta di cult. Mistero...


Voto: 

17 commenti:

  1. Premettendo che non ho letto il fumetto quindi il film l'ho considero come un'opera a sé, qui sembra proprio che tu stia parlando di un'altro film.
    In primis quel "buco di sceneggiatura" non è un buco di sceneggiatura, ma pignoleria. I buchi di sceneggiatura sono altro, sono vere e proprie falle che scollegano intere sequenze di un film. E in ogni caso non è una cosa che la regia può ricucire, la regia è ben altra cosa. Regia che, studiando io cinema, posso dire essere impeccabile.
    Per quanto riguarda il discorso 'anarchia = caos' e 'caos = violenza', è un realtà, non uno stereotipo degli sceneggiatori, la razza umana è una razza di bestie e questo è quello che ne uscirebbe.
    I personaggi sono ben caratterizzati, non sono solo "buoni o cattivi". V, per esempio, non è ne l'uno ne l'altro, è spinto da un desiderio di vendetta che muterà in desiderio di rivoluzione alla fine.

    P.S.
    Piccolo consiglio, fai l'esatto contrario, scritte nere su sfondo bianco, leggendo le recensioni viene veramente il mal di testa.

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    1. "Studiando io cinema" è una cosa che non si dovrebbe mai dire. Anche io ho studiato cinema e la regia non è impeccabile. Ma si entrerebbe in un dibattito decisamente superfluo e inutile.

      Per criticare il film dovrei rivederlo (cosa che farò in un futuro non molto lontano), tuttavia nonostante Giacomo ci sia andato giù (troppo) pesante con la sua critica, nemmeno io sono rimasto soddisfatto da V per Vendetta, che resta comunque un'opera riuscita a metà.

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    2. Con impeccabile intendo impeccabile, senza errori, falle di regia non ce ne sono. E' vero che non è una grande regia, però hai ragione, il discorso diventerebbe lungo e inutile.

      Io l'ho visto un numero sufficiente di volte per essere convinto della mia tesi, V per Vendetta è riuscito, forse cambierò idea quando leggerò il fumetto.

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    3. Caro Anonimo, grazie mille per la visita innanzi tutto :)
      Sul buco di sceneggiatura... tutto il resto è così prevedibile e lineare che anche le piccole cose diventano delle falle enormi. nel suo essere piccola, quella scenetta mina considerevolmente la credibilità della pellicola. Sulla regia invece hai ben letto cosa ne penso, eh hai in parte chiarito col caro Matt cosa succede.
      Il tuo discorso dell'anarchia lo condivido in minima parte, il problema è che lì tutto è trattato ai minimi termini, facendo perdere al tutto anche la benché minima valenza.
      E il mio discorso è slegato al fumetto. Come ho scritto, probabilmente vedere il film mi avrebbe impedito di leggere il fumetto.

      Grazie del consiglio, al momento però non ho intenzione di fare altre restyling. Terrò a mente la cosa, e magari in seguito eseguirò ;) grazie ancora per la dritta, spero che il blog ti piaccia

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  2. Anonimi anonimi anonimi e sempre sti anonimi, mah. A me non era dispiaciuto, sarà anche che sono un patito patologico del doppiaggio e il doppiatore di V. è straordinariamente bravo, ma alla fin fine non mi ha fatto ca.... Quello che però mi ha dato veramente fastidio, ma un fastidio insopportabile, che mi ha fatto venire l'orticaria, è stata Natalie Portman: che attrice becera. Ma come fa a campare, recitando? Me lo spieghi, per favore? XD

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    1. Ammetto che sono proprio io a dargli eccessiva importanza, pure nell'odio... ma proprio nun ce la posso fà! Veramente, una cosa che mi ha infastidito come poche altre hanno saputo fare.
      Sulla Portman... campa perché è brava :D trollol

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  3. Io avevo fatto esattamente il percorso inverso, avevo visto il film poi letto il fumetto ma dopo parecchio tempo, quindi ormai la pellicola l'avevo bella e dimenticata.
    Dopo averlo visto al cinema non l'ho mai più recuperato, ma ricordo una sensazione di lunghezza eccessiva unita comunque ad un paio di sequenze che all'epoca mi avevano particolarmente esaltata.
    Tutto sommato, un film innocuo.

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    1. Il problema è che è un film innocuo, ma si atteggia a pellicola scomoda. Questo basterebbe già di per sé ad abbassarne il punteggio a zero.

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  4. Poteva essere un film meritevole, ma è rimasto all'acqua di rose. È un cult, un capolavoro per la media-bassa cultura, più per - come hai giustamente detto - l'adolescenziale spirito sovversivo che spiattella che non per tutto il resto. Il film è tenuto in piedi dalla lettera di Valerie, quello sì che è un momento bellissimo, ma non basta da solo. Peccato perché sul genere Orwelliano si sono fatti molti film, doveva essere un lavoro facile, specie considerando che c'era il fumetto. Cioè avevano tutto e non ne hanno saputo cavare un tubo. Personaggi molto piatti, poi.

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    1. OVAZIONE!!!
      Finalmente qualcuno che concorda con me!

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  5. Ciao, è la prima volta che visito questo blog e devo dire che lo trovo interessante.
    Vorrei dire un paio di cose sul film che, per chiarezza, a me non è affatto dispiaciuto, certo non un capolavoro ma nemmeno questo prodotto così indegno. Trovo che la recitazione mediamente sia buona ( insomma la Portman ne " Il Cigno Nero" dimostrerà di essere in gamba), concordo che il momento più alto sia rappresentato dalle scene della finta prigionia, è piuttosto scorrevole nel suo sviluppo e non risulta noioso. Certo lo si guarda per puro divertimento, i messaggi veicolati sono semplici e non del tutto originali ma questo non significa che, per citare il commento di Iride, chi lo considera un cult/capolavoro abbia una media bassa cultura...ecco forse solo in campo cinematografico! Ci sono poi un sacco di film tratti da libri, fumetti, videogiochi ecc. che sono fatti in maniera indecente (ad esempio trovo orripilante 300), non certo questo.
    Non ne sono sicuro ma mi sembra di non aver visto recensioni di alcun film di Carpenter, ce ne sono in programma? Ovviamente penso sia uno dei più grandi registi di sempre.
    Ciao!

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    1. Innanzitutto: benvenuto! Mi fa piacere che il blog ti piaccia, e spero che questo sia il primo di molti altri commenti costruttivi :)
      La recitazione sì, per carità, oltre alla Portman abbiamo anche un certo Stephen Rea, che non è proprio il primo idiota che passa. Il problema però è che il 'divertimento'non è particolarmente usufruibile data l'estrema serietà con cui si prende. "300" è forse la beceraggine estrema fatta pellicola, ma proprio il suo essere cazzone e tamarro fino agli stremi lo rende divertente. Qui c'è poca (auto)ironia, ovvio quindi che le falle ideologiche e di trama diventino ancora più evidenti.
      Carpenter per ora ancora nulla. Devi avere un po' di pazienza, prima o poi qualcosa di suo lo metterò di certo, dato che piace molto pure a me ;)

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  6. Il film non è orribile ma in effetti è parecchio insulso. Per me i fratelli dal cognome complicato hanno cercato di fare la stessa cosa fatta con il primo Matrix. Hanno preso messo molti concetti presi in prestito (dal fumetto stesso e dalla letteratura) e li hanno buttati nel calderone. Alla fine è un mezzo polpettone.

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    1. E pure cucinato male, aggiungerei. Ma come dici tu questo è il film idolatrato dai bimbimikia.

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  7. Ciao.
    Posto qualche considerazione puramente personale. In principio, premetto di non aver (ancora) avuto l'onore e la gioia di leggermi l'opera di Alan Moore, quindi da adesso in poi la mia disamina si baserà solo ed esclusivamente sul prodotto cinematografico, mettendo un attimo da parte tutte le pignolerie figlie e frutto del notorio "Ma io ho letto anche il libro" con le quali in genere si tende a distruggere un po' la trasposizione di una storia cartacea su grande schermo... e ciò avviene perchè a parer mio un film ci sega alla base la nostra personale libertà creativa: leggiamo un romanzo e la nostra mente va in brodo di giuggiole, divertimento allo stato puro nel creare ambientazioni, dare volti ai personaggi e modularne i timbri vocali, nel creare i movimenti di camera che più preferisce. Con un fumetto questa libertà viene un po' meno. La resa visiva dei personaggi ci viene imposta, così come quella dei luoghi della storia. Le stesse inquadrature sono allucchettate.. ciononostante ci divertiamo lo stesso perchè abbiamo ancora potere, possiamo ancora giocare su tanti fattori a nostro piacimento, per rendere la storia inconsciamente più affine al nostro gusto.
    Questo potere si riduce ai minimi termini nel momento in cui sediamo in una sala cinematografica, dove tutto ci viene imposto e niente viene lasciato all'immaginazione, tranne i vari spunti interpretativi derivanti dalla personale cultura, sensibilità, indole caratteriale ecc.

    Tutta questa "vichyssoise verbale" a premessa soltanto per ribadire il concetto che valuterò il film SOLAMENTE per quello che è il FILM. Capisco che chi abbia nel proprio curriculum culturale anche la serie a fumetti tenda ad utilizzarla come metro ridimensionatore della pellicola. Lo so perchè l'ho rifatto anch'io in passato e lo rifarò in futuro. Forte della mia personale ricostruzione cerebrale di una storia ho stroncato davvero tante opere cinematografiche... ma solo nei casi in cui i film erano delle vere cagate con ciliegina di emorroide sulla punta.

    "V per Vendetta", se facciam finta per un attimo che sia stato partorito sul maxischermo, non lo si può consideare un film mediocre, mi spiace. La trama è un piacevole crescendo, con un finale che mette i brividi. I personaggi sono (quasi) tutti ben conditi e non è neanche vero che "tutti o sono buoni o sono cattivi, lasciando da parte quella via di mezzo" come dici tu. Lo stesso Stephen Rea, l'ispettore capo, muove i suoi passi sul cammino della "giustizia" governativa, le sue indagini vengono comunque svolte col fine di catturare V ma i suoi dubbi in merito agli accaduti e alla situazione del Paese appaiono palesi fin quasi dal principio, per non parlare del nulla osta finale che permette a Evey di far partire la metropolitana. La stessa ex-dottoressa e attuale medico legale Delia Qualcheccosa ci mostra un animo pentito, un discreto "cattivo" che arriva, di fronte a morte imminente, ad accettare il suo destino e porre delle scuse sincere per il male che ha fatto (sfumatura colta anche dal nostro V, che le elargisce una morte diversa, lenta ma indolore).
    La regia, tecnicamente parlando, non ha mastodontiche falle. Non ho notato grammatiche scomposte, carrellate fuori posto, panoramiche senza senso o qualche altro sgambetto che affatichi il coinvolgimento o interrompa la famigerata "sospensione dell'incredulità"... mi sembra che tutto sia al suo posto.
    Buone (non ottime) le soundtracks. Le colonne sonore da oscar sono altre ma direi che ci stavano tutte (L'ouverture 1812 poi, dà un impeto pazzesco, accompagna benissimo le esplosioni).
    Il messaggio trasmesso è chiaro, forte e molto profondo... purtroppo anche molto attuale e forse addirittura premonitore (vediamo cosa ci riserverà il prossimo futuro).

    --- SEGUE ---

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  8. --- CONTINUA ---

    Non sono un "bimbominkia" (ho 27 anni) e non lo sono mai stato.. eppure ho apprezzato tantissimo questo film, ciascuna delle almeno 8 volte che me lo sono visto. Ogni volta riesce ad emozionarmi e a trasmettermi qualcosa, senza arrivare a sentire il bisogno viscerale di stringere il pugno e gridare "Revolucion!" durante i fuochi d'artificio finali.

    Io credo solo che si possa arrivare a non apprezzare questo lungometraggio per tre principali motivazioni

    1) Non si è per niente sensibili al tema della libertà e dell'uguaglianza, dei governi oppressori dei propri popoli e dei sistemi che ti passano le "carotine mediatiche" attraverso le televisioni ed usano bastoni invisibili per sodomizzare le menti e renderle schiave inconsapevoli.

    2) Si tende (come ho già detto più volte, anche forse fino ad arrivare a rompere i coglioni) a paragonarlo all'opera originale cartacea, quindi a cercare ogni minima incongruenza con quella che a detta di tutti (spero, visto che voglio leggermelo) sia un vero capolavoro.

    3) Si è scemi e si preferisce guardare "uomini e donne" anzichè un film un minimo impegnato dove sia necessario mettere un attimo il cervello in ricezione sensoriale.

    Non ho detto tutto quello che volevo dire.. ma credo di aver detto anche troppo.. e poi ho sonno :)

    Ovviamente ognuno la pensa a modo suo.. sai che palle se fossimo tutti uguali? ;)

    A presto

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  9. Caro Gabriele, ottime ed approfondite analisi, una delle tante che arricchiscono ulteriormente questo blog.
    Sul personaggio di Stepehn Rea ti devo contraddire un attimo, però. Proprio quel processo che sottolinei fa intuire che lui, alla fine, sia sempre stato un animo buono, avvalorando la mia ipotesi. Quello che manca è un'umanità anche nei cattivi - uno su tutti, il dittatore - che, spiace a dirlo, sono abbastanza caricaturali. Quello che rendeva grande il fumetto infatti non era tanto la storia in sé, quanto l'arrivare a farti comprendere anche i personaggi più esecrabili, pur non appoggiando minimamente le loro azioni. Qui accade unicamente con la scena di Delia che tu citi (che devo ammettere, è davvero bella), ma è una goccia nel mare di tutto il piattume che seguirà dopo. E lì mi spiace, ci trovo davvero poco che possa essere considerato sopra la media e che posi questo film su un qualsivoglia piedistallo.
    Stesso discorso per la regia. Che non è particolarmente brutta ma, semplicemente, anonima. Non è riuscita a trasmettermi nulla e trovo che i momenti salienti non siano stati resi nel modo giusto. Ma posso capire, questo come non mai è un discorso che va a 'gusti'. A differenza della soundtrack, quella sì davvero ganza.
    Il messaggio invece per me è da cassare. Mi spiace. Troppo semplicistico, troppo retorico, troppo facilone e troppo fomentato. Se quasi trent'anni prima abbiamo avuto "Novecento" di Bertolucci e quattro anni prima "Hero" di Zang Ymou, cos'ha questo film per essere così apprezzato? Credo proprio che non mi sia piaciuto per il fatto che a concetti di liberta ci tengo molto, perché questo, in quanto a messaggi e a potenza comunicatrice, per me non va molto più lontano da un "Hunger games" qualsiasi.
    Insomma... queste sono le mie conclusioni. E sia chiaro, magari ho gli occhi foderati del proverbiale prosciutto perché ho amato il fumetto, ma di certo non mi piace "Uomini e donne". Anzi, la tv la guardo proprio raramente, molto meglio leggere un bel libro o vedersi un bel film ;)

    A presto ^^'

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