lunedì 22 aprile 2013

Attacco al potere - Holympus has fallen


Certe volte ho proprio bisogno di filmacci d'azione che mi facciano spegnere il cervello e stare come un mongoloide sul divano. Lo so, l'ho detto più di una volta che la vera pellicola d'intrattenimento è quella che diverte senza annebbiare i neuroni... ma erano tutte cose che dicevo prima di lavorare in uno studio grafico. Che poi ho fatto lavori anche più faticosi, come il bracciante agricolo o l'operaio chimico, ma giuro, solo stando in un ufficio ho iniziato a capire come sia salutare alle volte non pensare a nulla. Questo Attacco al potere quindi sembrava fare proprio al caso mio, anche perché solitamente Gerard Butler fa delle pellicole d'azione abbastanza fighe e ottuse quanto basta... ma non mi ero preparato a una simile infarcitura di stereotipi, pregiudizi e altre amenità. E il sentir parlare dei nordcoereani al tiggì, che qui vestono il ruolo di antagonisti principali, mi fa sentire maggiormente a disagio sulle sorti del mondo, proprio perché c'è gente che pensa e gode di questi film.

Mike Branning è una guarda del corpo efficiente e sempre all'erta, il classico americano di sani principi cresciuto a pizza e Coca Cola. Un giorno però l'auto che contiene il presidente e sua moglie fa un incidente, Mike interviene, ma non riesce a salvare la First Lady. Questo lo mette in cattiva luce agli occhi del primo cittadino, che lo relega dietro una scrivania. Quando però i nordcoreani brutti e malvagi attaccano la Casa Bianca prendendo in ostaggio il presidente, Mike sarà l'ultima speranza per l'America.

Non sono una persona polemica, ma comunque, odio il patriottismo. O almeno, odio un certo tipo di patriottismo. In minima parte pure io posso dire di amare il mio paese, e infatti apprezzo certa letteratura romantica che ci ha offerto i protagonisti meglio bendisposti a sacrificarsi per le sorti del paese che gli ha dato i natali. Il patriottismo dell'Americano medio però proprio non lo sopporto. O meglio, non lo capisco, che è ancora peggio. Non capisco come mai un paese fatto perlopiù da migranti [quest'affermazione non ha nessun contenuto razzista, ma alla fine è così, l'America è composta da migranti] che hanno strappato la terra ai veri proprietari, con una storia personale ed artistica breve se non nulla (almeno quest'ultima) sia caratterizzato da degli abitanti possedenti un tale ego. Per se stessi e la terra sulla quale camminano. Il che ci porta a quest film, che come avrete capito già nella prima mezz'ora si è fatto odiare dal sottoscritto in tutte le maniere possibili e immaginabili. Questo non perché odio il patriottismo, ma perché odio il patriottismo immotivato. Quello del: siamo americani e quindi siamo molto belli. Quello del: l'America è il più bel paese del mondo anche se non c'è la sanità pubblica e vanta il sistema scolastico e legale peggiore del mondo civilizzato. Che anche sul 'mondo civilizzato' andrebbe fatta una bella parentesi, ma ora non mi sembra il caso. Tornando a noi, questo rimane un film di propaganda patriottica, con una trama risibilissima e una seriosità davvero eccessiva che fa cadere tutto nell'autoparodia involontaria. Il tutto, visto l'attore protagonista (e anche produttore, sic!) mi ha portato alla mente il 300 di Snyder, e mi ha fatto pensare se senza tutta quella goliardia e il cattivo gusto così ostentato il peplum sui genesisi dle mio amico Zack sarebbe potuto essere così divertente. Il che mi riporta al film qui recensito, e mi fa pensare a come nonostante tutte le pecche di trama e regia si prenda anche parecchio sul serio, affossandosì così in maniera più che definitiva. Poco da dire sulla regia di Fuqua, del quale faccio fatica a ricordarmi un film che valga la pena essere visto, e che qui realizza una messa in scena scolastica e minimale, senza particolari note negative o positive. Da quel punto di vista lo si potrebbe prendere o come un semplice tecnico, o come un cineasta senz'arte né parte che qui asserve un qualcosa di ancora più scandaloso del suo stile standardizzato e privo di qualsivoglia energia. Pure gli effetti speciali si dimostrano abbastanza scadenti, segno che di fattori positivi in questo film proprio nno ce ne sono manco a morire. Sì, invece qualcosa di positivo c'è. Il cast. Gerard Butler è perfettamente calato nella parte e mostra una forma fisica invidiabile. Ma la vera sorpresa sono Aaron Due facce Eckhart e Morgan Freeman, due attoroni che però devono asservirsi a dei personaggi davvero miseri e privi di spessore. Non che il film ne abbia, d'altronde, e pure la minaccia nordcoreana è gestita in maniera davvero pasticciata, tantoché non mi sentirei manco di condannarli più di tanto se dopo questa sozzura di film volessero bombardarli sul serio... E comunque, rimane triste vedere come la controparte meridionale dei 'nemici' riesca a sfornare dei film perfetti anche nella loro variante più commerciale, e di come l'industria cinematografica per eccellenza sia ancorata a questi ludismi infantili e quasi razzisti.

Ma un qualcosa di davvero bello ce l'avrà questo film? Sì, che finisce. Davvero, un'ora e mezza della mia vita buttato nel cesso e che ha saputo fari solo e unicamente innervosire. Se lo sapevo (ma in parte ne ero conscio, ammetto) scaricavo la rabbia post-ufficio pippandomi su Scarlett Johansson.


Voto: ★½

2 commenti:

  1. a me non attirava da prima e figuriamoci dopo che ti ho letto e comunque concordo sui film da vedere a neuroni spenti! sono assolutamente necessari!

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    1. Il tamarro alle volte è utile per mantenere una parvenza di sanità mentale. Comunque dai, felice di averi risparmiato un supplizio, anche se a mio discapito ^^'

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Ragazzi, mi raccomando, ricordiamoci le buone maniere. E se offendete, fatelo con educazione U.U