mercoledì 10 aprile 2013

Berserk - l'età dell'oro - capitolo 1: l'uovo del re conquistatore


Se dovessi dire delle cose che hanno plasmato la mia adolescenza sono sicuramente i film, la letteratura, le saghe fantasy e i fumetti. A raggruppare il maggior numero di questi elementi sopraggiunge un unico titolo, che è Berserk, lo straordinario manga di Kentaro Miura ancora in prosecuzione. E' un manga strano, un fantasy dalla storia incalzante e violenta, ma di una violenza che credevo decisamente inarrivabile. Leggere i primi tre tankobon fu un supplizio, perché i miei occhi non si erano mai imbattuti in un qualcosa di così violento sia sul piano fisico che su quello psicologico, e le avventure di Gatsu il guerriero nero misero a dura prova i miei nervi per un po' di tempo - per dirvi, questa è una delle copertine... Una volta che mi ero abituato al tutto però mi lasciai catturare solo dall'intelligenza della storia e dall'inaspettata introspezione dei personaggi. Posso ben dire che quest'opera è sicuramente uno dei dieci fumetti che mi ha cambiato la vita, e anche se è ancora in prosecuzione mi viene da sperare che Miura faccia il bravo e decida di non toccarlo, perché anche senza sapere come finisce, mi basta il ricordo di quelle letture per farmi venire un senso di strana ma gioiosa malinconia.

Siamo nella terra fantasiosa del manga, e seguiamo le avventure di Gutts [non Gatsu...], mercenario dal passato tenebroso che non vuole sentirsi legato a niente e nessuno. Tutto questo fino a che non incontra la Squadra dei Falchi comandata da Griffith [non Grifis...], efebico e carismatico condottiero attratto da lui, che lo reclama fra le proprie fila. Ma Griffith ha una particolare ambizione, e tutta la squadra dovrà adoperarsi per permettergli di raggiungerla, fra battaglie, intrighi e giochi di potere...

Ero ancora memore dell'orrenda miniserie omonima (passata in seconda serata su Italia1, pure) che, per quanto beneficiata da una sigla davvero caruccia a opera di un gruppo di nerdaccioni abbastanza scarsi, proprio non rendeva giustizia al materiale di partenza. Sarà che forse non era la serie a essere particolarmente brutta o mal fatta, ma il manga a essere troppo bello, fatto sta che pure nel paese d'origine fu interrotta dopo pochi episodi - anche perché aveva raggiunto la continuity dell'operato cartaceo. Il sapere di un film che quindi beneficiava di un chara degno di questo nome e del supporto di animazioni all'avanguardia, poteva solo riempirmi di insana curiosità. Finalmente sono quindi riuscito a mettere occhio su questa ambiziosa produzione chiamata L'età dell'oro, e che vede una serie di film brevi che riepilogano in maniera piuttosto fedele tutto quello che era stato narrato dalla penna e dalla china di Kentaro Miura. E che dire, il risultato sembra davvero soddisfacente. E non solo per quello che può essere scambiato per un mero fanboysmo, ma anche analizzando l'opera per i valori cinematografici che ha. La prima cosa ad avermi colpito sono state le animazioni dello studio 4°C (gli stessi di Animatrix e Tekkonkinkreet - soli contro tutti) che nella sena iniziale dell'assedio sanno regalare delle sequenze davvero memorabili. La cell shading aiuta nell'animare in maniera realistica e non scattosa un così gran numero di comparse digitali, ma purtroppo si fa dannosa quando vengono fatti degli accidentali primi piani, e posso garantirvi che un volto animato male tramite una tecnica computerizzata sa essere quanto di più dannoso all'economia compositiva ed emotiva di una scena. Tutto sommato sono cose alle quali si può passare sopra, anche perché quando sono utilizzate, anche le animazioni tradizionali (che sono quelle che tutt'ora preferisco) sanno farsi davvero valere, anche a favore di un numero di personaggi ben fedeli al design originale e molto credibili graficamente. La sceneggiatura di Ichirô Ôkôchi (che ha messo la sua penna a servizio di serie quali Negima, Angelic layer e School rumble) sulla carta forse non era proprio la persona più adatta a riportare gesta così particolari, e infatta si limita a rimettere per iscritto quanto era stato fatto sulla pagine di carta dei tankobon, tagliando col machete certe parti e cercando di dare un linearità quando possibile. Ci si deve preoccupare più dei tagli che che delle deviazioni personali quindi, cosa che forse potrà piacere a certi fan superaccaniti ma che deluderà chi voleva un'impronta personale e autoriale in un'operazione che forse meriterebbe un trattamento simile. Ci pensa quindi la regia di Toshiyuki Kubooka [chi cazzo è?] a dare carisma a uno script che fondamen-talmente non dice nulla di nuovo, dimostrando eleganza compositiva e senza attaccarsi troppo alle immagini preimpostate delle vignette, tranne quando altra inquadratura è impossibile, e mettendoci forse qualcosa di vera-mente proprio con un ritmo che si dimostra soddisfacente - anche perché il film dura poco più di un'ora, quindi... Unica nota di demerito che mi sento di fare è nel doppiaggio italiano che, come nel caso di Gutts quando è incazzato o in Zodd l'immortale, è davvero inascoltabile.

Tutte cose che rendono questo primo tassello della saga cinematografica come un qualcosa di ben realizzato che fa sperare in un altrettanta lieta prosecuzione. Io non mi perderò gli episodi successivi, quindi... stay tooned!


Voto: 

4 commenti:

  1. Se mi posso permettere, sei stato fin troppo buono. Anche se non male, più che una trasposizione filmica questa mi pare un taglia e cuci, una reductio in cui viene meno l'introspezione dei personaggi, la loro biografia essenziale. Mancano ad esempio le stesse condizioni in cui viene al mondo il protagonista (un aborto) e la lotta con il padre adottivo, elementi interessanti alla luce di un'interpretazione freudiana. Che dire... se non fossi cresciuto anch'io con questo manga gli avrei senz'altro dato un voto altissimo perchè dal punto di vista tecnico condivido la tua analisi.. putroppo non posso.

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    1. Figurati, permettiti pure ^^
      Da un punto di vista hai ragione, ma credo che da un manga di così ampio respiro sia impossibile trattare tutti gli elementi in maniera fedele e coerente. Il taglia e cuci era la soluzione più immediata e semplice, anche perché l'animazione di qualità così elevata comporta di sicuro dei costi - da qui il fatto che duri così poco, per me.
      A mio parere rimane comunque un buon prodotto e, se si continua la fedeltà al manga, ci sarà motivo per narrare tutti gli avvenimenti che sono stati tenuti all'oscuro - ma comunque flebilmente accennati.

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  2. Io invece reputo i 3 lungometraggi orribili: doppiaggio ita inadatto per quasi tutti i personaggi e, tralasciando il taglia e cuci necessario per il rispetto dei tempi di proiezione, ci sono incoerenze con la trama del manga. Ad esempio, il fatto che sia Grifis a soccorrere Caska e Gutz nella foresta con cattura di Adon...dettaglio non poco irrilevante dato che cambia parte della storia....

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