mercoledì 10 aprile 2013

Drive


Parlare di questo film mi fa pensare un poco alla mia vita con le ragazze. Il che forse potrebbe precludere quella che è la recensione più breve della storia di questo [insulso] blog, ma il discorso appare analogo se non viene presa in considerazione il parere delle dirette interessate. Comunque, tornando semiseri, mi è capitato più volte di conoscere ragazze bellissime, di una bellezza mozzafiato, di quelle che con un solo sbattere delle palpebre potrebbero fare a pezzi un uomo... trovandole alla fine solo e unicamente vuote, o di una bellezza così estrema e ricercata che hanno finito per assomigliarsi tutte fra loro - come direbbe un certo rapper: qui dentro mi sembrate tutte uguali, stesse facce stessi culi stesse fighe verticali. Poi ci sono altri esemplari ginecei che forse non possono vantare un fisico da top model, ma che vuoi per la simpatia o proprio per quell'imperfezione che le caratterizza, sanno diventare molto più appetibili e interessanti delle prima. Un po' come le donne verdura della Littizzetto. Drive è un po' come queste ultime, forse banale e già visto per molto altri aspetti, ma se 'conosciuto' meglio sa diventare quanto di più bello si sia visto negli ultimi anni.

Driver lavora come meccanico in un'officina e alle volte come stuntman. Ma i veri guadagni gli arrivano come guidatore per i grossi colpi criminali, assicurando ai ladri una fuga rapida e sicura per la città. Un giorno gli capita di conoscere e di innamorarsi di un sua vicina di casa, la quale però sta attendendo l'uscita di prigione del marito. Quando questi fa ritorno a casa però la situazione degenera, poiché dentro il carcere ha avuto modo di incontrare un debito con un mafioso, che ora deve ripagare facendo una rapina a un banco dei pegni. Il driver quindi cerca di regolare una rapina per cancellare il debito dell'uomo, però...

La prima cosa che ho pensato di questo film non appena giunti i titoli di coda è che sarebbe potuto essere un perfetto western. Gli ingredienti di sono tutti: un giustiziere senza nome (come l'Eastwood di leoniana memoria), che arriva in una città e, a suon di giustizia pane e salame, fa quello che deve. Se al posto delle macchine avessimo quindi i cavalli, quindi, l'appartenenza al genere sarebbe stata totale. Invece siamo dentro Hollywood, nelle vie di una metropoli americana di asfalto e palazzine, ed i balordi sono in realtà dei mafiosi brutti e cattivi che urlano - e forchettano, vedere per credere. In queste dinamiche abbiamo un personaggio quasi amorfo, bloccato nella sua maschera di durezza e freddezza estrema anche nelle situazioni di pericolo, ma che quando trova qualcosa da proteggere e da amare riuscirà a dar sfogo anche alle proprie emozioni. E lì saranno guai per tutti, perché il driver non risparmierà nessun colpo, e se nella famosa scena del martello arriveranno anche a tremargli le mani perché sa di essersi spinto troppo oltre, arriverà a uccidere ed a spaccare teste a calci come nulla. Letteralmente. Trarre un film simile dal romanzo omonimo di James Sallis (autore che non amo molto, come non ho amato il libro che sta alla base) era un'impresa non impossibile, ma vagamente difficile, e penso proprio che ci voleva Refn per riuscire nell'impresa. Perché questo film dimostra come la regia e l'aspetto visivo in un film sia la cosa più importante, alle volte, di come il modo di raccontare qualcosa superi di gran lunga il come. Inizialmente doveva essere diretto da Neil Marshall e interpretato da Hugh Jackman, e lì sarebbero stati cazzi... infatti il film è stato sceneggiato da Hossein Amini (quello che ha contribuito a quella sozzura di Biancaneve e il cacciatore, per intenderci), che però a questo giro sembra aver fatto bene il suo lavoro. Infatti ha tolto tutti i flashback mostranti il passato del driver a favore di una linearità ancora più lineare, lasciando uno spazio preponderante alla regia del danese, che ha saputo fare il miracolo. Il finire per avere l'ennesimo Fast and furios del quale non sentivo particolare mancanza era facile, ma Refn, complice il suo manierismo davvero snob e patinatissimo, confezione un capolavoro. Drive è un film che a livello di trama non ha nulla da offrire, se non un rimasticamento di cose già viste e straviste in mille prodotti affini. Ciò che conta in Drive è la regia, come fa intendere la magnifica scena iniziale che ci introduce nelle gesta illegali del protagonista - ed i titoli di testa con Nightcall in sottofondo. Che poi è vero, alla fine una bella regia non serve a nulla, ma una regia magistrale  e divina riesce a compensare uno script non originalissimo ma che però si mantiene saldamente sulle proprie gambe, beh, sono proprio un altro paio di maniche. A questo poi aggiungiamo un montaggio esatto fino al millesimo, in grado di rendere chiarissime e fluide le scene d'inseguimento, insieme a una fotografia che annebbia la vista dalla bellezza. Gli attori non sono decisamente da meno, e il protagonista Ryan Gosling passa dalla pura inespressività al saper far paura cn un semplice sguardo, dimostrandosi uno dei talenti più grandi della sua generazione; gli fa da perfetta spalla femminile l'adorabile Carey Mulligan, attrie di talento e uno dei musetti più graziosi che ho mai visto. A loro aggiungiamo anche delle vecchie glorie come Ron "Hellboy" Perlman, Bryan Cranston e Albert Brooks, e il gioco è fatto. Anche se il mio cuore va alla bellissima Christina Hednricks, celebre maggiorata della serie tv Mad men, purtroppo legata a una parte non memorabilissima.

Non il voto massimo, perché effettivamente la trama è davvero prevedibile e lineare. Ma la messa in scena e il significato che alla fine il tutto riesce a trasmettere, beh, grazie al cazzo se non è uno dei migliori film che siano mai stati fatti.


Voto: 

15 commenti:

  1. Un film notevole sotto ogni aspetto. Concordo sulla linearità della trama, tuttavia ad ogni visione si trova un sottotesto nuovo: un gesto, uno sguardo che all' inizio ci è sfuggito ma che si incastra alla perfezione. Ora attendiamo il 23 maggio e stiamo a vedere se Refn si ripete

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    1. Io confido, finora per i film che ho visto non mi ha deluso :)

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  2. è un film d'autore e d'azione contemporaneamente. Sono andato via dal cinema guidando come un pazzo!!

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    1. Fortuna che io l'ho visto a casa, sennò rischiavo di fare un incidente XD

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  3. Film strepitoso.
    Sono solo un po' perplessa per quel "manierismo snob e patinatissimo" riferito a Refn.

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    1. Patinato lo è. Snob lo dico per l'estrema ricercatezza di alcune scene, certe volte portata davvero all'estremo.

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  4. All'inizio volevo morire, devo ringraziare la colonna sonora quasi Badalamentiana e la confezione anni '80 se sono riuscita a superare l'impasse e arrivare ad appassionarmi.
    Bello e molto particolare, la scena dell'ascensore da sola vale tutto il film.

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  5. Classico dei nostri tempi. Un film per predatori.
    Bellissimo sotto tutti gli aspetti.

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  6. Ma anche l'altra volta hai cominciato una recensione parlando delle ragazze...
    Comunque cult/capolavoro/masterpiece/chi ne ha più ne metta assoluto, vorrei tanto quella bella giacca con lo scorpione, l'ho già scovata dalle mie parti peccato per il prezzo.

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    1. ... e aspetta che inizi a parlare di torrone al gelsomino U.U
      Beh quella l'ambirei pure io, peccato sia così chiara.

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  7. Me la vedrò con te, allora. Bello, ma di roba entusiasmante più di questo ne ho vista.

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    1. Ma come, un amante della regia come te che lo liquida così?

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  8. Non è una meraviglia? *_*
    La prova del fatto che per essere bello un film non deve essere per forza pieno zeppo di battute! Che classe!

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    1. Che in effetti ci sono certi teorici che dicono che il cinema, più che sulle frasi ad effetto, deve basarsi sulle immagini - cosa ovvia, per certi versi.

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Ragazzi, mi raccomando, ricordiamoci le buone maniere. E se offendete, fatelo con educazione U.U