lunedì 1 aprile 2013

Into the wild - nelle terre selvagge


Questa recensione so già che mi attirerà contro numerose critiche, ma è una cosa che voglio fare per principio. Un po' perché è anche, in piccola parte, uno dei motivi per cui ho voluto chiamare questo blog Recensioni ribelli, perché uno dei miei intenti era quello di fare delle recensioni 'contro' in merito a dei film che tutti ritengono dei capolavori e io delle fantozziane cagate pazzesche - e viceversa, anche. Conscio però che la ribellione fine a sé stessa confluisce unicamente per sfociare nella ridicolaggine, cercherò di argomentare al meglio le mie tesi, perché mi rendo conto che questo è un film che ha scalfito il cuore a molti, ergo posso ben dire di star giocando con la dinamite. Una cosa pericolosa ma che però voglio fare per dovere di critica, anche perché penso che se ti ritieni uno convinto delle tue tesi devi esprimerle a prescindere dell'eventuale figura di merda che possono farti fare - e degli eventuali seguaci che potrei perdere. Purtroppo l'andare contro sempre e comunque fa parre del mio carattere da tempo immemore, quindi perché non far fare lo stesso anche questo blog?

La storia è quella di Christopher McCandless, giovane benestante in una famiglia divisa dall'interno, che abbandona tutti gli agi per intraprendere un'avventura nelle terre selvagge, alla ricerca della libertà che la società gli impediva di raggiungere.

Il tutto è tratto da una storia vera, unico motivo che a mio parere ha fatto prendere così sul serio questo film da molti, per la precisione dalla biografia scritta da Jon Krakauer, divenuta una sorta di piccolo cult nel circuito letterario underground di mezzo mondo. Sean Penn ci ha messo dieci anni per accaparrarsi i diritti, e alla fine è riuscito a realizzare questo film che tanto desiderava. Io ricordo che ero andato al cinema con le migliori aspettative, contando che lo vidi a diciotto anni, ovvero in quella che era il pieno della mia ribellione giovanile', e ne uscii veramente amareggiato. Anzi, irritato pesantemente, perché per quanto i miei occhi fossero adombrati dall'ingenuità dettata dall'età, credo che una marea di cazzate in sequenza di così larga scala non avevo avuto ancora modo di vederle. Abbiamo un protagonista, che è un giovane benestante di famiglia borghese, che decide di abbandonare agi e confort per avventurarsi in un'avventura fra le terre desolate che mettono a dura prova il fisico umano. Va bene, spunto molto interessante ma... il fatto che il personaggio verta su una base simile gli fa perdere in principio tutta la credibilità. Tutto questo perché questo suo disperato gesto di ribellione è dettato dal semplice fatto che si è potuto permettere di far.o, proprio per via della sua natura altolocata. Non credo che siano solo i ricchi a soffrire, e mi è venuto da pensare a come si sarebbe potuto evolvere il film se al posto di questo giovine intellettuale avessimo avuto uno di natura più popolare, magari con i medesimi travagli interiori, che però non poteva darsi a questa sorta di anticonformismo perché doveva lavorare per aiutare la famiglia a pagarsi le bollette. O magari uno che aveva lasciato la propria ragazza incinta, e che doveva quindi responsabilizzarsi per mantenere la famiglia che si era appena creato. come, questa è una storia vera e il personaggio era così? E chissenefrega, se la base di partenza non è credibile e fa sorgere dubbi simili, perché proseguire nel discorso? Abbiamo poi quindi questo novello Robinson Crusoe proseguire nel suo viaggio, fare molti incontri (minchia quante legnate che avrei dato ai comprimari) e dare a tutti la bella morale per vivere al meglio la propria vita... bene, un personaggio così tormentato e incerto, che va in cerca della verità, che sa dare la parolina buona a tutti? No, non ci siamo proprio. Le incertezze in fasi di scrittura di questa cosa si fanno sempre più evidenti e lacunose, a parer mio. Anche perché mezze delle lezioncine di vita sono composte da frasi fatte e abbastanza prevedibili, vertenti su quello che è un buonismo abbastanza scontato. Poi arriva il finale... quel finale... che vede la tardiva presa di coscienza del protagonista che impara la lezione più grande di tutte: la felicità è tale solo se è condivisa. Bellissima frase, molto profonda e veritiera, ma... anche profondamente scontata. Quindi i casi sono due, o il film in sé non vale molto, o mi sono fatto una vita così particolare che ho compreso questo semplice insegnamento molti anni fa. Qualunque sia la risposta, proprio non ho trovato un qualcosa che giustificasse una scontatezza simile (per quanto veritiera e per quanto cacciata alla fine negli ultimi minuti) dopo quasi più di due ore di supplizio intellettuale. Se la cavicchia la regia di Penn, pur eccedendo di voci fuori campo a random e stacchetti insulsi, ma vero motivo d'esistere del film sono le musiche di Eddie "Pearl Jam" Vedder e le splendide scenografie. Del resto poco altro, a mio parere, anche perché il più delle volte la verità sta nel mezzo senza eccessivi estremismi.
Molto bravo l'attore protagonista, invece, e buona parte dei comprimari - fra i quali abbiamo l'allora sconosciuta Kristen Stewart. Peccato che da solo non riesca a risollevare un film pasticciato e ideologicamente mal gestito.

Dal canto mio continuo a godermi l'acqua calda, il riscaldamento e la connessione internet, come fanno molti estimatori di questa pellicola. Perché forse se si vuole davvero sovvertire il sistema il modo migliore di farlo è dall'interno.


Voto: 

37 commenti:

  1. Anche a me non ha convinto, nonostante la qualità delle immagini. Forse quello che mi ha coinvolto meno, tra quelli di Penn come regista.

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    1. Un film 'contro' sul quale concordiamo, finalmente!

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  2. Uno dei film più sopravvalutati degli ultimi anni.

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    1. Finalmente qualcuno che la pensa come me

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  3. sì un po' una paraculata ma al tempo mi era piaciuto un sacco :)

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    1. Paraculata è un termine troppo leggero u.u

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  4. a me il film è piaciuto molto, ma di più il libro da cui è tratto (l'avevo letto prima).
    per essere recensionista ribelle ci riesci bene:)

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    1. Il libro purtroppo (tanto per cambiare) non ero riuscito a leggerlo.
      Beh grazie :)... almeno, era un complimento? O_o

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    2. il libro è più forte, non ci sono flashbacks che allentano la tensione verso l'epilogo

      ci sono tanti film da recensire da ribelle, quelli con sceneggiatura originale di più, o no?

      e comunque se tanti scriviamo vuol dire che ci ribelliamo al ribelle, e allora funziona:)

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  5. Lo guardo e poi torno per insultarti o appoggiare la tua recensione ribelle;)

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  6. Concordo: il protagonista è soltanto un vigliacco che non sa come affrontare la vita e quindi decide di scappare. Film sopravvalutato.

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    1. Non la metterei su questo piano, è un commento troppo 'violento' per certi versi, anche perché credo che ognuno reagisca alla propria maniera alla vita.

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    2. Probabilmente ho esagerato, ma quando ho scritto il commento mi sembrava la parola più appropriata :)

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  7. Non sono daccordo, il protagonista si allontana da un mondo ipocrita e superficiale per trovare la vera vita, è facile mettere etichette e dire ma come lasci i confort? E il benessere? Ma confort e benessere a cosa servono se non raggiungi la felicità e vivere una vita di ipocrisia? A che serve, solo perchè la famiglia era benestante? Allora San francesco anche lui era un vigliacco che ha abbandonato agi e lussi per una vita umile? Per favore posso capire che un film può piacere o meno, ma bisogna anche capire i contesti delle scelte dei protagonisti :)

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    1. Nel nostro mondo occidentale credo che un certo tipo di benessere sia oramai standardizzato. San Francesco ha fatto una scelta coraggiosa per i suoi tempi (contado che lui si era preposto una vita umile, il protagonista di questo film invece prima brucia i soldi e poi lavora per guadagnarne altri - viva la coerenza - e la sua 'fuga' era dettata sull'incertezza, il discorso mi ha infastidito per quello, a qui il fatto che 'se l'è potuto permettere'), negli Anni Zero ormai, specie dopo che sono passati gli anni '60, credo che questo sia un gesto che ha perso la propria funzione.
      La vita vera non la danno i confort (ai quali nessun estimatore di questa pellicola ha rinunciato) ma manco l'autoisolamento. E rimane il fatto che il messaggio finale è scontato.

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    2. se parli di autoisolamento ti do ragione, in questo senso ha sbagliato, per me resta un grandissimo film poi ognuno recepisce il messaggio che vede :)

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  8. per me è un film stupendo in ogni sfaccettatura!

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    1. ... e fu così che la guerra iniziò XD

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  9. film irritantissimo e fastidiosamente radical chic.E il libro e' pure peggio!

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    1. Potrei innamorarmi di te, sai? :)

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    2. Con l'innamorarsi della collega o col giudizio del film? :-P

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  10. L'ho rivisto di recente ed ho un po' cambiato idea rispetto a quando lo vidi al cinema. In meglio, perchè al cinema mi aveva solo MORTALMENTE ANNOIATO. Invece rivedendolo mi trovo d'accordissimo con la tua recensione. Musiche straordinarie, scene e fotografia incantevoli. Tutto il resto è nooooooooiiiiaaaaa!

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    1. Giuro, non mi aspettavo che in così tanti concordassero con me

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  11. Personalmente è uno dei film che più mi ha infastidito!! per me si salva solo la fotografia... Un elogio alla libertà? No, un elogio alla stupidità umana! Penso di non essere mai stato soddisfatto così tanto dalla morte di quel coglione del protagonista...non so se rendo l'idea. Film fasullo, retorico al massimo. per me due stelle sono anche troppe!

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    1. Veramente, tutta questa gente che concorda mi commuove!

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  12. Io non credo che lui sia fuggito perchè non sapesse come affrontare la vita reale, anzi lui poteva avere ciò che molti ragazzi della sua età desiderano ma che non hanno la possibilità di avere...lui piuttosto fugge da questa società malata, tossica e opprimente che celebra soltanto il denaro e il potere, tralasciando la vera ricchezza, che è quella interiore. E così siamo diventati ciechi di fronte alla bellezza della vita, non sappiamo più VIVERE, siamo poveri interiormente. Io credo che Chris abbia avuto un coraggio che alla maggior parte di noi ragazzi di oggi manca, perchè ormai siamo morti dentro, facili prede dell' ipocrisia e della corruzione.. lui ha avuto il coraggio di abbandonare ogni certezza per inseguire un sogno, per per difendere i suoi valori..

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    1. Posso ben capire le motivazioni, ma sono state sviluppate male. Lui sfugge da una società che si celebra solo col denaro (e infatti lo brucia) per poi andare a lavorare in un McDonald e fare la fila per avere dei documenti. Insomma, capisco il coraggio e gli ideali, ma un po' di coerenza...
      Che è quella che manca a questo filmetto. Senza contare che il sogno alla fine si è tramutato in un incubo.

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  13. Ah, che soddisfazione leggere quello che hai scritto! Tutti che me ne parlavano bene. Io invece mi sono annoiata a morte e non vedevo l'ora che finisse! Mi aspettavo un film tanto profondo e invece mi sono trovata davanti ad uno di poca sostanza. Non mi ricordavo che bruciasse i soldi. Adesso mi fa ancora più schifo. Se te non li vuoi, dalli a chi ne ha bisogno, no? Uno mi può dire che sono solo oggetti, che rappresentano il potere bla bla.. Ok, ma se hai una coperta che non ti serve, ha più senso bruciarla o darla a chi muore di freddo?

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    1. E non sai che gioia mi hai dato te con questo commento! :D

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  14. Film mediocre squallido insulso. purtescente. inutile, dannoso. oltremodo ridicolo. In due parole : la merda. purtroppo o per fortuna si perderà in quel cumulo di sterco che è oggi la cinematografia mondiale. quelle belle parole che la gente ama ripetere svuotandole nella ripetizione sono nauseabonde. sarebbe ammirevole un film che facesse venire la nausea, volendolo. ma l'obiettivo di questo scempio, il suo messaggio, la sua lettera, erano così chiari e manifesti che mi sono sentito insultato, senza tuttavia che il regista lo volesse. siamo circondati da bei messaggi, belle parole, bei sentimenti, l'industria del cinema dei libri della televisione ecc. vomita significati senza sosta alimentando un continuum amorfo atmosferico che ha sempre lo stesso viso, e tutto intorno crolla.
    ho visto la madonna guardando un cavallo fulvo. si fa ancora arte in questo mondo ma in luoghi isnospettabili.

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    1. Non sono così drastico, però sì... un film che ha innervosito pure me. E parecchio.

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Ragazzi, mi raccomando, ricordiamoci le buone maniere. E se offendete, fatelo con educazione U.U