giovedì 25 aprile 2013

Iron man 3


Le mie opinioni sui (sopravvalutatissimi) film di Iron Man sono ben risapute. Il primo era caruccio, ma l'ho trovata più una botta di culo che un film ben fatto. Il secondo invece un qualcosa di estremamente confuso e straniante, che arriva a malapena alla sufficienza. Che motivo avevo di aspettare questo terzo capitolo? Innanzitutto, perché dei miei amici hanno avuto la brillante idea di andare a vedere questo film al cinema IMAX di Milano, cosa che comunque nella mia carriera cinefila ha avuto sicuramente la sua rilevanza. Rilevanza che mi ha lasciato impressionato per la grandezza dello schermo soggetto alla proiezione, e strabiliato per l'impatto sonoro. Peccato che la visività ne abbia un poco risentito a causa del 3D posticcio (che su uno schermo del genere comunque non è poca cosa), poiché il film è stato convertito per le sale di quel tipo, è non è nativo di quella tecnologia. Un qualcosa di comunque molto emozionante per una serata con gli amici fumettari che per qualche ora (compresa l'andta e il ritorno a Milano) ci ha offerto una giornata diversa.

Dopo 'i fatti di New York' narrati in The Avengers Tony Stark cerca di darsi finalmente una regolata, suo malgrado. E' scosso continuamente da degli attacchi di panico che non sa spiegarsi, e che rischiano di rovinare la sua vita e il suo sonno. Intanto stanno arrivando due nuove minacce: un sadico terrorista conosciuto come il Mandarino e il visionario Aldrich Killian, che ha in mente un progetto rivoluzionario... il progetto Extremis...

Dopo le prove di John Favreu ecco che Shane Black prende le redini del progetto, imbastendo un film decisamente ambizioso e tendente a un darkettonismo che molti hanno definito quasi nolaniano. Dal canto mio dico che questo non è un film dark come alcuni hanno detto, semplicemente è un film più adulto delle precedenti due bambocciate. Il che comunque lo rende un film per bambini, solo un ciccinino più violento. Black comunque non dimentica il suo passato di autore di buddy movies quali la saga di Arma letale, e fa quello che gli riesce meglio: un film d'azione. Perché definire questo Iron man 3 un film di supereroi è leggermente riduttivo, quella che qui abbiamo è più che altro l'imbastitura di un film action. Un film action che poi finisce per diventare un film di supereroi, ma è difficile dire alla fine quale sia l'influenza maggiore. Se da una parte Tony Stark non può fare a meno della propria armatura, qui le circostante lo costringono a privarsene per un lungo periodo a favore di un'azione più muscolare ed umana, e anche quando il nemico raggiunge i toni più fantascientifici sarà sempre quello l'approccio che il regista/sceneggiatore preferirà. Il tutto tra origine da due storie principali del ciclo dell'uomo di ferro, ovvero quello de il Mandarino e quello di Extremis (quest'ultimo uscito in una raccolta unica con i volume della Gazzetta dello Sport), convergendoli in una storia unica e mutandoli seriosamente verso la fine. Ed è proprio in questo che il personaggio del Mandarino ha modo di essere completamente riplasmato, in maniera tale da offrire una delle parti più geniali del film [Ben Kinsley si conferma come sempre un signor attore] e immettendo un paio di vela critiche al sistema americano. Certo, ruffianissime e velatissime come non mai, ma comunque il ricordo di un certo patriottismo americanoide non si respira qui. Almeno di questo va dato atto. Ma ritornando al Mandarino, la sua presentazione che lo vede privo dei poteri magici e più vicino a un Saddam Hussein dei poveri farà storcere il naso ai nerd più accaniti, ma invoglierà gli amanti di un certo tipo di action come il sottoscritto - e al quale Shane Black, come ricordo ancora, appartiene per diritto di nascita. Altro elemento che gioca ad assoluto favore di questa pellicola è il convergere nell'universo cinematografico della Marvel a 360 gradi, citando oltre che il film di Whedon (al quale ruba un paio di rapide sequenze) anche gli altri supereroi che sembrano ben girovagare nel mondo. Una cosa che restituisce alla celluloide una certa compattezza già presente sulla carta da decadi, e che mi ha fatto gran piacere. Ma non possono mancare anche molti altri lati negativi che devo opportunatamente citare. Innazitutto, nella sua ambizione di introspezione di uno Stark più debo-le e psicolabile, fa perdere al protagonista tutto lo charme precedente, e le battute [per quanto i dialoghi siano molto curati] non hanno il mordente dimostrato prima. Inoltre la trama in certi punti si arzigogola inutilmente, presentando alcune situazioni che avrebbero meritato un maggior approfondimento in maniera rapida e banalotta, influendo sulla credibilità generale - senza contare un paio di scene eccessivamente ridicole. Ma ciò che però compensa tutto è finalmente la giusta formula alchemica venutasi a trovare fra storia e protagonista, in modo che ognuna (finalmente!) può sopravvivere senza l'altro, offrendo una più vasta gamma di interesse verso il prodotto.


Un film che mi è garbato parecchio e che, fra pregi e difetti, non mi dispiacerebbe rivedere. Per concludere vi ricordo di stare attenti al cammeo di Stan Lee e alla scenetta dopo i titoli di coda.


Voto: 

6 commenti:

  1. il primo mi era piaciucchiato, il secondo l'ho detestato...vediamo questo terzo capitolo che effetto mi fa...

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  2. Lo devo vedere. Il primo pure io ho pensato che fosse una botta di culo (poi c'era il pane-e-salame Jeff che adoro), il secondo con Mickey mi ha fatto letteralmente andare in bagno quando non ne avevo bisogno. Il terzo lo devo vedere ma la voglia mi scende sotto le scarpe vedendo che c'è il Bonzo e continua a esserci la piagnucolona... poi Tony Stark è un personaggio odioso. Non ho mai tifato per gli eroi...

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    1. A me piace perché amo gli stronzi dalla battutina pronta [forma di velata ammirazione per i miei simili], vedi tizi come i due medici House e Cox. Per me questo può interessarti, un colpo di scena è stato un piacevole 'WTF?'

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  3. A me non ha convinto per nulla. Appena abbozzata l' introspezione psicologica e gag al limite dello slapstick. Totalmente persa la dose di autoironia e leggerezza presente nel primo e in the avengers

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    1. La storia che sta alla base mi ha convinto maggiormente degli altri due episodi. Poi è da prendersi come un film cazzaro sui supereroi con molta azione, quello da dire su Stark lo è stato fatto in due film, qui era ovvio che sarebbe stava vagamente minima l'introspezione - anche perché da film simili non me l'aspetto molto.
      Su Whedon è una partita persa in partenza, lui è uno che i fumetti li ha pure scritti, era naturale che gli uscisse qualcosa di buono.

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  4. Sinceramente mi ha delusa un pò questo film, probabilmente avevo aspettative troppo alte.

    http://lovedlens.blogspot.it
    M.

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