martedì 23 aprile 2013

La casa


Alcuni film sono destinati a fare storia senza saperlo. O meglio, le persone che stanno dietro alla macchina da presa hanno nel proprio DNA il gene dell'importanza storiche, che li costringerà a cambiare il mondo nel loro piccolo. E come sempre, il tutto nasce per gioco. Non mi stupisce che in molte leggende il mito riguardante la creazione del mondo sia associata all'aspetto più ludico dell'intera faccenda (vediamo certi racconti dei Mohicani o dei Cheyenne, ad esempio) e quindi non mi stupisce che certi capolavori siano nati quando gli autori stessi stavano unicamente pensando di divertirsi. E' quello che successe al Raimi più sbarbatello e brufoloso quando, tre decadi fa, creò questo gioiellino horror superlow budget, chiamando degli amici delle superiore e mettendo in scena le loro fantasie torbide per antonomasia. Qual'è stato i risultato? Scopriamolo assieme.

Un gruppo di ragazzi va a fare una gita in una piccola baita abbandonata in un bosco. In cantina trovano un libro e, leggendolo, risvegliano le oscure forze che stanno nel terreno circostante. Sarà una notte dove dovranno lottare per la sopravvivenza.

Attualmente l'horror, specie quello estivo, è considerato un qualcosa di malevolmente becero ed infantile, e infatti è pensato quasi unicamente per il pubblico degli adolescenti brufolosi di ogni dove. Ecco quindi che nel lontano 1981 proprio dei post-adolescenti probabilmente ancora più brufolosi di quando erano alle superiori decidono di fare l'horror dei loro sogni. Un po' come il primo Peter Jackson si ritrovano nei week-end e, con mezzi di fortuna e tanto ingegno, realizzano questo film. Fu un caso planetario. Prima passò in sordina, poi il passaparola fece il resto. E le carriere del regista Sam Raimi e del produttore ebbero il modo di fare il balzo da giganti che meritavano. Se la passò un po' peggio Bruce Campbell, l'attore protagonista, che fece una sorta di voletto per atterrare poi su lidi sempre meno memorabili, e (quasi) sempre sotto l'ala protettrice di Rami - ricordiamo ancora i suoi cammei nella saga del tessiragnatele o nella serie tv di Xena, anch'essa prodotta da Raimi. Tornando al film, la cosa più evidente è come la tecnologia nel corso degli anni abbia saputo fare passi da gigante. Il che di certo non toglie lustro a questo film, peccato però che sia impossibile negare che in certi passaggi la natura 'fai da te' dell'intera operazione sia particolarmente evidente, poiché non si riescono a sopperire certi trucchi abbastanza faciloni. Ma gran parte del fascino del film sta proprio in questo, della voglia di fare e divertirsi facendo. La storia è un mero pretesto per l'orgia di violenza e irrealtà che seguirà, mettendo in mostra tutte quelle che sono le non comuni abilità dell'allora giovanissimo Raimi. La regia infatti è frizzante e piena di inventiva, e nonostante la trama non sia nulla di che non si avverte il peso di questa mancanza proprio a causa della violenza assurda e irreale che veste l'intero progetto (si vede addirittura una ragazza che viene violentata da una pianta), a tratti davvero malsana, ma sempre goliardica e mai troppo seriosa. Ci si spaventa ma si ride altrettanto, e fra trucchi fatti con lo yogurt e il silicone insieme a cadaverizzazioni veloci in stop motion, ne abbiamo per tutti i gusti - anche di yogurt. Non malaccio anche gli attori, all'epoca tutti esordienti [e dei quai solo Campbell continuò la carriera nel settore] ma perfettamente funzionali per le parti che devono svolgere. Una è molto più memorabile da morta che da viva, ma son tutte cose sopportabilissime. Da qui quindi la domanda fatale... ma questo film rimane una sonora bambocciata oppure un qualcosa che ha saputo cambiare il modo di fare e intendere il cinema? Non credo abbia proprio apportato dei cambiamenti produttivi, poiché di innovazioni tecnologiche ce ne sono ben poche, si tratta più che altro di narrare bene qualcosa coi mezzi che si hanno, cosa che forse dovrebbero saper fare tutti, ma che dimostra sempre che alle volte la buona volontà (nei giusti limiti) compensa ogni manchevolezza monetaria. Per quanto concerne l'intendere cinema... beh, ha dato il via a un filone ancora oggi imitatissimo ma minimamente eguagliato, generando seguiti (ignorabili e per nulla in linea con l'opera originaria di Raimi) e numerosi cloni che ancora oggi persistono, oltre che a un modus operandi che ancora oggi efficacissimo. E non ditemi che tutto ciò è poco, specialmente se è stato fatto poco più di trent'anni fa...

Capolavoro seminale del genere, quindi, del quale Raimi pensò di farne un'ideale trilogia. Le avventure del protagonista Ash infatti proseguono nel sequel/remake (il dibattito è ancora aperto) La casa 2, e nell'atto conclusivo L'armata delle tenebre. E' stato fatto anche un remake, The Evil dead - la casa, prodotto dallo stesso Raimi, e devo dire che...


Voto: ★½


11 commenti:

  1. Sembrerebbe che il remake prometta bene, da quanto ho visto e letto in giro, anche se rimango sempre molto dubbioso su queste operazioni commerciali, soprattutto quando ci sono in ballo titoli di tale importanza. Comunque essendo tra quelli che considerano La Casa originale un cult intramontabile (non ci saranno grandi innovazioni, ma bisogna ammettere che ad un tale livello gore, non si era ancora arrivati prima di allora...) la curiosità di andare a vedere il remake è decisamente forte.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Del remake avrai a breve mie notizie ;)

      Elimina
  2. Ma tu guardarti ogni tanto un bel film d'amore, no eh? :)
    Lo sai che ho i bypass, io sti film nun li reggo proprio.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ehi, ho recensito "Se mi lasci ti cancello" poco tempo fa, fattelo bastare U.U

      Elimina
  3. Il grande amore della mia vita, uno dei miei cult assoluti, potrei riguardarlo ogni giorno!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ci credi che mi aspettavo un tuo commento? XD

      Elimina
  4. Capolavoro! ma che te lo dico affà....

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mi accodo e concordo...ah, pare che il remake sia di buon livello..

      Elimina
  5. Non so se ha cambiato il modo di fare cinema, ma sicuramente qualche mutandone l'ha fatto sporcare!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. A me un paio. E solo con la prima visione.

      Elimina

Ragazzi, mi raccomando, ricordiamoci le buone maniere. E se offendete, fatelo con educazione U.U