martedì 9 aprile 2013

La mano infernale


Una delle cose che mai mi sarei aspettato di fare è stata la recensione su commissione. Certo, l'amico stronzo di turno che mi ha chiesto di scrivere di un dato film che ama [con le estreme conseguenze del caso, va aggiunto] ma stavolta è successo qualcosa che mi ha lasciato basito in positivo. E' successo che tal Eros Bosi, protagonista di questa pellicola, mi contattasse tramite Facebook per propormi di recensire questo film. Mi ha quindi inviato per posta il dvd per poterlo vedere, in modo che potessi trarne una recensione in totale libertà, ed aiutarlo così a diffondere la conoscenza di questa pellicola. Poi ho anche avuto modo di conoscerlo un pochetto tramite alcune chattate, e nonostante odi Watchmen è venuto fuori che tal Eros è anche una simpatica personcina che ama gli horror. Dei fattori positivissimi che però non mi distoglieranno dal mio ruolo di recensore freddo e implacabile. D'altronde, ho scoperto a mie spese che Tornatore è uno stronzo, eppure nel suo campo rimane comunque un grande. Non mi rimaneva che da scoprire quindi se anche questi intraprendenti ragazzi sotto l'entusiasmo nascondevano un poco di sostanza.

Sebastian è un ragazzo davvero messo male. Ha appena perso l'unico lavoro che era riuscito a trovare in tre mesi, e rischia addirittura lo sfratto. Un giorno andando a fare una gita in macchina, trova casualmente un sacco nel bosco. Dentro c'è una strana mano che sembra poter esaudire cinque desideri, ma con conseguenze estreme e ben diverse da quelle che si erano inizialmente intese...

Parlare di film come questo mette sempre in una posizione scomoda. Sicuramente il budget sotto lo zero che lo caratterizza da una parte mette in luce una mole interminabile di difetti, ma dall'altra ne fa aumentare un numero pressoché identico. Non mi sbilancerò nel dire che Buscaino è il nuovo Sam Raimi - che poi non capisco perché quando uno fa qualcosa di buono devono partire subito i commenti e i paragoni a sproposito - ma mi azzardo ad affermare che potrebbe ben diventarlo. Ma andando con ordine... questo film è tratto dal racconto La zampa della scimmia di William Wymark Jacobs (alcuni ricorderanno la parodia che ne hanno fatto i Simpson in uno special di Halloween), e ne è la trasposizione ai giorni nostri. Il partire da un racconto classico che in qualche maniera è stato reso noto da diversi prodotti analoghi [un po' come il Canto di Natale di Dickens, pochi l'hanno letto ma fra cartoni animato e il resto tutti lo conoscono] può creare alcune difficoltà, perché una storia che quasi un secolo fa poteva essere considerata geniale ai giorni nostri può sembrare prevedibile, serve quindi il lavorare sulla forma del racconto per dare nuovo sapore al tutto. Ed è quello che cerca di fare Buscaino ma, ahimè, bisogna tener conto che i soldi forse non fanno la qualità, ma di certo aiutano. I problemi che potranno infastidire alcuni durante la visione sono molti, e coincidono tutti col budget quasi inesistente col quale questa autoproduzione è stata realizzata. La regia deve accontentarsi di un numero sovrabbondante di scene abbastanza classiche e preimpostate, che senza togliere particolare ritmo al tutto rendono certe scene e scelte stilistiche fin troppo sem-plici o prevedibili, e i maniaci del manierismo a tutti i costi potranno abbandonare la visione dopo pochi minuti. Eros Bosi e Lorenzo Acquafredda, i due attori protagonisti, fanno quello che possono e pur risultando abbastanza credibili nella parte fanno evincere in più di un occasione la loro natura amatoriale, senza contare che alle volte il suono in presa diretta tronca a metà certi loro discorsi.  Lo stesso dicasi per i comprimari, mai troppo fastidiosi [la tipa che si sgrufola Lorenzo a inizio film si fa notare anche quando sta in silenzio] ma la loro inesperienza si fa palpabile. Nonostante però una serie di fattori negativi legati a una controparte tecnica che avrebbero demora-lizzato anche la persona più intraprendente del mondo, la pellicola regge con un ritmo che non cala mai sotto livelli particolarmente gravosi, finendo per intrattenere proprio per la sua ingenua e casereccia voglia di raccontare. A questo aggiungo inoltre che il make up, pur coi suoi limiti, mi è davvero piaciuto e mi è sembrato davvero adatto alle scene. Ma come scriveva Tolkien, non tutto quel che è oro brilla, e mi toccherà citare anche un paio di difetti particolarmente gravosi che trascendono i meri tecnicismi. Come ho detto all'inizio di questo paragrafo il fatto che il tutto sia tratto da un racconto scritto molto tempo fa viene risentito da parte della trama, alle volte davvero poco credibile (e prevedibile) e tendente a una sorta di autoparodismo involontario, oltre che a delle situazioni che proprio non sono riuscito a digerire - complici anche dei dialoghi a tratti davvero stupidini, oltre che un okay detto nel prologo ambientato nell'ottocento. Si sarebbe potuto ovviare la cosa cercando di prendersi un ciccinino meno sul serio, oltre che all'imbastire una sequenzialità leggermente più compatta e meno ingenua.

Va preso come un'autoproduzione, ma alla fine credo che certi aspetti rimangano imprescindibili a discapito di tutti i problemi produttivi che possono stare alla base. Qui abbiamo un film modesto ma che però sa farsi guardare con gusto e divertimento. Buscaino ha tutto il tempo per rifarsi col suo prossimo film, Passepartout, che sembra promettere molto bene. Intanto rimane la coscienza che se con così poco è riuscito a fare, nel suo piccolo, così tanto, forse con un finanziatore degno di questo nome potrà regalarci una vera perla in futuro. Continuate così, ragazzi, io credo in voi!


Voto: ★½

1 commento:

  1. Raimi è il mio amoregrande. Detto ciò, questo non attizza particolarmente. Credo che per stavolta passerò..

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Ragazzi, mi raccomando, ricordiamoci le buone maniere. E se offendete, fatelo con educazione U.U