domenica 14 aprile 2013

Oblivion


La prima cosa che ho pensato non appena ho avuto modo di vedere il primo trailer di questo film è stata: "Finalmente al cinema fanno un po' di sana fantascienza come piace a me!" Potevo rifarmi con Prometheus, vero, ma la delusione è stata eccessiva, e questo film sembrava promettere quel genuino senso di intrattenimento che solo certe vecchie pellicolacce di sci-fi potevano promettere, quelle che magari avevano una sceneggiatura scritta con lo sputo ma con quella voglia di narrare che compensava tutti i millemila difetti possibili e immaginabili che possedevano. Alla macchina da presa poi c'era quel Joseph Kosinski che aveva diretto l'imperfetto ma grade-volissimo Tron: legacy, quindi magari pure l'aspetto visivo ne avrebbe benificiato a favore di un intrattenimento davvero epocale. Me lo sono visto in un'assolata domenica pomeriggio dove lo zapping prometteva poco, gli amici sono tutti a studiare per gli esami universitari [triste essere l'unico della tua combriccola che non fa l'università] e la ragazza era in una gita di famiglia. Che aspettavo, quindi? Il cinema poi è anche a poca distanza da casa mia...

Nella seconda metà del 2000 degli alieni invadono la terra, distruggendo la luna. Gli umani riescono a respingere la loro minaccia, ma gli scompensi territoriali che la mancanza del satellite comporta creano il caos, costringendo l'umanità a esodare su Titano. Jack è uno degli spazzini che deve badare alle turbine che risucchiano le materie prima della Terra per poterle poi utilizzare su un altro pianeta, quando però un'astronave salpata molti anni prima atterra, e i droni di sorveglianza la registrano come un pericolo...

Già l'inizio segnava lo sfacelo che ne sarebbe seguito. Un imbarazzante prologo composto dalla voce fuori campo del protagonista che narra le disgrazie successe durante i decenni, con la macchina da presa che con delle panoramiche aeree mostra ciò che rimane del pianeta Terra. Un inizio lento che poi prosegue con una regia senza ispirazioni e mordente, cosa che già nella prima mezz'ora mi aveva fatto perdere tutta la voglia di proseguire. Purtroppo però avevo pagato il biglietto, quindi mi è toccato stare lì fino alla fine, confermando ciò che l'inizio sembra promettere. La delusione è stata grande, davvero, e credo che sia stata la visione che più mi ha annoiato questa settimana. La storia è salvabile, ma è proprio il modo abbastanza amorfo col quale è stata realizzata che mi ha deluso alquanto. A questo poi aggiungiamo che molti spezzoni sembrano davvero copiati  da molti film di genere meglio riusciti, che mi hanno riportato parecchi deja-vu a quel gradevolissimo gioiellino che è Moon di Duncan Jones. E fosse solo quello il problema... anche gli spezzoni originali sono davvero prevedibili, e in un paio di passaggi sono davvero riuscito a prevedere due di quelli che dovevano essere dei punti cruciali della vicenda. Indagando sull'etere poi ho appreso che il tutto ha avuto origine da un graphic-novel [romanzo a immagini, è così che si chiamano certi tipi di fumetti autoconclusivi] ideata dallo stesso Kosinski ma che non è mai stata realizzata... a questo punto, piccolo amore della mamma, mi viene da chiederti se riesci per davvero a fare due più due. Se proprio nessuno te l'ha voluto pubblicare - e nel mondo del fumetto sono leggermente più assennati che in quello del cinema, parlo per esperienza diretta - forse ci sarà stato un motivo. Magari piccolo, magari intelligente o sensato solo in apparenza, ma c'era. Fondamentalmente è perché la storia vale davvero poco, duole ammetterlo. O almeno, poteva valere se narrata con la giusta grinta e carisma, che qui mancano per davvero. L'aspetto visionario che in qualche modo era riuscito a salvare la precedente fatica di questo autore è striminzito come non mai, e le idee di regia si contano sulle dita della mano. E la cosa davvero triste è che le suddette avvengono solo quando l'insieme comporta una scena che preveda un massiccio uso di effetti speciali. Ma in tutta la pellicola gli effetti speciali hanno una prevalenza assoluta, e questo la spiega lunga su quello che può benissimo essere il risultato finale. Effetti speciali per una spettacolarizzazione che mai avviene o che, quando c'è, appare davvero fine a sé stessa. Tutte cose che si sarebbero potuto evitare con una maggiore autoironia, che avrebbe sdramma-tizzato certi passaggi abbastanza noiosi dove in pratica non succede nulla. E dopo tutto questo, Kosinski mi prende ulteriormente per il culo con una mezz'ora finale da antologia, contenente tutte le potenzialità che questa pellicola aveva da offrire, ma che risentono di tutto il ciarpame avvenuto prima - anche se un sentimentalismo tipicamente americano e che io non sopporto sembra permeare tutta la fine. Tom Cruise [il mio essere naniforme preferito dopo Peter Dinklage] è anche abbastanza calato nella parte, forse fin troppo, e questa sua convinzione per un film che forse ne meriterebbe solo un quarto lo fa apparire un tantinello ridicolo in un paio di scene. Gli fanno da spalla [non nel senso che lui arriva loro alla spalla, sia chiaro] quel gran pezzo di gnocca quella bellissima donna che è Olga Kurylenko e Andrea Riseborough, attrice non bellissima ma dal viso davvero particolare che mi ha saputo colpire, senza contare che ha delle velate scene di nudo. Vera sorpresa però sono state la comparsa improvvisa di Morgan Freeman e dello Jaime Lannister di Game of thrones.

Se non avete troppe pretese la pellicola può anche fare per voi. Se però siete degli incontentabili cagacazzi come il sottoscritto, potete starne alla larga. La fantascienza ha decisamente di meglio sa offrire, quindi state a casa e leggetevi un bel libro di Philips K. Dick.


Voto: 

2 commenti:

Ragazzi, mi raccomando, ricordiamoci le buone maniere. E se offendete, fatelo con educazione U.U