martedì 21 maggio 2013

A l'interieur


Era una notte buia e tempestosa, e il vostro recensore preferito era confinato dentro casa senza sapere cosa fare. Dato che ha un blog di cinema pensò di guardarsi un titolo di quello che i suoi colleghi blogger avevano già recensito bene, e così dopo aver letto parte di un giudizio semi-dignitoso da Il buio in sala, decise di darci dentro con questo A l'interieur. Che poi gli horror sono dei sempreverdi, quel genere che non tramonta mai e che quest'anno ha saputo darmi davvero delle gran belle sorprese - Sinister sopra tutti, ma forse perché era un film dal quale mi aspettavo meno di zero. Poi questo horror è fatto dai francesi, un popolo che ha un panorama cinematografico che noi ci scordiamo e che rasenta tutti i generi, e perlopiù fatti quasi sempre bene, anche se peccano di eccessivo classicismo - almeno, per quello che li conosco io. Ma l'horror è un genere per il quale non li conosco molto, anche se ci avevano dato dentro con quella strana cosa che era Martyrs, quindi tanto valeva la pena di approfondire la visione e vedere se pure questa volta facevano centro...

Quando è al quinto mese di gravidanza la bella Sarah fa un'incidente in macchina. Suo marito muore nell'impatto, mentre lei e il futuro nascituro ne escono incolumi. Quattro mesi dopo, durante la vigilia di Natale, tutto sembra andare come dovrebbe ma... una pazza psicopatica si intrufola in casa sua. L'obiettivo della donna è quello di rubarle il futuro nascituro, e farà di tutto pur di averlo...

Uno dei piani futuri della mia vita e sicuramente quello di mandare a 'fanculo il buon Caden Cotard, il recensore-poeta di blogger. Già, perché se non avessi dato ascolto alle sue sibilline parole (che una volta riuscirono anche a farmi cambiare idea su di un film, ricordo) non avrei mai visto questa pellicola. Una pellicola che mi ha spaventato, shockato e traumatizzato come non succedeva da tempo. E non sapete com'è guardare un film quando i tuoi urletti da checca isterica fanno impietosire persino tuo padre che, nella stanza accanto, si sta guardando un programma di politica. Urletti che se li fai te, che hai un certo stomaco, ti fanno capire che se questo film da noi in Italia è ancora inedito un motivo ci sarà. La trama è quanto di più esile si sia mai visto, e più di una volta anche lo spettatore più idiota riuscirà ad anticipare alcuni presunti colpi di scena. Non dico che a momenti sta insieme con lo sputo, però ci siamo vicini. E data la materia trattata, ovvero un gioco al gatto col topo fatto da due donne interamente in una stanza, la durata è davvero ridotta: meno di un'ora e mezza. Anche perché già mezzo minuto in più sarebbe risultato fatale. E ci mette un attimino anche a ingranare, perché c'è una prima mezz'oretta dove ci presentano la personaggia principale e tutto il poco ambaradam che le sta dietro, insieme a una micro-scena del tutto superflua che cerca i dare della drammaticità alla sua vicenda di neo-vedova. Da lì in poi parte il delirio. La pazza arriva e fa quello che deve, facendolo benissimo. Lo splatter a questi livelli mi è capitato raramente di vederlo, e il tutto fra le mura domestiche. Senza esagerazioni, senza demoni che vengono fuori a squartarti il colon, ma tutto per mano di una donna pazza e sadica che è guidata da una sinistra pulsione. Dirigono il tutto con mano sicura i due enfant terible Alexandre Bustillo (che ha anche scritto la sceneggiatura - sai che sforzo) e Julien Maury, imbastendo una messa in scena davvero tetra e inquietante. L'ambientazione e la fotografia giocano un ruolo dominante in questa pellicola, che riesce a scatenare i brividi con solo qualche movimento di macchina e un sapiente uso delle luci, fino a che non vengono le frattaglie e l'emoglobina. Qui va fatto uno speciale plauso a chi ha curato gli effetti speciali e gli effetti visivi, davvero realistici, che non si risparmiano nulla. Vediamo volti sfregiati, teste che esplodono, cesarei live e perforazioni di arterie, il tutto con un autocompiaciuto senso del gore che non avrei mai attribuito a quegli snob d'oltralpe. Sul lato tecnico mi sento solo di criticare le riprese del feto da dentro l'utero della protagonista (da qui il titolo), davvero inutili e mal fatte. Ma comunque rimane, nei suoi limiti, un film godibile per gli amanti del genere, anche se mi sarei aspettato magari che il tema della maternità non venisse affrontato così superficialmente e in maniera così furba... ma il fare della filosofia mi sa che era l'ultima intenzione dei due cineasti. Al che molti potranno chiedere dove sta quindi la differenza con un A Serbian film, il che è presto detto: la pellicola serba offriva un susseguirsi di scene ai limiti della decenza mascherando il tutto con un messaggio di denuncia ai limiti del ridicolo, questo invece è un film che offre un susseguirsi di scene ai limiti della decenza solo per accontentare i pazzi sadici come il sottoscritto. E lo fa benone!

E c'è ancora chi mi dice che i francesi non sanno fare film. C'è ancora chi parla troppo, malgrado tutto, e che non si è ancora visto un film come questo prima di giudicare. Ma comunque, ora voglio vedere quanta gente impressionabile manderà a 'fanculo me, come io stesso ho fatto con Caden.


Voto: 

11 commenti:

  1. Mi mandi a fare in culo ma non mi pare ti sia dispiaciuto...

    Ah ah, è un ottimo film di genere dai, e dei difetti anche io ne ho parlato tanto...

    Come vendicarti?

    Vai sul post VISTI PER VOI (uno dei miei ultimi) e consigliami A SERBIAN FILM.

    Finalmente sarei costretto a vederlo...

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    1. Hai appena scritto la tua condanna a morte. Con tanto love <3

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  2. per me è un caposaldo del nuovo horror francese che a me garba proprio parecchio! consigliare A serbian film? Giammai poi se ti vuoi infognare nella storia di un Rocco Siffredi balcanico che ha appeso l'ammennicol...oops l'attrezzo di lavoro al chiodo ....

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    1. E' un buon esercizio di stile. Tolte certe sciocchezzine, mi ha saputo davvero inquietare in certi punti.
      Sul serbo non dico nulla, potrei essere volgare

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  3. GRAN FILM, vergognoso il fatto che in italia non sia uscito manco in dvd....

    PS: di certo a me non fa impressione, con il lavoro che faccio ho lo stomaco di ferro ;-)

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    1. Non così entusiasta ma... sì, agli amanti del vero horror potrebbe piacere molto.
      Ora sono curioso... che lavoro fai?

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  4. infermiere/necroforo

    Lavoro all'obitorio

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    1. *.* sei appena diventato il mio nuovo idolo!

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  5. Visto parecchio tempo fa, per fortuna se ne sta annebbiando il ricordo, o meglio sto volutamente cercando di dimenticare.
    Ché se tu hai urlato come una checca isterica, io ho pianto come un vitello, chiedendo a qualsiasi divinità di prendere a mazzate i realizzatori del film. Maledetti imbecilli.

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    1. che crudeltà XD sarà che, in quanto donna, l'hai sentito in maniera decisamente maggiore.

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Ragazzi, mi raccomando, ricordiamoci le buone maniere. E se offendete, fatelo con educazione U.U