martedì 7 maggio 2013

Effetti collaterali


Digerendo quasi tutti i generi cinematografici, alla fine quello che ti rimane in testa sono un gran guazzabuglio di nomi, date e ruoli. Ovvio quindi che ogni tanto qualcuno finisca nel dimenticatoio. O se non altro, sai che tal personaggio esiste ma, non avendoti mai fatto impazzire, lo segui sporadicamente. E' quello che mi è sempre successo con Steven Soderbergh, tecnico per eccellenza dell'industria hollywoodiana che per quanto abbia saputo fare dei bei film che potevano vantare un'effige quasi autoriali, ha saputo sporcarsi le mani con le peggio vaccate che manco un Michael Bay avrebbe osato. Un autore un po' altalenante, sempre che di autore si possa parlare. Comunque, uno che generalmente il proprio mestiere lo fa bene. Quindi immaginatevi un attimo come mi sono sentito proprio quando il primo film della sua lunga carriera che recensisco è... l'ultimo. Recentemente ha dichiarato di volersi concentrare solo su musica e teatro, quindi per un po' di anni non lo vedremo sugli schermi. Vediamo quindi com'è questo suo Effetti collaterali...

Emily Taylor ha visto la sua vita perfetta svanire quando il bel marito è stato arrestato per insider trading. Quattro anni dopo lui esce di prigione, ma lei si ritrova in un profondo stato di depressione, tantoché decide di rivolgersi a uno psichiatra. Affidata alle cure dello psichiatra Jonathan Banks deciderà di sperimentare un nuovo e apparentemente innovativo prodotto. La cura sembra andare bene ma, in uno stato di sonnambulismo che sembra proprio un effetto collaterale del farmaco, uccide il marito. Seguirà una tortuosa indagine che cambierà la vita di tutti i coinvolti.

Potrei fare un lungo dibattito circa come la penso sulla questione degli psicofarmaci, ma sarò sintetico. Non li condanno a priori, ma sinceramente vorrei che il loro uso fosse limitato il più possibile. Ho avuto anche modo di conoscere gente che ne ha abusato, e quindi i miei pareri sono più che fondati. Una parentesi che mi sentivo di fare anche se non era minimamente richiesta, anche perché ogni tipo di denuncia a quello che è l'industria farmaceutica in questa pellicola è solo minimale. Non andate a vedere questo film sperando in chissà quale tentativo di sputtanamento perché questo non è Erin Brockovich. E' un film da mestieranti, fatto da mestieranti per intrattenere gli spettatori. E che il proprio compito lo fa benone. Intrattenere, dico, non consigliare quale farmaco prende. Gran parte del merito va quindi alla sceneggiatura di Scott Z. Burns il quale imbastisce una storia interessante e che, pur partendo da delle premesse non ottimali al massimo, riesce a svilupparsi in un calmo crescendo. Calmo perché gli avvenimenti avvengono sempre in maniera abbastanza pacata, in modo che gli animi più sensibili non abbiano a starne troppo male (si parla di disagi psicologici e manicomi ma tutti mi sembrano di una calma quasi innaturale quando tali argomenti vengono affrontati), ma almeno con una sequenzialità che non fa staccare la mente sul pensare a un'eventuale versione porno del tutto. La pellicola si segue con interesse, e si è desiderosi di sapere come andrà a finire. Il che per un thriller è la cosa fondamentale, specie dopo le molte cazza-te uscite di recente dove ho deciso di smettere di seguire dopo appena venti minuti. Da questo punto di vista quindi lo si può benissimo prendere come un intrattenimento discretamente intelligente in grado di far passare una canonica ora e mezza in compagnia di una trama intrigante e che si conclude col dovuto colpo di scena che, lo ammetto, non mi aspettavo. Unica pecca in questo mosaico sono i personaggi eccessivamente freddi, ironia della sorte visti i temi trattati, che impediscono al film di decollare pienamente o di lasciare un certo smacco nello spettatore. Una piccola ruffianata che non mi ha fatto sentire quello strano disagio allo stomaco che solitamente provo quando guardo dei film di questo genere che trattano di taluni argomenti. Ma stranamente la cosa non si fa sentire particolarmente manco da un inestinguibile cagacazzi come il sottoscritto, il che vorrà pur dire qualcosa - sarà che sto diventando troppo buono?  Soderbergh fa quello che deve con una regia pulita e patinata, dove però nessuna inquadratura cade a vuoto. Tutto è favorito con un fare ai limiti dello scolastico come se dovesse fare un compitino per la maestra, ma come suo solito lo fa incredibilmente bene. Il ritmo non cala mai manco nelle scene troppo dialogate, e le inquadrature si susseguono con la stessa calma andante della trama, ma con una loro personale grinta. Soderbergh rimane un tecnico eccellente, e questo è a puro beneficio di una pellicola nata esclusivamente per intrattenere. Bravi gli attori, anche se non spiccano per via dei loro ruolo mia estremi come dovrebbero. Si rivela però una sorpresa continua Channing Tatum, purtroppo presente sullo schermo per un tempo quasi misero, che dimostra di non avere solo muscoli e un bel faccino; Rooney Mara invece arrapa sempre, ma si porta dietro il ruolo da donna maledetta di Lisbeth Salander.

Non andate a vederlo con chissà quali aspettative, quindi. Ma se volete un intrattenimento compatto e un prose-guire degli eventi ben intrecciato anche se non troppo caotico (e una visione della Mara nuda per una manciata di secondi) il film fa per voi. Certe volte l'accontentarsi paga, di sicuro molto più di una pillola.


Voto: 

6 commenti:

  1. Soderbergh non è per niente male, ma come dici tu le sue cagate le ha fatte, eccome.
    Sto Effetti collaterali magari lo guardo.
    Ora però mi aspetta Watchmen.

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    1. Magari approfitta della festa del cinema di domani che così paghi solo 3 €uro.
      Per "Watchmen" sono ansioso di leggere commenti a riguardo :) mi fa strano che siano in così pochi ad averlo visto

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  2. Bel film questo effetti collaterali, e Rooney è bellissima e molto brava
    Soderbergh è un buon regista secondo me,
    Watchmen??? A mio avviso uno dei cine-comics più BELLI di sempre

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  3. Anch'io vorrei sfruttare la festa del cinema, e questo credo rientri nella lista dei film da vedere prossimamente. Poi ti dirò...

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  4. Gran bel film. Un thriller Hitchcockiano che merita la visione su grande schermo. Può annoiare, ma meglio per voi di no. :)

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    1. Oddio, accostarlo allo zio Alfredo mi sembra una mezza eresia, eh O_o la sua lezione di cinema si vede tutta, ma manca di una certa tensione di fondo.

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Ragazzi, mi raccomando, ricordiamoci le buone maniere. E se offendete, fatelo con educazione U.U