lunedì 20 maggio 2013

Il grande Gatsby


Ogni stagione ha l'adattamento cinematografico che si merita. Stavolta tocca al libro molto capolavoroso di Francis Scott Fitzgerald, Il grande Gatsby, che ebbi modo di leggere nei primi giorno della prima superiore - ergo, il ricordo generale è molto nebuloso, avviso ora prima di sparare qualche eventuale cazzatona. A dirigerlo c'è il re del kitsch Baz Luhrmann, quello che ci aveva regalato una fregnaccia come Australia e un film osannato da tutti (tranne che da me) quale Moulin Rouge. Che il regista non mi stia molto simpatico non è mai stato un mistero, e il pensiero di andare al cinema a vedere questo film mi allettava quanto l'attaccarmi un gatto in calore allo scroto. Ma purtroppo [o per fortuna] non bisogna mai essere supponenti, e cercare di affrontare tutto nella vita. Soprat-tutto quando c'è la Festa del Cinema e puoi pagare il biglietto di un qualcosa che sai già non ti piacerà a soli tre euro. Si può far poco per le due ore di vita perse, ma d'altronde...

Nick Carraway si trasferisce a New York nella primavera del 1922, in cerca di fortuna. Va ad abitare in una villetta che confina col monumentale castello di un certo Jay Gatsby, del quale in un modo particolarmente strano diventerà amico proprio partecipando ad uno dei sontuosi festini che è solito organizzare. Anche perché costui è legato da una tormentata storia passata con sua cugina Daisy, sposata con uno smargiasso campione di cricket.

Il bello di essere in parte profeti e che a un certo punto non ti stupisci più di nulla, manco delle delusioni. Perché sai che certi esseri sono nati unicamente per ripetersi e confermare la propria essenza davanti ai tuoi occhi, confermando le tue millanterie. Perché qui Luhrmann conferma il proprio innato narcisismo facendo quella che sa fare meglio: ovvero sé stesso. Il che comporta il vedere quanto di più odi nel suo stile di regia innalzato a più non posso, cosa che può complicarti la visione in più di un punto. Tutto in questo film è estremizzato, ogni momento è caratterizzato da un particolare effetto di regia che inizialmente affascina, poi stranisce e a lungo andare annoia. Ci sono troppi particolari da cogliere, troppi effetti da digerire e una quantità innominabile di particolari che sono impossibili da cogliere con soli due occhi. A fine visione ho avuto quella fastidiosa pressione  alle tempie che si sente quelle volte che leggi troppo, perché questo film mette l'apparato visivo a dura prova. Il che da un certo punto di vista posso anche capirlo, poiché se fai l'adattamento da un libro che era nato per denunciare la superfi-cialità di una decade d'oro dell'America e di tutto il perbenismo che ammorbava una certa società altolocata, quel senso continuo di finto ed artificioso (ma è voluto oppure è la CGI che fa cagare?) poteva anche starci, ma quando l'antifona oramai è risaputa e fulgida, mi aspettavo scemasse a favore di un realismo che entrasse in profondo contrasto con quanto visto prima... invece nisba. Si continua con quegli insopportabili manierismi, si pro-segue con la macchina da presa schizofrenica e con le atmosfere da video di Laan del Ray. E in quanto all'anima videoclippara, non mi stupisce che nei titoli di coda abbia scorto il nome di Jay Z fra quello dei produttori. Il che mi spiega anche il perché della colonna sonora gangsta durante le scene dei festini - che rimane però il male minore dell'insieme. Non starò poi qui ad elencare le differenze col libro perché, oltre a essere davvero poche (e a favore dell'economia narrativa, nonostante le quasi due ore e mezza di durata) sono davvero ininfluenti sul discorso finale, poiché quello che voleva dire Fitzgerald viene perlopiù ripreso con più bonarietà e meno cinismo. Trovo più utile invece il soffermarsi sugli attori, alcuni davvero bravi, mentre altri davvero pessimi. Posso dirmi quindi in parte deluso da DiCaprio, ottimo come sempre, ma purtroppo aggravato da un personaggio gestito abbastanza mala-mente. E' vero che pure nel libro Gatsby alla fine appariva come un povero sfigato, ma era un qualcosa che notavi proseguendo con la lettura, leggendo fra le proverbiali righe. Qui invece la cosa è palesata da una gestazione davvero caricaturale, che impedisce al povero Leo di eccellere come meriterebbe - vogliamo parlare della paresi facciale spacciata per sorriso? Sono inoltre convinto che Tobey Maguire sia un bravissimo attore, ma allora com'è che da Spider-man in poi gli fanno assumere solo delle espressioni da beota, e l'unico film in cui ha potuto sfogarsi appieno è stato un blando remake? Discorso diverso invece per Carey Mullighan, davvero una bella topa brava come sempre ed a suo agio nei ruoli emo, e capace di rendere vagamente sopportabile un personaggio che sulla carta era odiosissimo. Si dimostra più bravo di molti altri anche il suo odioso maritino, con una performance di tutto rispetto. E vi dirò, la campionessa di golf l'ho trovata così bella che alle volte me la sogno di notte. Ma il problema non sono gli attori, bensì quel maledetto di Luhrmann...

Non ho visto la versione degli anni settanta con Robert Redford, quindi non farò paragoni. Resta solo il fatto che questo film non mi ha detto moltissimo, nonostante si avvalga di un finale davvero lodevole e di alcuni piccoli momenti felici. Ma credo che sarò un qualcosa, come tutta la filmografia di Luhrmann, che avrei dovuto prendere a piccole dosi. Altrimenti saranno Gatsby amari per tutti...


Voto: ★½

17 commenti:

  1. Come ti ho risposto dalle mie parti, per uno che difende Sucker Punch trattare tiepidamente un filmone di questo calibro è quasi sconcertante! ;)

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    1. E io non solo l'ho difeso, ma gli ho pure dato lo stesso voto. Pappappero XD

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  2. I motivi per cui l'hai detestato sono quelli per cui mi è piaciuto! ;-)

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  3. Giacomo, tu partivi già svantaggiato perché odiavi Luhrmann. Fino a metà a me il film è piaciuto parecchio, proprio per tutti i barocchismi e quell'aria di frivolo "vuoto" che è parte integrante del romanzo di Fitzgerald... poi il finale depriva il romanzo della reticenza e del mistero, trattando il tutto con una banalità sconcertante che non è riuscita ad emozionarmi né ad incuriosirmi.
    Quanto agli attori, Leo è perfetto per incarnare Gatsby, mentre Maguire... lasciamo perdere, altro che "vecchio mio"... "vecchio meenchione" era meglio.

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    1. Quoto la Babolla.
      Ma povero McGuire! Se tu c'avessi quella faccia, te la prenderesti con tua mamma e acceteresti di buon grado ogni ruolo a disposizione.
      Poverino: è svantaggiato! lui fa quel che può! :D

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  4. "un finale davvero lodevole" O_O Novabbè...è chiaro che dormissi dal 20° del Secondo tempo, dai!

    "a suo agio nei ruoli emo" ??? Daisy Buchanan E M O ?
    Ma chi sei? Il bambino di IronMan 3? Uno di quelli che in sala quando ho visto io Gatsby ha riso di 4 o 5 scene come se fossero comiche?
    Io non ho parole...

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    1. E chetteddevodì... prova uno scioglilingua, forse le trovi :)

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  5. Delusione. Apprezzo Luhrmann, anche se non mi fa impazzire, ma ha toppato (quasi) alla grande.

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    1. Avrebbe dovuto farsi un attimino da parte e dispensare meno 'lezioni di style'.

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  6. Ma Giacomo... non ti piace Luhrmann? uno dei pochissimi registi con un stile unico, che sa muovere la cinepresa? Io sono il primo a dire che è il regista più barocco ed esagerato che esista, ma almeno è originale. A me "Mouline Rouge!" mi ha ucciso di lacrime e con "Romeo + Juliet" ci sono cresciuto, andavo in giro assieme a un mio amico con le pistole nella camicia urlando "Siamo i Capuleti" o prendevo un taccuino e abbozzavo qualche verso poetico pensando alla mia "Giulietta". Su "Australia" concordo: davvero una menata catastrofica, uno dei film più brutti della storia del cinema.
    Si è fatto perdonare con questa versione del Grande Gatsby, che a me è piaciuta molto. (Problemi con Lana Del Rey?!).
    Per quanto riguarda Daisy, interpretata da quella chiavica della Mulligan, è l'incarnazione della ricca di quegli anni: vuota, indifferente, egoista, ricca, stupida e troia.
    Se tu ti sogni la campionessa di golf, io mi sogno Lana Del Rey che mi canta Young and Beautiful dopo aver "chiacchierato" ;)

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    1. Disprezzi Spielberg e apprezzi Luhrmann, la prova che di cinema non capisci un cazzo XD
      Tornando seri [perché? Prima mica scherzavo... XP] Luhrman è sì originale... ma forse lo è troppo. I manierismi di regia mi piacciono, ma vanno ben dosati per i monenti veramente clou, e in quetsa pellicola i manierismi sono troppi e perlopiù inutili. Inoltre si dilunga in maniera davvero esagerata per un film che sarebbe potuto essere privato di un'ora e annoiare tre volte meno. "Romeo + Juliet" ancora mi manca, ergo non posso commentare... e no, contro Lana Del Rey non ho nessun problema, due canzoni piacicono molto anche a me. Ma due ore e mezza di videoclip sono troppo anche per me.
      Ok... odi la Knightley, la Portman... e ora anche la Mullighan? Bene, sulle attrici non concorderemo mai. Forse sulla Johansson, ma lì credo che la bravura centri solo in minima parte ;)

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    2. Pure la Johansson dalle mie parti non si salva, se non per le sue doti fisiche ;) in fatto di attrici hai dei gusti strazianti XD
      E comunque Spielberg non ha mai letto le istruzioni della cinepresa. Forse è pure analfabeta, cosa che non mi stupirebbe.

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    3. Ammettilo, il tuo odio è solo antisemitismo mal mascherato U.U

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  7. A me la storia piace, anche se il merito non è di Luhrmann.
    Su Di Caprio mi sono già pronunciata quindi non faccio la pesante, Tobey Maguire mi è piaciuto, niente di eccezionale ma un poco più di vita l'ha mostrata, anche se non lo definirei un grande attore, non so se ho visto tutti i suoi film ma non credo ci siano le basi per definirlo tanto O_o
    è piacevole, questo sì.

    Un pò l'ho odiato questo film, come odio tutti quelli in cui il principe si innamora della sciacquetta. Ma fanno diventare misogina XD
    È comunque molto bello il modo in cui è affrontato il tema della differenza di classe e della scellerata invidia di una classe vacua e incurante. Anche se l'ho trovato un pò frenetico, e a volte mancante di qualcosa che non saprei definire.

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    1. Povero Leo XD
      Alla fine non è un brutto film, sia chiaro, però i momenti in cui 'manca qualcosa che non saprei definire' per me erano un po' troppi

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Ragazzi, mi raccomando, ricordiamoci le buone maniere. E se offendete, fatelo con educazione U.U