giovedì 9 maggio 2013

Nella casa


Capita alle volte di essere stupiti. E sempre quando non te l'aspetti. A me è successo proprio oggi con la morosa. Era un pomeriggio dove non si sapeva che cazzo fare (chi fa battute sul fare sesso lo banno all'istante!) e quindi si è deciso di guardare un film. Dato che a lei piacciono molto i film francesi si è optato per questo. A me la scelta non faceva né caldo né freddo, anche perché Ozon lo conosco di nome ed ho visto un paio di film che, per quanto belli, non mi hanno mai colpito più di molto. Ci voleva questo Dans la maison per farmi ricredere e ripromettermi di approfondire maggiormente la figura di questo regista, perché sincetamente era da un po' di tempo che non mi facevo prendere in questa maniera. O meglio, specificando, la gente delle mie parti mi prende per i culo quotidianamente, e le ragazze alle quali fischio non appena mi passano davanti mi prendono a sberle, ma il farsi prendere da una pellicola in senso emotivo era una cosa che ancora mi mancava. Il che non è proprio un male, specie se sono passati pochi giorni dal ventitreesimo anniversario della tua nascita.

Germain è un professore di lettere cinquantenne, sposato con la direttrice di una galleria d'arte moderna - che lui definisce spazzatura. Un giorno da agli studenti un tema nel quale devono scrivere cosa hanno fatto nel weekend, ed è qui che ha modo di imbattersi nello scritto di Claude, brillante giovane molto dotato nella scrittura, il quale però termina il proprio compito (dove narra della sua amicizia con il compagno di classe Rapha) con la parola Continua. Incuriosito il professore spinge il giovane a continuare nei suoi scritti ma... dove si ferma la fantasia ed inizia la realtà?

Che uno dei miei sogni proibiti sia, dopo trombarmi Scarlett Johansson (e qui mi scuso per la volgarità del termine 'proibiti'), il diventare scrittore, è una cosa che ho già detto fra i vari post di questo blog. E' naturale quindi che i film che hanno come tema quello della scrittura - o del narrare storie, da qui anche la mia passione per fumetti, mitologia e teatro - m'incuriosiscano molto. Il rischio di beccarsi delle sòle clamorose c'è anche in questo caso, ma fortunatamente stavolta mi sono trovato innanzi a un gioiellino. Un gioiellino francese, checché ne dica la gente che i cugini d'oltralpe non sappiano fare cinema. Quella che qui abbiamo di fronte però non è una pellicola comune, anzi, nel suo incedere succedono mille cose, anche se fondamentalmente non sta succedendo un cazzo in quella che è la storyline effettiva. Tutto si 'limita' (notare le virgolette, please) allo scambio di temi fra Germain e Claude, prima come rapporti sulle scorribande del giovane nella Francia bene piccoloborghese, e poi fra l'alter-narsi della realtà e della finzione. Un film drammatico, fondamentalmente, ma che sfuma nel thriller in certi pas-saggi. Questo suo essere così indefinito, dato che si tratta anche di un racconto di formazione, è la caratteristica primaria che mi ha affascinato. Insieme a tutte le altre che seguono, ovviamente, ma sapete bene quanto sono solito lamentarmi di come ormai tutto l'intrattenimento sia così standardizzato da essere divenuto uguale in tutto e per tutto, fra cloni similari e altre amenità. Di sicuro con questo film non s'incappa nella noia, poiché la regia di Ozon è semplice, efficace e a tratti addirittura brillante, facendo incastrare le due realtà (quella del racconto e quella reale) in maniera lineare e per nulla contorta, con un tocco così semplice ma al contempo efficace che solo un autore molto bravo ed attento poteva fare. Da questo punto di vista Ozon si è rivelato una grande sorpresa, poiché nell'adattare la piéce teatrale Il ragazzo dell'ultima fila di Juan Mayorga riesce a metterci del proprio senza strafare. Si hanno anche delle ottime analisi su quello che ci vuole per creare una buona storia e, anche se non vengono rispettate tutte in pieno, si può evincere come quello del narratore non sia un mestiere semplice, per quanto divertente. Ma è sicuramente uno dei più intriganti, anche perché il film ci dona un affresco davvero vivido senza l'ausilio di troppi stereotipi che facciano apparire gli scribacchini chiamati scrittori come dei pagliacci bimbominkiosi alternativi. E' anche la storia fra lo scontro fra un uomo a tratti davvero irritante e sgradevole, sagace ma purtroppo non dotato del benché minimo talento, e un giovane allievo che di talento forse ne ha troppo ma necessita di una guida che lo istruisca su come incanalarlo. Una guida che, involontariamente, lo aiuti ad affrontare anche la vita e le difficoltà che esse comportano. Perché se la fantasia è una dimensione che aiuta ad esternarsi dalla realtà, la vita vera è fatta di apparenze, come ci dimostra la famiglia che Claude spia, apparenze che bisogna mostrare per mascherare l'infelicità che alberga dentro di noi. Un'infelicità che può essere dannosa per il mosaico di perfezione che ci siamo costruiti intorno. Ovvio che da queste basi, da una bugia che nasce da un'altra bugia, le conseguenze non possono essere altro che dannose per tutti coloro che ve ne prendono parte attivamente. Si arriva così a un finale che non definirei tragico, bensì agrodolce, per quanto la tristezza sia la fetta più grande della torta. Ma è una tristezza che lascia appagati!

A tutto questo mettiamo anche degli attori di tutto rispetto, molto bravi e perfettamente calati nei loro ruoli, giovani esordienti compresi. Un team agguerrito che permette a questo film di fare un volo davvero alto, perché alla fine, per quanto se ne possa dire, la vita ha bisogno di storie!

CONTINUA...


Voto: 

9 commenti:

  1. vorrei davvero sapere chi è che dice che i francesi non sanno fare cinema: al momento accendono le luci dell'autobus e ci portano a scuola, poche storie! e una volta eravamo noi che li portavamo a scuola...che sconforto!

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    1. Dalle mie parti c'è chi si definisce esperto ed esce con queste amenità. Comunque quella francese è un panorama immenso, spaziano da tutti i generi e ci scappa pure qualche filmone.

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  2. Scusa una cosa caro Giacomo (se sono passati pochi giorni dal tuo compleanno allora tanti auguri in ritardo), ma invece di andare al cinema, te che hai la fortuna di avere una ragazza, una bella siesta movimentata pomeridiana ti faceva schifo??!!
    Ahahahahah mo' bannami ahahahah
    A parte gli scherzi il film mi è piaciuto un sacco, sicuramente uno dei più bei film usciti ultimamente al cinema.
    Una chicca per chi, come me e te, vuole diventare scrittore.

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    1. And the banner is... Denny B!!!
      Comunque grazie per gli auguri :)
      Il film ti dirò l'ho in parte voluto vedere perché ho letto la tua entusiastica recensione

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    2. Oh, mi commuovo così :)
      Allora le mie recensioni servono a qualcosa. Meno male.

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  3. Bello, anzi bellissimo, e poi il ragazzo lì è una giovane promessa, lo terrò d'occhio! :)

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    1. Ci starebbe una battuta volgarissima, ma mi trattengo XD
      Comunque sì, davvero bravo, come tutti gli altri attori. Vedremo cosa ci riserverà in futuro.

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  4. Film intelligente, profondo, girato e scritto benissimo.
    Promosso senza riserve anche al Saloon!

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Ragazzi, mi raccomando, ricordiamoci le buone maniere. E se offendete, fatelo con educazione U.U