mercoledì 19 giugno 2013

Hates - house at the end of the street


Oggi ho dimostrato al mondo che amo sprecare la vita. Già dalla locandina si capisce che questo è un film proprio del menga, e pure dal trailer l'odore di cagata macroscopica si respirava a chilometri di distanza. In sovrappiù ci aveva ben pensato la blogsfera a informarmi degli infimi livelli di questa pellicola ma io, da non contento, ho voluto vederla ugualmente. Certe, c'è quella simpatica (e talentuosa) topolona della Lawrence, eppure mi tocca ammettere che io non sono un suo grande fan né dal punto di vista attoriale né da quello fisico, pur non negando la sua eccellenza da ambo i punti di vista. Se non altro posso approfittare dello spazio per pubblicizzare un attimino il mio nuovo blog Fermo alla partenza, che di certo si rivelerà l'ennesima perdita di tempo, ma di sicuro posso ammettere con molta immodestia che leggere i miei deliri sarà molto più utile che il visionare questa sbobbetta. E fidatevi, se uno con l'autostima sotto le scarpe come il sottoscritto si ritiene superiore a qualcuno, allora c'è da fidarsi per davvero.

Sarah si trasferisce con la madre nella classica cittadina in culo al mondo (abbandonando l'amata Chicago). Ovviamente in questa cittadina in culo al mondo c'è l'ovvi casa in cui è stato commesso l'ovvio delitto. In questo caso si dice che una bambina abbia ucciso i due genitori mentre il fratellino, ora unico possidente dell'immobile, era da degli zii. Ovviamente Sarah farà l'ovvia amicizia con il superstite, il quale ovviamente nasconde l'ovvio segreto...

E pensare che questo film ce lo saremmo potuti comodamente solo immaginare, poiché inizialmente non doveva nemmeno essere distribuito nelle nostre sale - e ovviamente esce con un anno esatto do ritardo. Sicuramente è stato complice l'Oscar vinto dalla Lawrence per Il lato positivo, il quale ha fatto schizzare il suo nome fra i big di Hollywood, con l'ovvio richiamo che ciò comporta - no, stavolta la parola ovvio non era inserita a fini ironico. Almeno questa è l'unica spiegazione, perché altrimenti non capisco come mai un'attrice ora così' richiesta si sia fatta sporcare mani e canotta da un film così insulso e... ovvio. Che poi, parlando di canotte nei film, io di certo durante la visione non mi sono lamentato, ma io personalmente nel mio cuore ho ancora questa. Che poi la Biel sia decisamente meno brava della giovane protagonista di questa pellicola il discorso è un altro, ma non fatemi divagare e continuiamo ad esprimere il mio disappunto per questo film. Il riassuntino nel secondo paragrafo vi avrà fatto intuire come mai la parola ovvio è stata usata così ironicamente, perché la trama è vista e rivista tanto da diventare prevedibile - ovviamente. E qui devo ammettere che mi sono un attimo sorpreso, perché alla fine le vicende sono andate diversamente da come io mi aspettavo, cosa che poteva influire positivamente sull'esito finale ma che invece ha contribuito a far cadere il castello di carte. Per gestire una trama bisogna avere le palle in base al livello che si vuole dare a essa, ovvio quindi che se le nostre capacità non sono sufficienti per gestire dei personaggi complessi e tormentati, è ovvio che si deve ripiegare su degli schemi classici mettendoci qualcos'altro che possa compensare, sia esso il gore (vediamo film come il nuovo La casa o A l'interieur) o un certo manie-rismo di regia (come è successo ne Le streghe di Salem). Qui non abbiamo nessun elemento estremo che possa dare una scossa al tutto, in compenso però abbiamo molti fattori che potevano far ben sperare e che vengono abbandonati ignominiosamente. Lo script pone le sue basi su un comprimario tormentato che diventa il fulcro idea-le delle vicenda, ma si dimentica una lezione importante: per quanto sia pazzo, un pazzo ragiona sempre mediante una specifica logica, cosa che qui invece avviene solo quando la cosa sembra fare più comodo. La regia di Mark Tonderai poi non aiuta di certo, dando alla pellicola un qualcosa che magari all'inizio mi faceva ben sperare, ma regalandoci nel suo proseguire tutto il peggio che la regia videoclippara moderna può offrire, si vedano a tal punto alcuni pezzi della festa che vedono ralenty e altri effettacci ottici di pessimo gusto. Poi sì, ci sono le giuste angolazioni dove le poppe della Lawrence si mostrano in tutto il loro splendore e in tutta la loro sballonzolosità (oh, se le ha così non è colpa sua se ondeggiano mentre scappa dai maniaci), ma non si può ponderare un film inte-ramente su quello. O non si può farlo senza che la bellezza in questione non compaia nude, allora il voto finale potrebbe ben alzarsi di mezza stella in più. Forse. O forse anche no. Perché dubito che delle tette, anche se sono quelle di Jennifer Lawrence, possano riscattare una noia così sentita e soffocante. Basti pensare che il film dura, senza titoli di coda, un'ora e mezza giusta, e le cose iniziano a farsi davvero interessanti solo a settanta minuti dall'inizio. Tutta la vicenda finale si risolve in venti miseri minuti, facendo addirittura il verso ad Hitchcock con l'ultima scena, raggiungendo così il punto più basso che questa pellicola potesse raggiungere. A poco servono le due performance dei due attori protagonisti, perché con dei personaggi così insulsi e... ovvi... nessuno avrebbe potuto apportare particolari migliorie.

Il film è passato senza censure persino in America, ma stranamente qui in Italia si è pensato di vietarlo ai minori di quattordici anni. Peccato, per quasi una decade non rientravo nella categoria, e potevo passare il mio tempo a guardare cose migliori.


Voto: 

4 commenti:

  1. pienamente d'accordo con la tua rece
    sto film è MONDEZZA e anche io non capisco a cosa sia dovuto il vm 14????

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    1. Probabilmente era per tenere lontani i giovani fanciulli lontani.
      Ma non badare a queste cose... vai a vederti il nuovo blog XD

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  2. Quindi anche uno malato di cuore come me può vedere questa cagata senza cagarsi addosso a sua volta?

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    1. Per guardarlo potresti... anche se non so quanto ne valga la pena...

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Ragazzi, mi raccomando, ricordiamoci le buone maniere. E se offendete, fatelo con educazione U.U