martedì 4 giugno 2013

Il sesto senso


Certi film ti segnano l'infanzia. Questo poi lo fanno anche a prescindere dalla loro qualità, perché diciamolo, da piccoli non si sanno valutare benissimo quando le cose sono o non sono belle. Basta che ci sia da vedere qualcosa e siamo contenti. Poi però può capitare la botta di culo clamorosa e allora può capitarci di crescere con un capolavoro - o presunto tale. E so che dopo una frase simile vi aspettavate un classico Disney o il film dei Puffi, eppure a me quando andavo alle medie, questo fu uno dei film che più seppero conquistarmi, dopo Il Signore degli Anelli - la Compagnia dell’anello. Segno che già allora forse ero una personcina parecchio disturbata, ma 'sticazzi, un bel film è un bel film, a prescindere dal genere e dall'età. La prova è che ancora oggi mi capita di rivederlo e di poterne enfatizzare tutte le genialate di trama e regia, senza che il senso di meraviglia e orrore sia reso meno efficace o credibile dall'età. E qui molti potranno sottolineare che sono io a non essere cerebralmente cresciuto rispetto a quando avevo dodici anni, ma è anche vero che questo è un signor film sotto molteplici aspetti.

Malcom Crowe è uno psicologo infantile molto famoso. Dopo una serata di gala durante la quale ha ricevuto un premio molto ambito, un uomo armato di pistola si presenta a casa sua. Dice di essere stato un suo paziente da piccolo, e lo accusa di non averlo guarito, dopodiché gli spara allo stomaco prima di uccidersi. Otto mesi dopo vediamo Crowe, non ancora ripresosi da quell'evento, con un nuovo caso: Cole, un bambino di nove anni che dice di vedere la gente morta...

"Vedo la gente morta...", una frase entrata a pieno diritto nella storia del cinema (parodizzata anche sulla base di un tormentone fail di Spitty Cash) e che quindi avrete sentito citare almeno una volta nella vita. Perché alla fine questo film parla di un bambino che la gente morta la vede, eccome! E tutto questo senza effettacci in CGI o altre piccole perle trash che il genere vuole. No. Semplicemente, Cole li vede, i fantasmi vengono da lui per cercare di rimediare qualcosa che avevano lasciato in sospeso nella vita. Un po' poco forse per dire che questo film è così epocale come dicono molti, anche perché in quegli anni il tema era già stato sviscerato in mille altri modi e formati diversi. E in certi punti sarà proprio questo il pensiero che potrà correre nella mente di certi spettatori, ovvero che questa altro non sia che una storia di fantasmi come molte se ne sono già viste prima. Pensiero legittimo, che però cadrà non appena si vedrà quel finale oramai così famoso e spoilerato oramai in tutte le maniere [persino in una serie di Scrubs]. Un finale davvero inaspettato e orchestrato ad arte con tutto quello ce viene prima perché, senza dirvi nulla, se riguarderete il film vi accorgerete di come tutti i nodi vengono al pettine. Si possono quindi dire tante cose su questo film, tranne una: che è una pellicola scontata. O che è una pellicola horror. Perché è molto difficile catalogarlo in un settore specifico (io ho scelto l'etichetta thriller per par condicio), e in alcuni punti si sfocia addirittura nel genere drammatico. Questo segna una particolare caratteristica della migliore cinemato-grafia di Shyamalan, ovvero le prime quattro pellicole, dove il genere non era altro che un viatico per esprimere un concetto, una cornice dove la storia è ad uso e consumo dei personaggi. Perché qui più che sulla particolarità di Cole, ci concentriamo sul rapporto fra i due personaggi, quasi dei gucciniani vecchio e bambino, ognuno con delle risposte alle quali non sa trovare delle domande immediate. Sono due personaggi che mi hanno ispirato subito una grande tenerezza, ognuno emarginato alla propria maniera - chi dai coetanei come Cole, chi proprio da sé stesso e dalla moglie come Crowe - e che deve farcela contro un monto che apparentemente sembra proprio non capire. Altra cosa che mi è piaciuta molto sono le varie comparse dei fantasmi, come già detto prive di particolari effetti speciali, i quali si manifestano come delle persone apparentemente normali, portando con loro il segno della violenza che ha tolto loro la vita. Si ha quindi un ottimo lavoro di trucco con bruciature, ferite da proiettile e altro, tutto questo senza mai esagerare col cattivo gusto o l'ostentazione di violenza. L'ansia necessaria la ricrea per-fettamente lo script e la regia, quest'ultima agevolata da un buon uso delle steadycam, che accompagna in prima persona tutti i personaggi, rendendo certe sequenze ancora più vive e intime, rendendo la fantastica sequenza finale ancora più indelebile nella memoria. A conti fatti quindi non si racconta nulla di nuovo, ma lo si narra in una maniera intima e inaspettatamente commovente. Ottime anche le prove attoriali, come quella di un Bruce Willis semi-inedito (io mi stupii che non tentasse di prendere a cazzotti i fantasmi) e di un Haley Joel Osment, nominato all'Oscar a soli undici anni, e che adesso lavora perlopiù come doppiatore.

Invecchia bene, questo film, e il rivederlo con la mia ragazza non molto tempo fa è stata una piacevole riscoperta. E pure lei, che le opere a sfondo semi-orrorifico non le digerisce più di tanto, ha saputo ben apprezzare.


Voto: 

15 commenti:

  1. Controlla le email, Giacomo. Dovrei essere riuscito a inviarti l'invito a partecipare al blog dei cineblogger :)

    Io continuo a vedere la gente scema, comunque XD

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    1. Yep! Grazie carissimo :)

      Minchia, quella del Maccio ho dimenticato di citarla XD

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  2. Sento l'antipatia per Shyamalan pesarmi sulla giugulare, ma Il Sesto Senso era riuscito a lasciarmi senza parole nonostante sapessi già il finale!

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    1. Ma povero... scommetto che lo odi in quanto indiano XD
      Gran film, comunque. Peccato che ora sia caduto nell'oblio come autore. Spero che con "After Heart" si riprenda.

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  3. Gran film con un finale sconvolgente....

    Tra i migliori di Shyamalan.

    cakkio quino hosment ora fa il doppiatore?

    Quando è venuto fuori, per diversi anni era un giovane attore molto quotato, poi l'oblio, peccato era veramente bravo

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    1. Filmone, altrochè!
      Ebbene sì. Perlopiù per videogiochi e qualche puntata dei Griffin. Mi stupisce infatti che abbia combinato così poco, specie per aver avuto una nomination a 11 anni.

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    2. già, peccato, danno ruoli importanti a Robert CANE Pattinson e certi bravi attori li lasciano nell'oblio

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    1. E che gran signora te a riconoscerlo u.u

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  5. Il capolavoro di Shyamalan!!
    Poi è diventato Shyabadà, più o meno ai tempi di Lady in the Water, e da allora ha imbroccato una meenchiata dietro l'altra, maledetto cialtrone...

    Riguardo HJO la sua parabola è la stessa di tanti bimbi prodigio di Hollywood, tanto bellini da piccoli (di conseguenza teneri, commoventi, miracolosi, vedi per esempio Dakota Fanning, Miko Hugues, etc.) quanto insignificanti d'aspetto una volta raggiunta l'adolescenza. Se non riesci a riciclarti come sceneggiatore, produttore (vedi il geniale Seth Green, in attività dall'età di 8 anni più o meno...) e quant'altro puoi anche scordarti la fama, lo showbusiness è impietoso..

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    1. E dire che "Lady in the wather" è il meno peggio fra le minchiate che ha fatto.

      In effetti è vero, non tutti sono come Jodie Foster.

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    2. @ babol
      Dakota Fanning per me è sempre stata pessima, sono ben lieto che sia sparita dal grande schermo.

      Miko Hughes invece era bravissimo, il suo "Dyaln" del meraviglioso Nightmare nuovo incubo era veramente incredibile, in certe scene riusciva ad esser quasi inquietante quanto Freddy, per non parlare della sua performance in Cimitero vivente, cavolo li quanto avrà avuto 3 anni????

      @ Jean Jacques
      Secondo me, l'unico film brutto di Shyamalan è the village che ho trovato ridicolo e terribilimente noioso, Lady in the water era robetta, ma era passabile.

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    3. Invece ti dirò, a me "The village" era davvero piaciuto molto!

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    4. Io al cinema mi stavo per addormentare e il "colpo di scena" finale mi ha fatto cascare le balls :)

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  6. Ancora oggi inappuntabile, meraviglia di sceneggiatura e regia. Tutto regge fino alla fine e la componente ultraterrena lascia tanti spunti di riflessione.

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